Come finisce l’anno dei cassaintegrati

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L’INPS ha divulgato i dati relativi al mese di dicembre 2014 sulla Cassa Integrazione Guadagni, dati che aiutano a comprendere l’andamento della crisi occupazionale

Giunti a fine anno si possono fare i paragoni completi con l’anno precedente. A un primo approccio essi sembrano positivi, dal momento che la media delle ore di cassa integrazione cui si è fatto ricorso nel 2014 è più bassa – del 6% circa – rispetto all’anno precedente. Ciò non significa però che le cose vadano ancora bene, dal momento che parliamo di CIG in generale e, se andiamo a vedere le ore di CIG straordinaria (proprio quelle relative agli stati di grave crisi aziendale) vediamo che rappresentano ancora il 43,4% delle ore totali, hanno cioè il peso maggiore rispetto alle altre tipologie di cassa integrazione.

Non siamo fuori dalla crisi dunque anche se c’è una leggera tendenza a risalire la china (lo scorso anno le ore di cassa integrazione straordinaria erano il 49,2% del totale).

Veniamo ora ai dati numerici: nel periodo gennaio-dicembre 2014 1.111,8 milioni di ore, il 5,97% in meno rispetto al 2013, nel quale erano state autorizzate complessivamente 1.182,3 milioni di ore di cassa integrazione.
Per quanto riguarda i dati mensili, nel mese di dicembre 2014 le ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate sono state 89,4 milioni, ovvero un -4,95% rispetto ai 94,1 milioni di ore registrate nel mese di dicembre 2013. I dati destagionalizzati evidenziano invece una variazione congiunturale pari a 11,3% rispetto al precedente mese di novembre 2014.

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Come dicevamo però bisogna osservare più da vicino e analizzare le singole tipologie di intervento per comprendere meglio la situazione. Così scopriamo che le ore di cassa integrazione ordinaria (CIGO) autorizzate a dicembre 2014 sono state 17,6 milioni e che, rispetto ai 23,6 milioni di ore autorizzate nel mese di dicembre 2013 sono inferiori del 25,52% (ma si parla solo del confronto tra i due singoli mesi).

La nota positiva è che la variazione tendenziale risulta pari a -26,6% nel settore Industria e -21,9% nel settore Edilizia, settore quest’ultimo fortemente penalizzato dalla crisi. Ma – ripetiamo – si tratta solo delle ore di cassa integrazione ordinaria, ovvero una risorsa cui si ricorre nei casi di crisi temporanea di quel mercato (per massimo pochi mesi) mentre è la CIGS (la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) quella cui si ricorre nei gravi casi di crisi conclamata, quelli che possono portare alla chiusura dell’azienda. E in questo caso il numero di ore autorizzate, sempre a dicembre 2014, è stato pari a 38,9 milioni, -16% rispetto allo stesso mese del 2013, quando erano state autorizzate 46,3 milioni di ore. La variazione congiunturale rispetto a novembre, calcolata sui dati destagionalizzati, risulta pari al 13,6%.

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Infine, per quanto riguarda gli interventi in deroga (CIGD), nel mese di dicembre 2014 sono state autorizzate 33 milioni di ore, con un incremento del 36,16% rispetto ai 24,2 milioni di ore autorizzate a dicembre 2013.
Qui i dati destagionalizzati mostrano un incremento del 18,7% rispetto al mese di novembre 2014 ma l’Inps fa notare che gli interventi in deroga risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti. In ogni caso, essendo la CIG in deroga un trattamento cui si ricorre in casi estremi (quando sono esauriti i precedenti, come ad esempio l’indennità di disoccupazione), non c’è di che stare allegri.

I dati relativi alla disoccupazione involontaria sono invece i seguenti: nel mese di novembre 2014 sono state presentate 136.609 domande di ASpI, 47.413 domande di mini ASpI, 732 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 13.781 domande di mobilità, per un totale di 198.535 domande, in calo del 10,5% rispetto alle 221.781 domande presentate nel mese di novembre 2013. (D.M.)