BIG&SMALL: l’internazionalizzazione del Made in Italy

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big-smallLe attività produttive italiane e le loro filiere, torna l’appuntamento annuale per lo sviluppo del business Made in Italy

di Daniela Auciello

L’osservatorio dedicato alle attività produttive italiane, all’evoluzione delle filiere, all’analisi del sistema socio-economico e allo sviluppo del business, Big&Small, è ormai giunto alla sua settima edizione, dando appuntamento al 13 novembre, all’interno del galante scenario dell’Hotel Rome Cavalieri. 

Nato nel 2008 da un’idea di Methos, Big&Small è un incontro che si rinnova annualmente, per analizzare la situazione attuale delle distribuzioni, delle imprese e delle filiere italiane. In collaborazione con Studio Valla e Archi’s Comunicazione, rispettivamente specializzati nei settori del credito e finanza agevolata e della comunicazione, quest’anno l’evento si è focalizzato sul tema dell’internazionalizzazione delle PMI del Made in Italy, invitando, grazie al patrocinio della Commissione Europea, del Ministero per lo Sviluppo Economico, della Regione Lazio e di Roma Capitale, personalità come Luigi Campitelli (Direttore dell’Area Affari Industriali di Sviluppo Lazio), Daniele Leodori (Presidente del Consiglio Regionale del Lazio), Mauro Mannocchi (Amministratore Unico Fiera di Roma), Antonio Tajani (Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo), Anna Cinzia Bonfrisco (Senatrice della Repubblica), tra i tanti, oltre a rappresentanti dei mercati stranieri, in particolare di quelli cinese e statunitense.

Oltre ad illustrare la condizione delle imprese italiane oggi, con tutti gli aspetti normativi e burocratici che ostacolano l’esportazione dei propri prodotti Made in Italy (da considerare anche il problema della contraffazione) sono stati presi in esame i progetti futuri, al fine di “potenziare la competitività delle PMI in un mercato sempre più performante e altamente specializzato”, come ha affermato Mauro Loy, Marketing Manager di Methos. L’Italia costituisce solo lo 0,34% del mercato mondiale, nonostante “il Made in Italy abbia la riconoscibilità del mangiar sano; la globalizzazione ha potenziato le grandi catene di ipermercati, penalizzando un Paese come l’Italia che è costituito al 99% da PMI”. Le soluzioni per far sì che la situazione cambi e si sblocchi sono da trovarsi “nell’eliminazione delle problematiche doganali” ha continuato Mauro Loy “e di quelle legate all’accesso al credito, oltre ai problemi di traduzione per le imprese che esportano”.

UnicaItalia, ulteriore progetto di Methos, “vuole essere un contenitore per promuovere le nostre aziende all’estero” ha concluso il Marketing Manager “creando una serie di economie di scala per sviluppare un marketing comune e sinergie per incrementare l’esportazione, mantenendo l’unicità dei nostri prodotti”.
Significativa, al riguardo, è stata l’esperienza della Fiera del Vino, a luglio scorso, nel distretto a nord di Pechino, in cui “hanno partecipato”, ha raccontato Mauro Mannocchi, Amministratore Unico della Fiera di Roma, “200 aziende di cui 50 erano tutte italiane”. In un mercato come quello cinese, per esempio, “è necessario che le imprese italiane siano supportate a livello merceologico e contrattuale;” ha detto Paolo Quattrocchi, Partner NCTM, socio di uno studio legale specializzato nei processi di internazionalizzazione, “sono da prendere in considerazione i rischi-Paese e le zone dove il profilo legale presenta problematicità, come quelle legate, nel settore del food, alle zone climatiche, all’etichettatura dei prodotti, alla precauzioni per la sicurezza alimentare”.

Anche la Regione Lazio si sta muovendo verso l’internazionalizzazione e l’innovazione delle proprie imprese. Luigi Campitelli, di Sviluppo Lazio, ha ribadito l’importanza della collaborazione con Fiera di Roma, che ha portato alla realizzazione di due progetti di internazionalizzazione molto significativi quest’anno, come il Wine Expo China 2014 e il Chitec 2014 (Cina-Pechino). “Obiettivo della Regione Lazio” ha aggiunto “è quello di continuare a promuovere voucher, bandi e fornire contributi alle Camere di Commercio e alle aggregazioni di impresa per incentivare la cooperazione, la formazione di export manager e fare in modo che l’Italia sostenga la sfida nei nuovi mercati globali”.