Microcredito: il salvaimprese in tempo di crisi

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microcreditoIl bando presentato da Sviluppo Lazio alla Festa dell’Altra Economia 

di Paola Paolicelli

Voglia di Fare impresa? La risposta concreta a questo desiderio di mettersi in proprio è stata fornita da Sviluppo Lazio nell’arco della festa dell’Altra Economia, svoltasi dal 18 al 21 settembre nell’area dell’ex Mattatoio di Roma, con un convegno intitolato “Fondo per il microcredito della Regione Lazio”.

La Festa dell’Altra Economia è stata inaugurata dall’Assessore al Bilancio della Regione Lazio, Alessandra Sartore, che ha commentato la kermesse: “La particolare attenzione per situazioni di disagio e forme di credito agevolato, creano una immagine distorta del settore, che molto spesso, è percepito come un mercato di nicchia. Come assessorato al Bilancio è certo il nostro impegno per rilanciare quest’economia di supporto, attraverso mirate attività di comunicazione e animazione, così come già accade nella giornata inaugurale e nelle seguenti. Sono convinta che si può fare ancora di più lavorando all’attuazione della legge 20. Riparte con questa iniziativa, quindi, una consultazione con tutti i soggetti interessati per approfondire e trovare insieme spunti e idee che permettano di entrare nella fase di programmazione nel 2015″.
Dati alla mano ci confermano che nel Lazio il settore rappresenta un’importante fetta del sistema produttivo. Lo testimonia ad esempio l’incidenza del biologico, che con 3.220 imprese, pari al 6,1% del totale nazionale, pone il Lazio al sesto posto tra le regioni italiane. Anche il commercio equo e solidale ha un rete ben sviluppata nel Lazio con quattro mercati prevalenti, tra botteghe specializzate, mense scolastiche, GDO (la grande distribuzione organizzata, con i gruppi d’acquisto che stanno prendendo sempre più piede) e vending (vendita attraverso distributori automatici).
Nell’ambito della Green Economy e negli investimenti fatti dalle imprese per il risparmio energetico e le energie rinnovabili, il Lazio è al quinto posto in Italia per numero di imprese che negli ultimi cinque anni hanno investito in prodotti e tecnologie green (28.330 imprese).

Cos’è il Microcredito

Ritornando all’argomento cardine dell’incontro – appunto il microcredito – ci sembra doveroso fare delle considerazioni su di esso, per facilitare la comprensione dei lettori sul tema trattato. Il microcredito si sviluppa in Bangladesh, nel 1976, grazie alla Banca del Villaggio, “Bank” fondata da Muhammad Yunus. L’atipico istituto di credito rappresenta una risorsa per contrastare scenari di povertà e di esclusione finanziaria.
Ma la necessità di acquisire capitale , a condizioni più etiche, assume un rilievo fondamentale anche nel ricco Occidente, dunque anche in Italia dove, dal 2008 al 2010, c’è stato un aumento considerevole di clienti attivi, che pare addirittura triplicato.

In sostanza il microcredito concede piccoli prestiti, per un ammontare medio in Europa di circa 10 mila euro e massimo di 25 mila euro secondo i parametri fissati dalla Commissione Europea, a persone che non riescono ad ottenere prestiti secondo i tradizionali canali del sistema bancario.
Si sviluppa, così, una singolare forma di erogazione del denaro, con banche che concentrano la loro azione sulle persone che sono valutate in termini umani e non più per la liquidità che gli caratterizza.

Chi può accedere al Microcredito

Anche la Regione Lazio ha fatto suo questo principio di sostegno, strizzando l’occhio a diverse categorie. Rientrano così nel bouquet di finanziamenti:
– le microimprese in forma giuridica di cooperative, società di persone e ditte individuali, costituite e già operanti, ovvero in fase di avvio d’impresa, volti sia a contrastare l’economia sommersa sia a sostenere la nuova occupabilità, l’autoimpiego e l’inclusione di lavoratrici e lavoratori con contratti atipici;
– i crediti di emergenza, finalizzati ad affrontare bisogni primari dell’individuo, quali la casa, la salute e i beni durevoli essenziali;
– le persone sottoposte ad esecuzione penale, intra o extra muraria, ex detenuti, da non più di 24 mesi, nonché conviventi, familiari e non, di detenuti.

Chi volesse concorrere ai finanziamenti potrà, infatti, presentare una domanda dettagliata a cui sarà allegata una lettera di presentazione, destinata all’Istituto di credito preposto. La richiesta inoltrata è l’apripista di un rapporto che si instaurerà tra il soggetto richiedente e la Banca erogatrice che si occuperà dell’ammontare del credito, dell’ammissibilità soggettiva e della capacità di rimborso del beneficiario. Qualora l’istruttoria si concluda positivamente, si provvederà, in un secondo momento, alla pubblicazione delle domande ammissibili e non ammissibili sul BURL (Bollettino Ufficiale Regione Lazio) e all’erogazione del finanziamento dandone comunicazione a Sviluppo Lazio.

Tutti i casi, compresi quelli dubbi, negativi o eccezionali, sono vagliati dal Comitato Tecnico di Coordinamento, istituito nell’ambito della gestione del Fondo per il Microcredito, che deve esprimere un parere in merito e dare indicazioni all’Istituto di Credito relativamente alla procedura che ritiene più opportuno intraprendere.
I finanziamenti vengono erogati dalle Banche appositamente convenzionate con Sviluppo Lazio.

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Per le microimprese

Un dato da non trascurare, a nostro avviso, riguarda la non applicazione di spese aggiuntive per l’istruttoria.
I finanziamenti erogati tramite Banche convenzionate con Sviluppo Lazio, per le microimprese (cooperative, società di persone e ditte individuali) già operanti o in fase di avvio di impresa, variano da 5.000 a 20.000 euro con un tasso dell’1% e hanno la finalità di contrastare l’economia sommersa e sostenere la nuova occupabilità, l’autoimpiego e l’inclusione di lavoratrici e lavoratori con contratti atipici.
La durata del finanziamento varia da 36 a 84 mesi. Mentre tutti gli altri finanziamenti – non destinati alle imprese – variano da 1.000 a 10.000 euro, sempre con un tasso all’1%, ed hanno una durata non superiore a 36 mesi.

Altro sostenitore del credito agevolato è Stefano Fantacone, Presidente di Sviluppo Lazio, che così si è espresso: “le microimprese rappresentano un grande potenziale a cui la Regione Lazio ha voluto conferire un meritato tributo, perché ha saputo credere nella bontà dei progetti e nella capacità dei singoli di realizzare impresa, senza escludere le start-up o quelle attività già operative sul territorio”.