La politica commerciale europea sotto la guida italiana

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calendaIl Vice ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, in qualità di Presidente di turno del Consiglio Commercio, ha presentato al Parlamento europeo le priorità di politica commerciale della Presidenza italiana

Il semestre a guida italiana sarà all’insegna dell’esportazione. Secondo il Vice ministro Calenda, in questo particolare periodo storico è fondamentale per la crescita dell’economia e, di conseguenza, dell’occupazione che le imprese europee diventino protagoniste e riescano a sfruttare la domanda internazionale, che è in vertiginosa crescita.

La politica commerciale dunque deve essere pronta a cogliere questa opportunità e in tal senso rivestono un ruolo fondamentale i trattati che l’Unione Europea sta negoziando. Primo fra tutti quello con il Canada (CETA), che sta giungendo in dirittura d’arrivo e che porterà grandi vantaggi per tutti i settori industriali, grazie a un compromesso importante che vedrà anche riconosciute le nostre indicazioni geografiche.

Importantissimo anche il trattato con gli USA (TTIP), in fase di negoziazione ma che sembra essere andato finora un po’ a rilento. Al riguardo il Vice Ministro ha affermato: “la nostra opinione è che qualora la deadline del 2015 dovesse sembrare irrealistica a fronte dei progressi conseguiti, sarà necessaria una riflessione profonda sulla strategia negoziale. Occorre evitare che le persistenti differenze su capitoli importanti ma non cruciali possano di fatto bloccare i progressi in capitoli sui quali una intesa appare a portata di mano. Per questo il Governo italiano ritiene che, se dopo le elezioni di mid term il ritmo della negoziazione non cambierà, occorrerà interrogarsi sulla possibilità di concludere entro il 2015 un interim agreement sui capitoli più importanti e meno controversi”. L’importanza del TTIP è evidente soprattutto nei confronti delle PMI, che non hanno le risorse per fronteggiare ostacoli e burocrazie.

Ma i casi più critici da risolvere sono quelli relativi alle situazioni in cui le belligeranze interne provocano ritorsioni a livello commerciale in tutta Europa, come quello dell’Ucraina. Qui le ritorsioni commerciali sono da parte della Federazione Russa, ma il Vice Ministro ha specificato che di fronte a importanti questioni di sicurezza per l’Unione, la politica commerciale deve fare un passo indietro rispetto alla politica estera: “manterremo aperti i canali del dialogo tecnico, puntando a evitare una escalation di ritorsioni commerciali. In ogni caso la nostra attenzione sul tema è massima”.

Non facile nemmeno la situazione dei negoziati multilaterali, oggi più difficile per il mancato rispetto delle scadenze di attuazione dell’Accordo sulla Facilitazione degli Scambi (TFA), stipulato a Bali a dicembre durante l’ultima ministeriale del WTO. Proprio per questo l’UE dovrà compiere uno sforzo supplementare per portare avanti comunque la trade facilitation.

Infine, sull’attività normativa interna, il Vice Ministro ha espresso la disponibilità italiana a cercare un compromesso tra i Paesi membri sui dossier attualmente pendenti, in particolare quelli relativi alla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale (c.d. TDIs, tra cui l’antidumping) e al Regolamento sugli appalti internazionali (c.d. IPI, volto a ottenere una reciprocità di trattamento per le nostre imprese negli appalti pubblici all’estero).

Calenda ha concluso annunciando che solleciterà il Consiglio “ad avviare quanto prima una discussione sulla futura politica commerciale, al fine di stimolare la nuova Commissione a produrre un documento di programma e priorità per il suo mandato”. (D.M.)