Approvata la nuova Legge di Stabilità

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matteo-renziDal taglio dell’Irap al credito d’imposta: ecco le novità per le imprese

di Daria Contrada

La manovra finanziaria targata Renzi-Padoan è legge. Dopo una navetta incessante tra Camera e Senato, dove partiti e governo hanno cercato fino all’ultimo minuto di apportare ulteriori modifiche, e la bagarre in Aula del Movimento Cinque Stelle, il disegno di legge di Stabilità è stato approvato con 307 voti favorevoli, 116 contrari e 2 astenuti. 

Con l’ok «ci saranno meno tasse, più reddito, consumi, quindi più lavoro», ha commentato prima del voto finale il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha parlato dei cambiamenti che porterà il provvedimento: «le imprese hanno tagli di imposte con pochi precedenti e sono finalmente permanenti gli 80 euro di bonus per i lavoratori».

Il provvedimento comporta effetti espansivi sul bilancio dello Stato di circa 6,7 miliardi di euro nel 2015 e di circa 2,9 miliardi di euro nel 2016. Nel 2017, gli effetti della manovra risultano in linea con quella inizialmente presentata a Montecitorio e determinano un miglioramento del saldo del bilancio dello Stato di 1,8 miliardi. Nel corso del suo iter parlamentare la legge di Stabilità viene modificata con un pacchetto di misure che tocca quasi tutti i capitoli della manovra: correzione del deficit da 4,5 miliardi, modifica del bonus bebè, allentamento del patto di stabilità interno per i Comuni, incremento degli ammortizzatori sociali, riduzione dell’Irap e dei contributi, novità fiscali, con al primo posto la local tax.

Molte le novità che riguardano le imprese, a partire dalla Sabatini bis. Si rifinanzia, con 12 milioni nel 2015, la norma che prevede agevolazioni per gli investimenti in specifici beni di impresa. Contestualmente si incrementa da 2,5 a 5 miliardi il tetto del plafond costituito presso Cassa depositi e prestiti, per la concessione dei finanziamenti alle imprese che intendono effettuare investimenti per rinnovare i propri macchinari. Confermato il credito d’imposta per i lavori di recupero abitativo e di efficientamento energetico ai livelli massimi rispettivamente del 50 e del 65 percento, una delle misure destinate a produrre certamente crescita nel settore edile.

Per incrementare l’occupazione il governo promette poi nuovi sconti sul lavoro. Vengono riconosciuti sgravi contributivi ai datori di lavoro che abbiano assunto lavoratori in mobilità, licenziati da imprese con meno di 15 dipendenti. Sul fronte Irap, la deducibilità integrale del costo del lavoro, eccedente le vigenti deduzioni, è stata estesa ai produttori agricoli e alle società agricole per ogni lavoratore dipendente a tempo determinato che abbia lavorato almeno 150 giornate e con contratto di durata almeno triennale. È stato confermato il bonus di 80 euro mensili per i lavoratori dipendenti con redditi al di sotto dei 24mila euro annui per tutto il 2015 e sono state prorogate le detrazioni Irpef per le famiglie numerose.

Nessuna modifica al credito d’imposta quinquennale per gli investimenti nella ricerca. Il “bonus” si applica sul 25 per cento delle spese incrementali sostenute rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. La percentuale sale al 50 per cento per gli investimenti effettuati con università, centri di ricerca e start-up e per il personale altamente qualificato. Buone notizie anche per le aziende agricole: è previsto un finanziamento a favore dell’Ismea (pari a 10 milioni per il 2015, 24,9 per il 2016 e 18,7 per il 2017) per agevolare l’imprenditoria giovanile e il ricambio generazionale in agricoltura.
L’accesso al Fondo di garanzia per portafogli di finanziamenti (con durata compresa tra 18 e 60 mesi) costruiti da banche o Confidi sarà possibile in relazione a imprese con un numero di dipendenti non superiore a 499 e non più limitatamente a piccole e medie imprese: una misura a favore di quelle che nelle classificazioni europee sono indicate come “mid cap”, un gradino sopra le PMI.

Una manovra che accontenta tutti? In realtà è lo stesso premier Matteo Renzi a dirsi consapevole che «la legge di Stabilità ha dei limiti. Però non è tutta da buttare, per i commercianti e gli artigiani c’è molto». Per il presidente del Consiglio si tratta comunque di una legge «assolutamente innovativa». I limiti riguardano il popolo delle partite Iva, escluse già quest’anno dal bonus degli 80 euro. L’aliquota passa dal 5 al 15 per cento ma non più per un periodo limitato nel tempo. Il nuovo regime forfettario semplificato non sarà accessibile ai dipendenti che hanno un reddito prevalente rispetto a quello autonomo e complessivamente superiore ai 20mila euro. «Nei prossimi mesi faremo un provvedimento ad hoc sul mondo dei giovani professionisti. Un intervento correttivo sulle partite Iva è sacrosanto e me ne assumo la responsabilità», ha poi annunciato Renzi.

Altro punto che ha creato non pochi dissapori riguarda gli aumenti previsti per la tassazione di fondi pensione e casse previdenziali dei professionisti, con un aumento delle aliquote di tassazione che per le Casse passano dal 20 al 26 percento (equiparate alle rendite finanziarie) e per i fondi pensione dall’11,5 al 20 percento. Le casse di previdenza e i fondi pensione potranno però avere un credito d’imposta, purché si decida di investire in attività economiche e finanziarie di lungo periodo.