Comunicare la scienza

americo-bazzoffia

americo-bazzoffiaA Shane Bergin è stato assegnato il premio  “Communicating Science” (Comunicare la scienza). Ma qual è la situazione della comunicazione scientifica in Italia?

di Americo Bazzoffia, libero docente universitario e consulente in comunicazione strategica integrata

La Commissione europea ha premiato tre ricercatori supportati dalle azioni Marie Sklodowska-Curie (Msca) – un programma di borse di studio per la ricerca per esperienze all’estero e anche nel settore privato – per i risultati ottenuti in queste attività. Il 18 novembre 2014 a Trento, i premi, suddivisi in tre categorie, sono stati consegnati da Xavier Prats Monné, direttore generale per l’istruzione e la cultura della commissione europea, da Stefania Giannini, ministro italiano dell’istruzione, università e ricerca, e da Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi. I tre vincitori hanno ricevuto un certificato dalla Commissione europea nel corso della conferenza “Empowerment of the Next Generation of Researchers” (Empowerment della Prossima Generazione di Ricercatori), a Trento nella cornice del semestre italiano di presidenza dell’Unione europea.

Il premio “Promising Research Talent” (Talento promettente nella ricerca) è stato assegnato a Maanasa Raghavan, ricercatrice in paleo-genomica. Questo premio esalta i ricercatori che hanno ottenuto eccellenti risultati nel corso della loro formazione dottorale (Itn doctoral training) e che hanno dimostrato di avere il potenziale per diventare leader nel campo della ricerca. La premiata si è distinta per avere decifrato la sequenza genomica di un ominide risalente a 24.000 anni fa e per avere pubblicato sulle prestigiose riviste scientifiche Nature e Science.

È stata premiata anche Sarah Bohndiek, group leader all’Università di Cambridge e all’istituto per la ricerca sul cancro in Gran Bretagna, che ha ricevuto il premio “Nurturing Research Talents” (Incoraggiare i talenti nella ricerca). Nel corso della sua carriera è stata impegnata a comunicare la sua passione per la scienza alle nuove generazioni, dagli alunni del liceo fino ai dottorandi. Ricercatrice esemplare, è stata definita un modello ispiratore per le ragazze che hanno intenzione di dedicarsi a un’eccitante carriera scientifica.

media-e-scienzaIl terzo premio per “Communicating Science” (Comunicare la scienza) è stato assegnato a Shane Bergin, che ha ideato un’attraente e originale campagna sulla fisica sui mezzi pubblici di Dublino, dal nome “DartofPhysics”. Quest’opera di sensibilizzazione ha coinvolto circa 50 scienziati e 300 studenti e ha catturato l’attenzione dei pendolari, invitandoli a visitare il sito web della campagna per apprendere la fisica in maniera divertente. Shane collabora inoltre stabilmente a un programma radiofonico dedicato alla scienza. Comunicare la scienza in modo divertente e attraente,non è semplice ne immediato: per i temi da comunicare, per il linguaggio da utilizzare, per lo spazio che i media concedono, per le istituzioni e gli scienziati che dovrebbero effettuarla e promuoverla e che invece preferiscono chiudersi in alte torri d’avorio. 

Ma qual è la situazione della comunicazione scientifica in Italia? Da un lato, vi è un pubblico che esprime una forte domanda di informazione, che ha poi spesso difficoltà a gestire, a capire, a valutare, ad identificare fonti attendibili. Dall’altro, vi sono scienziati e istituzioni che non sempre si dimostrano in grado di comunicare con la società. Nel mezzo, un mercato in continua evoluzione in cui i giovani professionisti sono chiamati a cimentarsi con temi e media diversi. Eppure la divulgazione, la diffusione e la conoscenza di tematiche e argomenti scientifici è fondamentale non solo per crescere culturalmente ma anche per l’aggiornamento professionale e culturale. Gli scienziati dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – essere tanto capaci di fare ricerca, quanto dovrebbero essere in grado, e se possibile eccellere, nelle capacità didattiche e di comunicare la scienza. Invece troppo spesso troviamo talenti nella ricerca totalmente incapaci di trasmettere la minima conoscenza e passione per la propria attività nelle aule universitarie o sui media o in pubblici incontri. Sapere ma non saper comunicare, ci sembra un atto di egoismo oltre che una mancata formazione a cui si dovrebbe ovviare.