Donne, lavoro e politiche sulle pari opportunità in Calabria

convegno

convegnoPoche opportunità e tanta discriminazione. L’appello della consigliera di parità della Regione Calabria, Maria Stella Ciarletta, in occasione dell’incontro sulle politiche di genere nel neonato circolo tematico sulle pari opportunità

di Dominella Trunfio

«In Calabria non c’è mai stata una politica unitaria sulle donne, in tutti questi anni abbiamo sempre assistito ad interventi spot. È impossibile trattare le questioni femminili con bandi sulle assunzioni di persone svantaggiate o attraverso il finanziamento dei centri antiviolenza». Questo l’appello che arriva dalla Consigliera di Parità della Regione Calabria, Maria Stella Ciarletta, all’incontro a due voci promosso dal circolo tematico del Pd “Dialogos” sulle politiche di genere con il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, candidato alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione. 

«Manca una strategia d’insieme» incalza Ciarletta «le donne in politica sono troppo poche e per l’ennesima volta non ci sono donne candidate alle prossime primarie».
Secondo la Consigliera in ogni legislatura si verifica sempre la stessa scena: «nelle ultime due» denuncia «ci sono stati solo componenti uomini».
Da questa constatazione muove “Dialogos”, il circolo nato qualche settimana fa a Reggio Calabria che ha tra i temi principali quello della questione femminile affrontato in tutte le sue sfaccettature. «Parliamo» aggiunge Ciarletta «della composizione di una giunta con uomini e donne, di una modifica della legge elettorale per introdurre la doppia preferenza, di incentivi al lavoro femminile e alle politiche sociali, di conciliazione famiglia-lavoro, di imprenditoria femminile e non per ultima di lotta contro la violenza sulle donne».
Temi ai quali risponde Gianluca Callipo, interlocutore nel corso dell’evento. «La mia giunta» dice il sindaco «è costituita per il 50% da donne, quindi la presenza paritaria nelle istituzioni mi sta molto a cuore. È sicuramente doveroso rivedere l’utilizzo dei fondi finalizzati alle politiche sociali dove non si vedono bandi per asili nido aziendali».
E ancora, per il sindaco «è importante parlare di precarietà, assenza dei servizi, disoccupazione femminile e della necessità simbolica che la Regione Calabria si dichiari parte civile nei processi di violenza alle donne».

Che ci sia ancora tanto da lavorare sul fronte rosa calabrese lo dimostrano sia i dati diffusi dall’Istat sulle giovani disoccupate – che rappresentano il 53,7 percento del totale – sia l’attestazione di comportamenti discriminatori diventati purtroppo, comportamenti accettati socialmente. Parliamo di allontanamento di una dipendente a causa della maternità, dell’esclusione da un lavoro perché in procinto di sposarsi, del preferire un lavoratore uomo nell’assunzione senza alcuna motivazione apparente. Tutti casi reali raccolti in otto anni dall’Ufficio della Consigliera di Parità introdotto con la legge 125/91 e con il D.Lgs. 196/2000. «Ne emerge un quadro» spiega Ciarletta nel volume “Diritto antidiscriminatorio e pari opportunità nel lavoro pubblico e privato” «dove ancora oggi la maternità rappresenta il fattore di discriminazione verso le donne, soprattutto nell’accesso al pubblico impiego, dove la PA si dimostra disattenta alle politiche di genere».

«In Regione» conclude la Consigliera «sono state fatte troppe parole in tema di donne. Noi più che proporne nuove vogliamo attuare quelle dette e non fatte negli ultimi trent’anni. Ciò perché il problema non sono le risorse o i calabresi, ma la classe politica e burocratica».