Piano d’Azione straordinario contro violenza sessuale e di genere

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Il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri sta predisponendo il Piano al quale possono dare il proprio contributo tutti i cittadini entro il 10 gennaio 2015

Obiettivo principale del Piano d’Azione è quello di garantire azioni omogenee su tutto il territorio nazionale che prevengano e contrastino il fenomeno della violenza di genere e servano a tutelare le donne che lo subiscono nonché i loro figli, che troppo spesso vi assistono restandone seconde vittime, indirette.

Tale Piano verrà predisposto con il contributo di tutti: delle Amministrazioni interessate, di ogni Regione o Ente locale, di ogni Associazione impegnata su questo fronte ma anche di ogni singolo cittadino. Al fine di acquisire le indicazioni e i suggerimenti provenienti dalla società, il Governo ha avviato una consultazione pubblica già dal 10 dicembre; tale consultazione resterà attiva fino al 10 gennaio 2015 e vi si potrà partecipare accedendovi attraverso il sito partecipa.gov.it.

Il Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere è in linea con quanto previsto dall’articolo 5 del D.L. 93/2013 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile) convertito nella Legge n.119 del 15 ottobre 2013 ma, prima di elaborarlo in modo definitivo, il Governo prenderà in considerazione proprio i risultati di questa consultazione pubblica.
Per i cittadini è stato predisposto un documento informativo (che alleghiamo all’articolo) diviso in due parti: una introduttiva e una – sotto forma di domanda e risposta – che rappresenta lo schema al quale i cittadini dovranno attenersi per dare le proprie indicazioni. Dopo essersi registrato alla piattaforma online indicata, il cittadino avrà la possibilità di rispondere personalmente a tali domande e contribuire in questo modo a dare elementi utili alla definizione ultima del Piano.

Ricordiamo che le attuali azioni pubbliche – a livello statale – contro questo terribile fenomeno hanno preso il via a seguito della firma della “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica” apposta ad Istanbul l’11 maggio 2011 (da cui l’appellativo Convenzione di Istanbul). La Convenzione è entrata in vigore il 1° agosto 2014 e l’Italia è stata tra i primi Paesi europei a recepirla, ratificandola con la L. 77/2013.
La Convenzione di Istanbul rappresenta il “primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza”. Essa riveste una importanza particolare perché la violenza contro le donne vi viene riconosciuta espressamente come violazione dei diritti umani, oltre che come forma di discriminazione contro le donne.
Per l’esattezza, la Convenzione chiarisce che per violenza nei confronti delle donne devono intendersi “tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata” (art. 3, lett. a).
Finora la Convenzione di Istanbul è stata siglata da 36 Paesi e ratificata da 14 Stati: Turchia, Albania, Portogallo, Montenegro, Italia, Bosnia Erzegovina, Austria, Serbia, Spagna, Andorra, Danimarca, Svezia, Francia e Malta.

pdf Scarica il documento di descrizione del Piano di Azione Straordinario

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it