Comunicare fa bene. Anzi Benissimo

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americo-bazzoffiaInaugurata a Camogli in occasione della prima edizione del Festival della Comunicazione la mostra sui manifesti dell’Archivio Storico della Pubblicità
di Americo Bazzoffia, Libero docente universitario e consulente in Comunicazione strategica integrata

Il 30 agosto, a Camogli, presso la Fondazione Remotti, in occasione della prima edizione del Festival della Comunicazione è stata inaugurata la mostra di manifesti pubblicitari: “Comunicare fa bene. Anzi Benissimo” curata dall’Archivio Storico della Pubblicità di Genova. Si tratta di una selezione di grandi manifesti, autentiche opere d’arte dei maggiori cartellonisti italiani del ’900, presentati e commentati da Ruggero Pierantoni attraverso una serie di letture inedite e multimediali. 

Com’è noto, il manifesto di affissione diventa il primo e il più efficace strumento di comunicazione di massa a partire dalla fine dell’Ottocento, quando lo sviluppo della tecnica di stampa litografica a colori permette alte tirature e la più larga diffusione sui muri delle città, trasformandolo così in uno strumento indispensabile alla crescente produzione industriale dell’epoca e ai nuovi stili di vita della società.

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“Comunicare fa bene. Anzi benissimo” seleziona venti manifesti pubblicati in Italia tra il 1899 e il 1969, conservati presso l’archivio genovese, e li accompagna con le letture di Ruggero Pierantoni, biofisico di formazione, studioso della percezione acustica e visiva, , che parte dal manifesto esposto per approfondire sulla molteplicità di segni e messaggi racchiusi in queste immagini d’epoca. Il testo delle sue letture è poi integrato da contributi multimediali (foto e video), che il visitatore potrà visionare attraverso i codici QR code stampati sui pannelli utilizzando smartphone e tablet o nella videoproiezione completa presente in mostra: documentari di CinecittàLuce, dell’Archivio Centrale dello Stato, trasmissioni RAI, ecc. ma anche scene e trailer di film, in modo da poter ulteriormente contestualizzare l’opera esposta e il commento che l’affianca e ne approfondisce i significati.
I manifesti di fine Ottocento riguardanti il viaggio verso le Americhe si intrecciano così con lo spunto attualissimo della lettera scritta a Buenos Aires da un emigrante ai propri figli, il racconto del viaggio “en el barco estamos amontonados… peor que las bestias, sine aire para respirar”. Il manifesto di Luigi Caldanzano “Lenti radioattive” (1917) fa scattare riferimenti a Madame Curie, Rosalind Franklin, ma anche a Puccini. E in modo analogo si passa attraverso il manifesto del Rex (1932) di Giovanni Patrone, quello alto tre metri per il film muto “Irene” (1926) disegnato da Giuseppe Riccobaldi, fino alla cartellonistica del secondo dopoguerra, con i salumi Bellentani di Mario Puppo (1952), la “Sagra del pesce” di Leo Pecchioni o “Più velocità più pericolo” di Sergio Ruffolo (1969). Tutte opere che nell’esposizione dialogano e entrano in sinergia con altre immagini e altri testi del Novecento, attraverso il commento scritto e le immagini multimediali.

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La mostra è visitabile a settembre il sabato e la domenica dalle 17:00 alle 20:00. Nei giorni del Festival venerdì 12, sabato 13, domenica 14 settembre dalle 11:00 alle 20:00.
Ad ottobre osserverà i seguenti orari venerdì: dalle 10:00 alle 13:00 (orario per le scuole) sabato: dalle 17:00 alle 20:00.
La mostra chiuderà il 19 ottobre 2014, l’ingresso è gratuito. Ulteriori informazioni sul sito fondazionemotti.it.