In Italia si continua a morire sul luogo di lavoro

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ospedale919 vittime di grave infortunio sul luogo di lavoro, di cui 682 decedute. Questi i dati rilevati nell’arco di 11 mesi dall’Inail ed elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering

Un bollettino di guerra che non offre tregua, con la Lombardia in cima alla triste classifica. È lei infatti a detenere il primato di regione con maggior numero di incidenti mortali (80 lavoratori deceduti) seguita dall’Emilia Romagna (con 68 lavoratori deceduti), dalla Puglia (con 65), da Piemonte e Sicilia (entrambe con 60 decessi sul lavoro) e dal Veneto (55).

Il 33% delle vittime aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (226 lavoratori), il 25,3% dai 55 ai 64 anni (173 lavoratori).
E la morte sul lavoro non fa differenze di genere, visto che sono 40 le donne italiane che hanno perso la vita sul luogo di lavoro.

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“È un bilancio drammatico che non si vorrebbe e non si dovrebbe raccontare in un Paese civile” dice Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, la più recente indagine elaborata dagli esperti dell’Osservatorio sulla base di dati Inail. “Eppure anche quest’anno le vittime sul lavoro sono state tante. Troppe. Da gennaio a novembre nella nostra Penisola si contano 919 vittime: di cui 684 decedute sul luogo di lavoro e 235 in itinere”.
I dati sono sempre negativi, anche se una piccola diminuzione nel numero di morti rispetto al 2013 c’è stata (-3,9%). Ciò comunque, come afferma l’ing. Rossato, “non sembra essere significativo per un’inversione di tendenza”.

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L’analisi dei dati Inail effettuata dall’Osservatorio dà ulteriori indicazioni. Intanto, ad indossare la maglia nera per l’incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa secondo l’Osservatorio mestrino è la Basilicata (88,9 – contro una media nazionale pari a 30,4), seguita dal Molise (80,4) e dalla Puglia (56,2).
Continua ad essere il settore delle costruzioni quello maggiormente coinvolto dagli incidenti mortali (14,5 per cento dei casi e 99 vittime), seguito dalle attività manifatturiere (12,6 per cento e 86 infortuni mortali) e dai trasporti e magazzinaggi (9,8 per cento e 67 decessi).
Analizzando i dati della classifica provinciale, poi, si scopre che il più elevato numero di vittime viene registrato a Roma (30): al secondo posto Torino (24), al terzo Bari (23). Seguono: Napoli (17), Cuneo (15), Brescia e Salerno (14), Lecce, Palermo, Modena e Milano (13). Mentre l’incidenza più alta della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa a livello provinciale viene registrata ancora una volta da Isernia (182) seguita da Enna (140).
Le donne che hanno perso la vita sul lavoro da gennaio a novembre 2014 sono 40 (5,8% del totale).
Gli stranieri deceduti sul lavoro sono 88 pari al 12,9% del totale.
E, infine, una informazione particolare: ci sono dei giorni della settimana in cui gli incidenti sul lavoro si verificano con più facilità: il giovedì e il martedì sono quelli in cui si sono verificati più incidenti mortali. (D.M.)