Gli Ordini professionali contro la violenza sulle donne

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violenza-donneSi è tenuta il 24 novembre, presso il Tempio di Adriano a Roma, la tavola rotonda “Violenza sulle donne, Ordini di frontiera di legalità” organizzata dal CUP-Comitato Unitario delle Professioni 

di Serena Selvarolo

Un importante momento di dibattito e dialogo tra diversi rappresentanti degli Ordini e Collegi professionali degli Assistenti Sociali, Avvocati, Consulenti del Lavoro, Giornalisti e Psicologi che si è aperto con la rappresentazione teatrale “Artemisia Gentileschi, processo per stupro. La forza del dolore”, rievocazione storica del processo subìto dalla pittrice romana della metà del XVII secolo, interpretata dall’attrice Pamela Villoresi.

Il dibattito a seguire è iniziato con l’introduzione di Marina Calderone, Presidente CUP e del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, la quale ha voluto sottolineare il ruolo da garante che gli ordini professionali hanno anche nell’affermazione e nella tutela della figura femminile in tutti i campi lavorativi.
L’obiettivo dell’evento è stato infatti quello di offrire una testimonianza concreta dell’impegno che ciascun Ordine ha nei confronti dei cittadini – e in particolare delle donne – con consigli e suggerimenti volti a contrastare questo fenomeno dilagante della violenza, evidenziando come il contributo che ogni professione liberale può fornire alla società e al Paese sia di estrema importanza.

Antonella Bozzaotra, del Consiglio Nazionale degli Psicologi, ha evidenziato il paradosso della violenza di genere facendo notare che si consuma sempre più tra le mura domestiche, all’interno di quelle relazioni affettive in cui è necessario sentirsi sicuri e protetti e dalle quali derivano proprio i danni maggiori che durano nel tempo andando a scardinare quelle sicurezze interiori per uno sviluppo delle donne vittime e dei minori che hanno assistito alla violenza.
Le azioni da fare sono molteplici, a partire da quelle contro la discriminazione e le violenze sulle donne; azioni intraprese anche dall’avvocatura femminile attraverso una stretta collaborazione con il Dipartimento delle Pari Opportunità, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’U.N.A.R. (Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni).

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Simonetta Cavalli, dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, ha sottolineato come oggi serva “una rete di servizi funzionali e di prossimità per intercettare i bisogni delle donne, soprattutto quelle più sole”. Un supporto in questo senso può venire dal fondamentale ruolo dei media nella veicolazione di messaggi corretti e di chiara condanna del femminicidio e delle discriminazioni contro le donne. È necessario che l’informazione su questi temi avvenga “con un linguaggio privo di ambiguità e senza alcuna concessione a retaggi culturali indulgenti con la violenza maschile, con l’intento di sostenere le donne nel proprio percorso di denuncia e di sensibilizzare anche gli uomini, che finora sono sempre stati assenti nella comunicazione sociale sulla violenza di genere”, secondo il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino.

Ogni Ordine presente si è dunque mostrato interessato a supportare questa battaglia morale per sconfiggere, insieme, l’aberrante fenomeno della violenza contro le donne.