Il tempo delle donne

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carlotta-de-bevilacquaLa prima edizione annuale de ‘Il Tempo delle Donne’, evento nazionale che ha animato la capitale milanese con oltre 100 eventi e un gran finale di tre giorni – 26, 27 e 28 settembre – negli spazi del Teatro dell’Arte della Triennale

di Alessandra Vittoria Fanelli

Mentre nella città di Milano erano in corso oltre 100 eventi sotto la sigla #cittàdelledonne alla Triennale, con il #tempodelledonne, si svolgeva un festival di storie, idee, azioni per partecipare al cambiamento costruito sulle donne e con le donne. Un weekend stimolante che ha coinvolto con orario non stop dalle h. 10 alle h. 24 personalità della cultura, dello spettacolo, dell’arte, dell’imprenditoria con una serie di inchieste, interviste, workshop e laboratori intervallati da spettacoli, video, letture e momenti di convivialità. Tutto dedicato alle donne e agli uomini che amano le donne.

Tante le personalità, anche istituzionali, che hanno aderito a questa iniziativa del Corriere della Sera, patrocinata dal Comune di Milano, che ha spaziato in tutte le discipline. Difficile dare delle priorità. Tutti gli eventi della tre giorni in Triennale sono stati coordinati da noti personaggi che ci hanno accompagnato negli ultimi anni. Ad esempio si è partiti venerdì 26 con Aldo Cazzullo che ha intervistato la ministra della Difesa Roberta Pinotti ponendole la domanda: ‘E se fossimo già pari?’; o la riflessione ‘Io sono sostenibile’ condotta da Camila Raznovich con l’intervento di Rosanna Massarenti di Altroconsumo. E, sempre con Camila, anche l’incontro ‘Internet, non è un paese per donne?’ tratto da un’inchiesta di Serena Dandini con Marta Serafini. E ancora, nella Triennale Lab, la conversazione delle due Paola (Cortellesi, attrice, e Piacenza, giornalista) che si interrogano su ‘come spiegare a mia figlia come diventare grandi in Italia tra meritocrazia e fuga dei cervelli’.

Nel salone d’onore della Triennale invece si è parlato di economia e alta finanza, con il workshop ‘Economia positiva’ che vede tra i relatori il famoso Jacques Attali, presidente di PlaNet Finance Group e Lisa Tondini, presidente di Poste Italiane.

tempo-delle-donneSabato 27 si è iniziato con il divertente controverso tema We want sex (Equality) il cui sottotitolo ‘come lavorare bene e non farsi pagare meno’ ha visto l’intervento dell’economista Luisa Rosti, dell’Università di Pavia, che ha illustrato ‘le dieci cose da fare e non fare per chiedere l’aumento di stipendio’.
Nello spazio Lab invece molto interessante la conversazione/intervista, condotta da Silvia Botti, direttore di Abitare, che ha dialogato con l’architetta designer Cini Boeri, icona ante litteram del mondo dell’architettura e del design, sul tema ‘Storie di Donne, di Architettura e di design dal 1961’. Cini Boeri, nata nel 1924, tuttora molto operativa, è la madre di due altrettanto note personalità internazionali: Tito Boeri, docente di economia del lavoro all’Università Bocconi di Milano, e Stefano Boeri, architetto ex assessore alla Cultura di Milano.

La domenica è terminata con altrettanti interventi di prestigio. Al Teatro dell’Arte un incontro significativo sulle famiglie allargate, con il tema ‘Equilibrismi affettivi’ condotto dalla psicologa Silvia Vegetti Finzi che ha dialogato con due grandi attrici: Elena Sofia Ricci e Maria Sole Tognazzi, entrambe con esperienza di famiglie molto composite.
A Triennale Lab si è parlato ancora di design con Carlotta De Bevilacqua, architetta, designer, imprenditrice, docente. In una parola: una vera protagonista della progettualità contemporanea nel suo doppio ruolo di architetta e imprenditrice di Artemide Group. L’incontro/conversazione Design al Femminile – Storie di Impresa, creatività e coraggio, condotto da Francesca Taroni, direttore di Living, che si è tenuto domenica alle ore 12.30, la vede indiscussa leader nel campo dell’illuminazione ed è centrato sulla sua capacità di fare impresa con tenacia tenendo conto anche delle sfide tecnologiche e sensoriali della luce, legate al benessere psicologico e fisiologico dell’uomo e dell’ambiente, come ad esempio la lampada Empatia che ha progettato insieme a Paola di Arianello.
E per finire sempre in Triennale un grande party di chiusura ha chiuso la tre giorni di questo festival al femminile, con musica, performance e spettacoli; un festival aperto anche ‘agli uomini che amano le donne’.