Regione Lazio: arriva Testo Unico su Spettacolo dal Vivo

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fumettistiLa Giunta Zingaretti punta al rilancio della cultura e del turismo

di Daria Contrada

Dopo un vuoto normativo di 36 anni per la prima volta la Regione Lazio si dota di un Testo Unico sullo Spettacolo dal Vivo e la Promozione Culturale. 

“Lo spettacolo dal vivo e, in genere, le attività culturali hanno un ruolo centrale nell’evoluzione sociale della collettività, nella crescita civile dell’individuo, nella promozione dell’integrazione e costituiscono un fattore decisivo di crescita economica. In particolare il Lazio è una terra storicamente votata alla cultura”, con un territorio che conserva l’80 percento dei beni culturali del mondo. È con questa premessa che la Regione Lazio – nella relazione che accompagna la proposta di legge – sottolinea l’esigenza di dotarsi di uno strumento normativo “moderno di governante in grado di coinvolgere tutti i soggetti interessati in azioni comuni mirate all’innovazione, al sostegno, alla formazione del pubblico, alla costruzione di attività di spettacolo permanenti nel territorio”.

La proposta di legge 145 dal titolo ‘Sistema Cultura Lazio: sviluppo dello spettacolo dal vivo e della promozione culturale’, articolata in cinque Capi, è costituita da 24 articoli. La legge è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio sulla base di una proposta della Giunta Zingaretti, illustrata dall’assessore alla Cultura, Lidia Ravera, nella seduta dello scorso 24 novembre.

Il nuovo Testo Unico mette a sistema l’intera filiera: teatro, danza, musica, arte di strada e arte circense, dando pieno riconoscimento al settore in ogni sua espressione e dotando lo stesso di una normativa più chiara e più agile. Vediamo in concreto quali saranno i cambiamenti.
Quasi 5 milioni di euro e tre obiettivi principali: sostenere lo spettacolo dal vivo in tutte le sue forme e le attività culturali; riconoscere il valore economico, sociale e civile di “impresa culturale e creativa” a tutti i soggetti che operano nel settore dello spettacolo dal vivo, favorendo la collaborazione tra enti pubblici e privati; promuovere – in una logica di ‘sistema’ – la collaborazione tra Roma Capitale, enti locali, altri enti pubblici e soggetti privati per riequilibrare l’offerta culturale del territorio regionale. Per sostenere la programmazione degli interventi, che sarà definita da un documento triennale di indirizzo generale e da programmi operativi annuali, vengono istituiti il Fondo unico per lo spettacolo dal vivo – con una dotazione complessiva di 4 milioni e 300 mila euro per il triennio 2014/2016 – e il Fondo unico per la promozione delle attività culturali, con uno stanziamento iniziale di 500 mila euro per l’anno in corso. A questi si aggiungono l’ulteriore stanziamento di 100 mila euro, a decorrere dal 2015, per la promozione delle manifestazione di rievocazione storica e il Fondo di garanzia per lo spettacolo dal vivo destinato a facilitare l’accesso al credito di operatori e imprese del settore.

L’assessora Ravera si è detta soddisfatta per il risultato raggiunto e ha ricordato l’iter che ha accompagnato l’approvazione del provvedimento: “lungo e laborioso prima di arrivare in quest’aula, molto breve in quest’aula”. Il percorso lungo e laborioso prima vuol dire: “ascolto, capacità di mediazione, di adeguamento, esercizio di democrazia e di umiltà, attenzione, collaborazione” attraverso un confronto con i rappresentanti di Agis Lazio, Assoteatro, Comitato per lo spettacolo dal vivo, Anesv, C.re.sco. Core, Fnas, Fed.it.art., Federdanza e Associazione regionale cori del Lazio. Dalla lunga serie di interventi è emerso sia apprezzamento per una riforma attesa da tempo, sia una serie di suggerimenti per migliorare il testo di iniziativa della Giunta: dalla ridistribuzione equilibrata dell’offerta culturale all’interno del territorio regionale alla garanzia di trasparenza nelle procedure e piena accessibilità agli atti.
Il percorso breve in aula vuol dire “che c’è stato un atteggiamento costruttivo, nessuna contrapposizione fittizia, la voglia di fare bene e di fare insieme”.

L’approvazione della legge dimostra la grande attenzione del governo regionale al rilancio del sistema dello spettacolo dal vivo e della promozione artistica, culturale e turistica del Lazio. Il settore aveva bisogno di un riordino. Basti pensare che il testo supera la vecchia legge, risalente addirittura al 1978, e razionalizza i diversi provvedimenti legislativi succedutisi nel corso degli anni. Per l’allora presidente della commissione Cultura della Regione Lazio, Eugenio Patanè, si tratta di “una normativa che gli operatori del settore aspettano da oltre trent’anni e che ci permetterà, attraverso il riconoscimento di impresa culturale e creativa, di facilitare l’accesso al credito e la partecipazione di operatori e imprese a programmi europei”.
La vicepresidente Olimpia Tarzia ha espresso apprezzamento per il fatto che “si è saputo tener conto della diversità degli interventi e si è voluto facilitare l’accesso al settore soprattutto dei giovani, valorizzando l’eccellenza”.

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