Il costo sociale della non formazione

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expotrainingNon si può pensare di uscire dalla crisi restando fermi sui modelli del passato, è il momento di sviluppare le competenze. È uno dei messaggi che arriva dalla quarta edizione di ExpoTraining che si è svolto in questi giorni a Milano

di Cristina Mazzani

Si è svolto in questi giorni a Milano ExpoTraining, l’evento dedicato alla formazione. La manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, è stata inaugurata ufficialmente con il convegno di apertura al quale sono intervenuti Roberto Maroni, Governatore della Regione Lombardia, Annamaria Furlan, attuale segretario generale aggiunto e nuovo leader in pectore della Cisl, Gianluigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia, Walter Passerini ex direttore di Corriere Lavoro in qualità di moderatore.

Carlo Barberis, sociologo aziendale e CEO di ExpoTraining ha avviato i lavori focalizzando sin da subito l’attenzione su un concetto molto importante “il capitale umano può incrementare il reddito pro capite, l’Ocse ha stabilito che un anno di istruzione in più determina un +5% di reddito. La formazione è un fattore fondamentale di ricchezza per il Paese e deve essere valorizzato. Il perdurare della crisi ci deve convincere del fatto che non riusciremo ad agganciare la ripresa semplicemente aspettando, perché i modelli del passato non possono più essere utilizzati, una delle leve fondamentali sui cui agire per ricominciare a crescere è lo sviluppo delle competenze”.
Inevitabile lo spunto lanciato agli imprenditori: serve una trasformazione delle proprie aziende, oltre a investire in tecnologie è necessario scommettere sul know-how dei propri addetti. D’altro canto, proprio i lavoratori devono pretendere la formazione in azienda.
barberis-carlo“Altrimenti” ha denunciato Barberis “non possiamo far altro che subire il costo sociale della non formazione che ricade su tutta la collettività, in termini di posti di lavoro che vengono distrutti, dal punto di vista della difficoltà di ricollocamento e così via”.

Tra le proposte concrete che escono da ExpoTraining vi sono le seguenti: rendere obbligatoria la formazione continua; incentivare politiche creditizie destinate a chi fa formazione; instaurare un meccanismo più agile di trasferimento dei fondi pubblici; riduzione del numero di fondi interprofessionali e costruzione di una cabina di regia per le varie iniziative, una sorta di Agenzia nazionale del capitale umano.

“In Italia” ha sottolineato Passerini “3 aziende su 4 non fanno formazione. Eppure è in atto una vera e propria guerra delle competenze, in altri Paesi la formazione rappresenta non solo un ascensore sociale, ma un ascensore per la competitività. La sfida per la nostra classe dirigente è la creazione di lavoro”.

“Il futuro deve essere” lo ha specificato Petteni “all’insegna della qualità e, in questo senso, formare i lavoratori è strategico. Ai giovani dobbiamo spiegare che le competenze rappresentano le tutele per la loro carriera professionale. La nostra proposta è quella di detassare le ore impiegate per la formazione, pensiamo infatti che l’alleggerimento delle tasse possa anche essere fatte in modo selettivo. Certo bisogna conoscere le imprese… Vorrei inoltre aggiungere che, secondo me, nessun ragazzo dovrebbe lasciare la scuola senza essere prima essere entrato in contatto con il mondo del lavoro, dovremmo instaurare un sistema di apprendistato che si basi davvero sull’alternanza scuola-lavoro”.

“Il principio su cui baso la mio azione di governo” è l’esordio dell’intervento di Maroni “è quello della concretezza. Credo che l’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea stia facendo un ottimo lavoro. E il fatto stesso di aver riunito in un solo assessorato istruzione e lavoro rende evidente che in Regione condividiamo quanto espresso sinora. Vorrei in particolare sottolineare una delle iniziative, molto concrete, che abbiamo promosso. Abbiamo stanziato 20 milioni di euro per aiutare coloro che avranno lavorato nei sei mesi di Expo, in modo che, attraverso la formazione, possano ricollocarsi più facilmente”.

L’Osservatorio

Il mercato del lavoro ha bisogno di figure professionali ad alto contenuto di competenze e specializzazione. Le figure più richieste sono quelle preparate su economia e gestione d’impresa, marketing, IT, scienze matematiche, green economy, servizi alla persona, oltre a ingegneri, architetti e dirigenti.
Sono i principali risultati tratti dall’Osservatorio ExpoTraining, condotto su mille aziende italiane. L’indagine evidenzia che il perdurare della crisi ha avuto ripercussioni negative sui programmi formativi nel nostro Paese. Le iniziative sostenute dal finanziamento pubblico sono molto diminuite e, come le aziende sono abbastanza ferme. Nel 2013 solo il 18% delle Pmi italiane ha avviato corsi di formazione e di aggiornamento; più nello specifico, solo il 10% delle imprese fino a 100 dipendenti ha fatto formazione e il 25% di quelle che impiegano fino a 300 addetti.
Dal punto di vista geografico, la maggior parte dei corsi (il 60%) si tiene al Nord, mentre la percentuale restante è equamente diviso tra Centro e Sud Italia.

La classifica delle tematiche formative preferite dalle aziende italiane vede al primo posto: marketing vendite, quindi sicurezza, management. Al quarto posto si collocano le lingue, seguono informatica, comunicazione interpersonale, tecniche di produzione, qualità, problematiche giuridico normative, contabilità e finanza.