Leggi elettorali regionali con pari rappresentanza di genere

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simonetta-tregnagoLa rappresentanza di genere deve essere garantita anche in Veneto, come già fanno altre regioni italiane all’avanguardia. Lo chiede con forza la Commissione Pari Opportunità della Regione Veneto, seguita da Liguria, Calabria ed altre

La Legge elettorale regionale veneta, la n. 5/2012, va modificata e il Consiglio regionale sta per aprire il dibattito sulle proposte di modifica giunte da più parti durante gli scorsi mesi: dalla Giunta, da alcuni consiglieri e dalla Commissione Pari Opportunità del Veneto che richiamano l’attenzione sull’urgenza del tema della rappresentanza di genere.

Ma la CPO del Veneto non è sola in questa battaglia: anche le CPO di tante altre regioni italiane, da quella ligure a quella calabrese, si stanno impegnando affinché il messaggio giunga all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica e riteniamo che in tutta Italia questa voce debba alzarsi ben alta: bisogna garantire una maggiore presenza femminile nelle istituzioni locali. Seguendo l’esempio di Regioni come l’Emilia Romagna e la Toscana, che hanno approvato la doppia preferenza di genere nella propria legge elettorale regionale; e della Regione Campania, apripista in Italia, che si è dotata di un sistema elettorale garantista in tal senso già nel 2009.

Simonetta Tregnago, presidente della COP veneta, spiega: “il cammino verso la parità di genere per godere della piena cittadinanza politica, purtroppo, appare ancora lungo e a testimonianza di ciò basta guardare ai numeri delle elette nelle istituzioni che non si sono ancora dotate di leggi elettorali che garantiscano la parità di genere. Bisogna agire a livello politico, sociale e culturale ma anche a un livello operativo, facendo fronte al ritardo con misure concrete. La politica deve colmare la sua distanza nei confronti della società: lì fuori il mondo dell’impresa, del lavoro, della cultura e del sociale, offrono ogni giorno conferma di quanto sia strategico il ruolo della donna nel cambiamento della società”.

La richiesta dei firmatari delle proposte avanzate in Veneto è quella di introdurre la possibilità di due preferenze (oggi ne è prevista solo una) con l’obbligo dell’alternanza di genere, ossia con l’obbligo di indicare candidati di sesso diverso qualora si scegliesse di esprimere il proprio voto per due persone.
La legge elettorale regionale in vigore per il Veneto contiene già l’obbligo della presenza femminile al 50% nelle liste elettorali provinciali, pena altrimenti l’inammissibilità della lista. Ma per allinearsi maggiormente alla legge nazionale 23 novembre 2012, n. 215, che detta le “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali”, si richiedono ora step ulteriori: l’introduzione della doppia preferenza di genere anche per le elezioni regionali seguirebbe coerentemente quanto già previsto per le amministrative dei Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti.

Attualmente in Veneto siedono in Consiglio tre sole donne su un totale di circa sessanta componenti: “si tocca appena la soglia del 5%” dice la Presidente Tregnago “a fronte di una media nazionale del 14,4%”. In Giunta poi siedono soltanto due assessori donna e questi numeri non possono bastare a garantire il diritto costituzionale di uguaglianza e parità “chiediamo quindi che anche nella Giunta, e non solo nel Consiglio, sia previsto un riequilibrio di presenze tra i sessi”.

Le vicepresidenti del CPO Cristina Greggio e Daniela Rader aggiungono: “siamo alla terza elezione dopo la promulgazione della legge nazionale n. 215 e i primi risultati – in termini di numeri, ma anche di nuova cultura – sono già tangibili. Una legge che nasce da un lavoro di collaborazione e confronto parlamentare tra i diversi schieramenti politici, ma è anche il frutto del dibattito e dell’apporto degli organismi di parità e di tante associazioni e reti femminili. Perciò è un percorso che dobbiamo avere la responsabilità e il coraggio di continuare sui territori, a partire dal nostro. Il Veneto deve con urgenza accelerare i percorsi di riequilibrio della rappresentanza di genere; e non solo per questione di democraticità: sono, infatti, percorsi che vedono nelle regioni innovative e produttive del nostro Paese risultati di cambiamento significativi, così necessari in questi tempi di crisi, perché le donne inserite nei processi decisionali modificano e migliorano gli approcci e i metodi nel modo di fare amministrazione e politica, apportando competenze, determinazione e pragmatismo”. (D.M.)