“Cose da uomini”: vincere la partita più importante contro la violenza di genere

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cose-da-iuominiÈ il messaggio lanciato dalla web serie promossa dal Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con la partecipazione della Commissione Europea

di Paola Paolicelli

Cambia la visione per affrontare lo spinoso tema della violenza sulle donne ed il segnale giunge proprio dall’estro creativo di Mauro Uzzeo, regista della web serie “Cose da uomini”. I filmati sono stati presentati nel corso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, grazie all’azione del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’evento “Vincere la partita più importante: quella contro la violenza sulle donne”, svoltosi presso l’Aranciera di San Sisto a Roma.

Maria Elena Boschi, Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, intervenuta alla proiezione, si è così espressa: “La vera sfida che dobbiamo vincere è l’educazione”. Si spera infatti in un mutamento culturale e forse ci siamo vicini, visto l’approccio innovativo, tutto declinato al maschile, che la web serie offre per contrastare l’aggressività che si abbatte sull’universo femminile. Sono in tutto cinque gli episodi realizzati, della durata media di circa 10 minuti, i cui protagonisti sono altrettanti uomini chiamati a misurarsi con problemi di tipo relazionale con le loro compagne.
http://www.youtube.com/watch?v=3P2gMI3yQZk
Denominatore comune di ogni puntata è il calcetto, che segna il confine tra la vita di relazione e quella di squadra. Tutte le storie partono da un’azione di gioco, quindi sul campo, che fa da sfondo alla descrizione del protagonista; poi si passa allo spogliatoio che è assimilabile ad uno “spogliatoio dell’anima” in cui i personaggi si confidano con i compagni. Non sono elementi trascurabili gli attimi vissuti fuori dal perimetro di gioco, che illustrano le difficoltà sentimentali e sessuali con cui gli uomini si confrontano, perché essi stessi vittime di stereotipi imposti dalla società.
L’epilogo, forse l’elemento più innovativo, propone modelli maschili liberatori.

Conosciamo meglio i cinque uomini che animano la narrazione; c’è Davide, che è innamorato ma non è in grado di scegliere; Nicola, che nota la propria moglie trascurare i figli per fare carriera; Riccardo, che è appena diventato papà ma soffre per il mancato affiatamento con la compagna. Poi c’è Massimo, ossessionato dalla gelosia, e Paolo, alle prese con una separazione.

Qual è la finalità del regista? Semplicemente quella di non mostrare le donne come vittime sacrificali ma di affrontare il problema a monte, cioè dal comportamento sbagliato degli uomini.
“Cose da uomini” non esaurisce la sua efficacia in una sola giornata, ma proseguirà il suo cammino, a partire dal 2015, in venti scuole pilota per sensibilizzare i più giovani sul tema della violenza di genere.