Donne in divisa? Una carriera senza differenza di genere

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donna-militareLe ragazze che scelgono la carriera militare: quante sono e quali ostacoli incontrano? Il lavoro femminile “in uniforme”

di Paola Paolicelli

Vi dice niente il Decreto Legislativo 31 gennaio 2000 n. 24? Forse alla maggior parte dei lettori non sovviene nulla, ma alle donne presenti nell’esercito sicuramente sì, perché si tratta della normativa che ha aperto loro le porte delle Forze Armate.

Si è così passati da una direttiva che poteva sembrare puramente idilliaca, ad uno scenario professionale intriso di concretezza, così come attestano i racconti delle dieci donne soldato che, senza alcun timore, si sono rese protagoniste del dibattito “Donne ed esercito – Valori e realizzazione nella Forza Armata”, svoltosi lo scorso 24 settembre presso la storica Scuola Militare “Teuliè” di Milano.

L’evento ha offerto spunti significativi sul tema della donna in uniforme, quale realtà sociale in Italia e all’estero; iniziativa che fa parte del progetto intitolato “il tempo delle donne”, la cui paternità è da attribuirsi alla Fondazione del Corriere della Sera con la collaborazione de “La libreria militare” di Milano.
Durante l’incontro svariati sono stati i punti toccati, passando per il processo d’integrazione del personale femminile nel mondo militare, senza escludere, poi, tutti i problemi di conciliazione del ruolo militare con quello di mamma.

Ma quante sono le soldatesse italiane? A soddisfare la comune curiosità ci giungono, in soccorso, i dati diffusi dall’Agenzia AdnKronos. Il quadro vede, se pur una componente minoritaria rispetto a quella maschile, una percentuale di tutto rispetto delle quote rosa. Infatti il 7% delle donne porta una divisa, pari a 7.200 unità, così distinte: 250 ufficiali, fra cui 3 maggiori, 89 capitani e 105 tenenti, con una cinquantina di sottotenenti. Sono 110 le sottufficiali, fra le quali 22 marescialli, mentre le donne soldato sono circa 7.000, con 150 paracadutiste ben inserite nella brigata “Folgore”.
Soldati di genere femminile si distinguono, anche, in missioni sui campi operativi, con percentuali superiori al 70%. Solo il 9% delle donne ricopre incarichi amministrativi.

Parole di stima e sostegno alle militari italiane provengono da Roberta Pinotti, Ministro della Difesa Italiana: “Le ragazze che scelgono la carriera militare sono determinate e preparate. Ma il punto fragile è la maternità: come fai se aspetti un figlio e comandi una nave o sei missione? Dobbiamo pensare ad un nuovo sistema di congedi. Ma la discriminazione verso le donne, francamente, l’ho sentita molto più in politica che nelle Forze Armate»”.

Disparità di trattamento tra donne ed uomini? Manco a parlarne, secondo una dichiarazione rilasciata, a margine dell’incontro, dal Generale di Brigata Antonio Pennino, perché le donne – a suo avviso – hanno trovato una carriera senza differenza di genere.