I giovani devono aprirsi all’estero e all’integrazione

Katainen-Monti

È il monito di Jyrki Katainen, che in occasione del suo viaggio in Italia per il lancio del piano di investimenti per la crescita e l’occupazione, ha incontrato i giovani delle Università milanesi 

di Cristina Mazzani

Jyrki Katainen sta viaggiando lungo tutto il Vecchio Continente per presentare il piano di investimenti teso a rilanciare la crescita dei vari Paesi e, soprattutto, pensato per dare lavoro a un gran numero di persone. E il suo tour ha previsto un incontro con i giovani studenti milanesi e non solo, presso l’Università Bocconi.

“Accogliamo con grande piacere” ha dichiarato Mario Monti “la visita del vicepresidente per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività della Commissione europea, perché vediamo in essa un grande impegno nel voler capire nel profondo il Sud Europa. Ci sono ancora troppi misunderstanding a riguardo e quindi la volontà di conoscere la nostra realtà è molto importante per rilanciare l’economia e la società di tutta Europa”.
“Quando viaggio all’estero” ha affermato Katainen “cerco sempre di organizzare visite presso le Università per capire cosa pensano i giovani del futuro. Sono particolarmente lieto di essere in questo ateneo in quanto offre e intreccia tre competenze quali l’economia, la tecnologia e la ricerca e sviluppo; ritengo che queste siano alla base della formazione degli uomini nuovi che devono operare nella nostra società. Approfitto di queste occasioni di incontro anche per sottolineare l’importanza di studiare all’estero. Io per primo ho fatto l’Erasmus e sono convinto che sia fondamentale aprirsi al mondo e cogliere le opportunità che può offrire. Questo credo sia particolarmente importante in questo momento in cui dobbiamo vivere in modo positivo l’integrazione, perché ci rendiamo quotidianamente conto che i confini non bastano a proteggerci… Inoltre, a fronte della drammatica situazione della disoccupazione è indispensabile sfruttare le best practice che possono esserci indicate in altri luoghi e situazioni”.

Come anticipato, la tappa milanese del vicepresidente della Commissione Europea si inserisce in un più vasto viaggio di presentazione del piano di investimenti da 315 miliardi di euro per il rilancio della crescita dell’Europa.
“L’Europa” ha sottolineato Katainen “ha bisogno di investimenti freschi e a questo scopo dobbiamo mobilitare risorse private aggiuntive. Il nuovo fondo europeo per gli investimenti strategici fungerà da moltiplicatore. Ogni euro pubblico mobilitato nel fondo genererà circa 15 euro di investimenti che altrimenti non sarebbero stati effettuati. Il fondo inizierà con una notevole potenza di fuoco e sarà in grado di estendere ulteriormente le sue attività con il crescere delle parti interessate che vi aderiranno”.

Il fondo concentrerà gli investimenti nelle infrastrutture, in particolare nella banda larga e nell’efficienza e nelle reti energetiche, così come nelle infrastrutture dei trasporti negli agglomerati industriali; ma anche nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione, nelle energie rinnovabili, nelle Pmi e nelle imprese a media capitalizzazione.
L’obiettivo è che il fondo sia operativo entro la metà del 2015.
Gli Stati membri stanno già fornendo alla task force congiunta Commissione-Bei (Banca Europea per gli investimenti), istituita lo scorso settembre, elenchi di progetti selezionati sulla base di tre criteri fondamentali: valore aggiunto europeo (progetti a sostegno degli obiettivi dell’UE); redditività e valore economici, dando priorità ai progetti a elevato rendimento socioeconomico; progetti che possano essere avviati al più tardi entro i prossimi tre anni, ossia entro un orizzonte temporale ragionevole per la spesa in conto capitale nel periodo 2015-2017.Anche l’Italia ha fatto la sua parte, presentano più di un centinaio di progetti nei principali settori di intervento del piano di investimenti e cioè: economia digitale, piccole e medie imprese, energia, trasporti, istruzione, salute e ambiente.
Entro la metà del 2016 la Commissione stessa e i Capi di Stato e di Governo faranno il punto sui progressi compiuti e, se necessario, valuteranno ulteriori opzioni.

La Commissione e la Bei avvieranno anche un importante programma di assistenza tecnica per individuare e contribuire a renderli più attraenti per gli investitori privati.
Questo investimento verrà integrato massimizzando l’effetto dei fondi strutturali e d’investimento europei 2014-2020, mediante prestiti, capitale proprio e garanzie anziché attraverso le tradizionali sovvenzioni. Ciò aumenterà il coefficiente di leva finanziaria in misura variabile tra 1:3 e 1:4. Raddoppiando la quantità di strumenti finanziari innovativi e utilizzando l’effetto leva così creato potrebbero venire immessi nell’economia reale dai 20 ai 35 miliardi di euro in termini di investimenti aggiuntivi tra il 2015 e il 2017.