A Bologna il Festival della violenza illustrata

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violenza-domesticaUn mese di eventi che celebrano la donna affrontando i temi di violenza di genere, sessismo, discriminazione, abuso, senza mostrare immagini crude ma portando l’attenzione sui contenuti e soprattutto sui traguardi relativi all’accoglienza conseguiti dalla Casa delle Donne di Bologna 

di Amelia Vescovi

Continua fino al 6 dicembre a Bologna e provincia la nona edizione del Festival “La violenza illustrata”, organizzato dalla Casa delle Donne come appuntamento coordinato e continuativo che si riallaccia alla Giornata Mondiale della Violenza contro le Donne del 25 novembre, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 novembre 1999. Una ricca offerta culturale destinata ad un pubblico eterogeneo di donne e uomini di ogni età e contesto sociale, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sula prevenzione della violenza attraverso immagini, video e altri materiali artistici caratterizzati dall’esclusione di quei contenuti sensazionalistici e cruenti che troppo spesso compaiono nelle notizie riportate dai principali media, e che rischiano di produrre nuova violenza per emulazione ed incapacità di una corretta interpretazione.

Ad inaugurare il festival è stato lo spettacolo di danza “Vittime del Silenzio”, al Teatro Comunale di Bologna, mentre chiuderà la kermesse il 6 dicembre il concerto della cantante Sharon Van Etten presso il Locomotiv Club. E poi, ancora: uno spettacolo di teatro-danza, “Domada”, ispirato alla “Bisbetica domata” di Shakespeare; proiezioni gratuite di documentari e film sulla violenza al Cinema Lumière; laboratori di arte-terapia; presentazioni di libri; una mostra, “Bendata di selle”, in collaborazione con il Festival Internazionale del Fumetto BilBolBul. Sono inoltre previsti momenti di informazione e formazione: convegni sull’accoglienza in ambito sanitario, l’applicazione delle misure legali, il femminicidio; un seminario sull’evoluzione normativa circa la sicurezza delle donne vittime di violenza domestica; un convegno su violenza e salute pubblica come momento conclusivo di un progetto formativo dell’Ausl di Bologna in collaborazione con la Casa delle Donne.

festival-violenza-illustrataÈ l’accoglienza il tema intorno al quale è stata ideata l’edizione 2014 del Festival della violenza illustrata: nei primi dieci mesi di quest’anno 534 donne hanno chiesto aiuto alla Casa, di cui 360 italiane e 174 straniere. In 19 sono state ospitate nelle case rifugio con i loro 17 bambini, altre 26 donne con 26 minori sono state accolte nella casa attivata con Save (Sicurezza e Accoglienza per Vittime in Emergenza), progetto nato in collaborazione con il Pris, Pronto intervento sociale di Bologna e provincia. E continua la ricerca annuale sui femicidi condotta dalla Casa delle Donne, che verrà presentata l’8 marzo del 2015: le indagini, effettuate annualmente da volontarie che raccolgono le notizie riportate dalla stampa locale e nazionale, per inserirle poi sul blog femicidiocasadonneworkdpress.com, dimostrano come il fenomeno non abbia registrato picchi di recente, a testimonianza di come sia ancora costante la mancanza di protezione delle donne che subiscono violenza (secondo l’Istat, più di un milione ogni anno).

“Le donne che vengono da noi cercano ascolto, supporto e protezione” spiega Susanna Bianconi, Presidente della Casa delle Donne. “Mentre prima erano in prevalenza donne dai trent’anni in su, con figli, ora l’età si è abbassata. Si rivolgono a noi anche le giovani di 18-20 anni: molte sono ragazze straniere che entrano in forte contrasto con la famiglia per scelte che non vengono condivise. Sono ragazze nate in Italia, che acquisiscono una mentalità diversa da quella dei genitori.
Stiamo inoltre cominciando a ricevere visite da parte dei genitori delle ragazze che subiscono violenza, e negli anni abbiamo registrato un’ aumento di segnalazioni da parte di amici e parenti circa casi di sopruso: nella popolazione cresce la consapevolezza sulla violenza domestica, diventando così sempre più visibile quello che prima non si riusciva a riconoscere”.

Alla Casa delle Donne si sottolinea la differenza fra femicidio e femminicidio: il primo termine indica l’uccisione di una donna avvenuta per motivi di genere, mentre il secondo include ogni atto di violenza contro le donne finalizzato all’annientamento della loro identità tramite assoggettamento fisico o psicologico.

È in scadenza l’accordo attuativo quinquennale fra Comune e Provincia di Bologna, Comuni della provincia e Casa delle Donne: il Comune di Bologna ha assicurato di farsi coordinatore per il rinnovo del finanziamento, in ambito di Città Metropolitana, ad un’attività sempre più ampia e complessa come quella del centro di accoglienza bolognese.
La Casa delle Donne sta sollecitando anche interventi nazionali, primo fra tutti il Piano Nazionale Antiviolenza, imposto fin dallo scorso anno dal cosiddetto Decreto Femminicidio, che dovrebbe attuare le raccomandazioni contenute nella Convenzione di Istambul, entrata in vigore dal 1 agosto scorso, che riconosce la valenza delle organizzazioni femminili come cassa di risonanza della richiesta di aiuto che deve partire dalle donne vittime di violenza. Perché è il silenzio il principale nemico.