Ricorso contro i Comuni calabresi

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comuni-calabresiLa Commissione regionale di parità ha denunciato i Comuni della Calabria che non hanno rispettato la rappresentanza di genere nella composizione della propria Giunta

di Dominella Trunfio

Nel corso della conferenza stampa svoltasi presso la sala “Giuditta Levato” del Consiglio regionale della Calabria, la consigliera regionale di Parità, Maria Stella Ciarletta ha reso noto di aver assunto in capo al suo Ufficio, tre iniziative di ricorso per i comuni che non hanno rispettato la rappresentanza di genere nella composizione delle giunte municipali. «Abbiamo depositato al Tar ricorso contro i comuni di Montalto Uffugo, Torano Castello e Vaccarizzo Albanese» ha spiegato Ciarletta «per aperta violazione della legge Delrio, che impone ai Comuni con più di tremila abitanti la presenza di almeno il 40 percento di donne in giunta».

«A seguito delle elezioni svoltesi lo scorso maggio, abbiamo constato» ha aggiunto la consigliera di parità «che su 149 comuni calabresi, 65 non hanno donne in giunta, 47 ne hanno una soltanto e 25, due. Il nostro Ufficio grazie anche alla segnalazioni dei cittadini che, hanno denunciato situazione di irregolarità, ha inoltrato subito delle diffide ma ad oggi, nessun sindaco ha modificato la propria giunta». Da qui la decisione di predisporre, insieme ad uno staff di avvocate, i ricorsi.

Durante la conferenza è stato poi siglato un protocollo d’intesa e una manifestazione d’interesse con l’Anci giovani Calabria per promuovere presso tutti i Comuni calabresi la regolare applicazione della legge. «Il nostro Paese ha il record di scarsa partecipazione di donne elette o nominate nelle funzioni importanti delle istituzioni» ha detto il rappresentante dell’Anci, Giuseppe Benedetto, coordinatore provinciale di Reggio Calabria e vicesindaco di Motta San Giovanni «un gap che va velocemente colmato».
«All’obiezione che i sindaci diffidati ci sollevano sulla difficoltà a trovare donne disponibili, l’Ufficio e Anci giovani» chiosa infine Ciarletta «replicheranno con la creazione di una banca dati regionale di curricula di donne pronte ad assumere l’incarico di assessore».