Rapporto annuale sul commercio estero: regione Abruzzo in rialzo per il 2014

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iceDopo la profonda decrescita del 2013, la Regione Abruzzo registra per il primo trimestre del 2014 segni rassicuranti di ripresa
di Anna Chianese

Il 28° Rapporto annuale sul commercio estero dell’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internalizzazione delle imprese italiane), attraverso uno studio intitolato “L’Italia nell’Economia internazionale 2013-2014″, ha reso pubblici i dati che confermano come le esportazioni di merce italiana all’estero nel 2013 siano rimaste invariate rispetto agli anni precedenti. Tale conferma non fa altro che sottolineare ancor più il grave periodo di stallo delle esportazioni mondiali di merci, deludendo profondamente le aspettative di accelerazione previste.

Come si può giustificare questa, seppur leggera, flessione? Da un evidente ristagno della domanda da parte del mercato europeo a favore di quello extraeuropeo – e soprattutto statunitense – in forte ripresa. Nonostante questo andamento evidentemente negativo, è da sottolineare che, sul totale mondiale, l’Italia si trova in risalita. In numeri – dopo ben tredici anni di segni negativi – l’Italia risale del 2,8% (dovuto anche all’impatto positivo dell’euro), con un avanzo di 15 miliardi di euro, pari all’1% del PIL. L’incremento del surplus si può giustificare anche con un altro dato importante: una diminuzione delle importazioni piuttosto che con un incremento degli export.
Accanto ai dati del saldo commerciale bisogna evidenziare anche l’incremento del numero degli esportatori italiani con 2666 unità in più rispetto al 2012 (nel 2013 si attestano a 211,756 unità).

Passando ai dati relativi alla Regione Abruzzo, dopo la flessione registrata nel 2012, anche il 2013 si è presentato con un -2,4%. Tale flessione negativa vede l’export abruzzese sceso a 6,7 miliardi di euro che, visto sul totale delle esportazioni nazionali, è pari all’1,7%. Anche le importazioni hanno rilevato una leggera contrazione, pari al 4,5% rispetto alla media nazionale.
Ma in questo scenario negativo relativo allo scorso anno, si attesta una ripresa già evidente nel primo trimestre di quest’anno. A commentare tali dati è il direttore generale dell’ICE, Roberto Luongo: “I dati relativi al primo trimestre del 2014 restituiscono uno scenario positivo per l’interscambio dell’Abruzzo, che potrebbe anticipare una ripresa da confermarsi nel corso dell’anno. Le esportazioni infatti hanno segnato una crescita del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mostrandosi più dinamiche rispetto alla media nazionale e realizzando un valore di 1,8 miliardi di euro. Hanno contribuito positivamente al dato complessivo buona parte dei settori più importanti per l’export della regione”.
I miglioramenti di cui parla il dott. Luongo si evidenziano nel settore degli autoveicoli, dei rimorchi e dei semirimorchi con un +12%, pari a 809 milioni di euro, nel settore della meccanica, con un +6.6%, e in quello farmaceutico con un +14,9%, le cui grandi multinazionali sono presenti prevalentemente in Val di Sangro. Hanno confermato il loro andamento positivo il settore degli apparecchi elettrici con +45.2%, degli articoli in gomma e di plastica con +19.2% e dei materiali edili non metallici come ceramica o vetro con un +8%.
In profondo calo invece il settore dell’abbigliamento che registra un -31.9% e dei computer, apparecchi elettronici ed ottici con un -67,2%.

Le esportazioni abruzzesi, relative al 2013, hanno interessato maggiormente la Germania e la Francia, a cui è addirittura destinato un terzo delle vendite totali dell’intera regione. Tuttavia, le esportazioni in Germania hanno registrato un peggioramento rispetto al 2012 con un flessione del 12% circa, 1.3 miliardi di euro in meno. Le esportazioni francesi invece sono risultate in forte miglioramento rispetto allo scorso anno con un +8.2%, pari a 1,1 miliardi di euro guadagnati.
Pur se con incrementi minori rispetto a Germania e Francia, anche gli altri mercati europei hanno dato segno positivo, ad eccezione del Belgio (-9.7%).
Per quanto riguarda i mercati extra-europei, la Russia si presenta con una leggera flessione pari al -3.8%. Migliori sono le vendite in Turchia con un +5.4%. Una forte contrazione si rileva per i mercati più distanti come quello statunitense (-29.2%). Tale flessione è dovuta al calo delle vendite di componenti elettronici e schede elettriche da parte del mercato abruzzese.
In generale, un maggior guadagno si è attestato nei settori degli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi con un valore di oltre 2 miliardi di euro: in pratica il 40% delle esportazioni totali della regione.

Il comparto moda dell’Abruzzo vive un periodo di profonda crisi che ovviamente si è riflessa sul commercio estero. Difatti, tra i settori che hanno dato segno negativo, quello dell’abbigliamento si è attestato come il maggiormente penalizzato con un -26%. Un reparto questo che non riesce a raggiungere una positività da anni, anzi continua a scendere ulteriormente. Basti pensare che dal 2008 al 2013 si è passati dal 3% all’1%. Positivo invece è l’incremento del settore tessile con un +4.8% pari a 104 milioni di euro guadagnati.
In grande espansione sono l’esportazione dei prodotti alimentari, delle bevande e del tabacco con un +3.9%, le materie plastiche con un guadagno di 320 milioni di euro, i prodotti in metallo con un +14,4% e i mobili con +5%.
Per quanto riguarda il numero degli operatori preposti al comparto dell’esportazione si è registrato un incremento di 3.506 unità rispetto al 2012.

Questo insieme di dati è stato ampiamente commentato da Italo Lupo, presidente della Regione Abruzzo della CNA: “Lo studio conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno lo stato di sofferenza delle micro e delle piccolissime imprese, che da sole non ce la fanno a reggere il fronte difficile delle esportazioni. È necessario, così, un sostegno attivo da parte della Regione a questa straordinaria opportunità, vista la stagnazione che ancora persiste del mercato interno. In questa direzione occorre adottare misure e azioni specifiche, con nuove risorse finanziarie individuate nella programmazione finanziaria 2014-2020 alla promozione sui mercati internazionali delle nostre imprese e dei nostri prodotti. In questo senso potrebbero tornare utili anche somme non spese nella precedente programmazione che scadrà nel 2015, immediatamente disponibili”.