Diagnosi energetiche obbligatorie, come funzionano e chi deve farle

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di Agnese Cecchini, Direttore editoriale Gruppo Italia Energia

La Diagnosi Energetiche Obbligatoria (DOE) è uno strumento di analisi che permette alle imprese di capire come cominciare un percorso di efficienza energetica, implementando attività che permettano di realizzare una maggiore sostenibilità ambientale e di costi, secondo un percorso il più efficace possibile. 

Ne parliamo con Michele Santovito presidente dell’associazione AssoEGE, che rappresenta gli esperti di gestione energia, attori principali dei DOE.

Quanto è strategico misurare l’efficenza?
Il DOE è lo strumento per comprendere come e cosa bisognerebbe fare per rendere efficiente una struttura. Bisogna considerare che l’efficienza di per sé è un sistema complesso di azioni. Limitarsi alla sostituzione di luci tradizionali con i led o l’implementazione di un cogeneratore può non essere sempre la scelta più efficace. E’ necessario conoscere dove ho gli sprechi di energia più significativi nella realtà che sto valutando e trovare la soluzione migliore che può essere tecnologica ma anche di approccio o che si allinei al meglio sulle esigenze, anche gestionali, del cliente finale.

Vanno valutati inoltre i ritorni di investimento strettamente economici e i ritorni di investimento nell’immagine, che a volte possono essere ben diversi e superiori da un approccio più superficiale. Lo scopo è conoscere come si sta consumando oltre a quanto.

Da quando tale analisi è obbligatoria e per chi?
L’obbligatorietà è nata da una analisi dei fatti. Infatti quando nel 2008 è stata recepita la direttiva sull’efficienza energetica, sono iniziati i primi interventi strutturali in tal senso, ma spesso sono stati effettuati senza una adeguata analisi del contesto in cui si andava ad agire, rendendo anche meno efficaci determinate azioni. Di conseguenza, a distanza di anni, è stato inserito un obbligo.
In Italia tale obbligo è stato recepito con il decreto legge 102/2014 (recepimento della direttiva europea 2012/27/EU). Tale onero è per le imprese che siano classificate come grandi imprese e le imprese energivore di qualsiasi taglia (elenco disponibile dalla Cassa Conguaglio del sistema elettrico www.ccse.cc/ in cui è possibile reperire l’anagrafica delle aziende energivore che hanno obbligo di DOE ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 102/2014 (energivori.ccse.cc/) sono poco meno di 3000 aziende.

La diagnosi implica una azione effettiva o non vi è un obbligo ad azioni specifiche?
Assolutamente non c’è nessun obbligo all’azione. Una volta effettuata l’analisi identifico gli indici di performance energetico, sulla base dei quali vengono illustrate le diverse azioni possibili ed i rispettivi vantaggi/risparmi energetici e di costi. deciderà che fare e se fare.
Lo scopo è prendere atto di quanto si sta consumando e quanto si sta spendendo.

Chi deve fare la diagnosi? Ci sono dei riferimenti in merito?
Ad oggi il riferimento legislativo è un allegato alla stessa legge. In questo si richiedono determinati requisisti (decreto legislativo 102/2014 art. 8 i riferimenti della diagnosi energetica obbligatoria, allegato 2 i requisiti minimi che deve avere la diagnosi energetica; al comma 2 stesso articolo indica chi può fare le diagnosi). Mentre dal punto di vista dello standard tecnico esiste una norma Europa UNI CEI EN 16247 che definisce i riferimenti per svolgere la diagnosi secondo i migliori standard di qualità ad oggi disponibili.
Vengono specificati quali soggetti sono autorizzati ad effettuare la diagnosi (ESCo, EGE, Energy Auditor). Tale disposizione prevede che, a partire da metà 2016, solo tali figure, purché certificati da un ente terzo, potranno eseguire la diagnosi. Il che permette di far nascere il mercato e non chiuderlo subito. Ad oggi questa legge ha il merito di aver attivato un meccanismo virtuoso, registriamo, come AssoEGE, molte attività.