La capacità formativa della cronaca

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di Mariangela Giusti, Docente di pedagogia interculturale all’Università di Milano Bicocca

I telegiornali di ieri e di oggi (in Italia come in tutto il mondo) sono pieni di immagini e video del leader vincitore alle consultazioni politiche in Grecia. Sono foto belle, di festa, di vittoria, di gioia, ma anche con una loro forza formativa indiscutibile. 

Alexis Tsipras ha deciso che la sua immagine deve essere sempre la stessa: lo vediamo in tutte le foto e i video in mezzo alla gente sempre con una anonima giacca blu e la camicia celeste col primo bottone sganciato, senza cravatta. La stessa “uniforme” l’ha indossata perfino nel momento ufficiale del giuramento sulla Costituzione greca e della firma di accettazione del mandato. Ha dichiarato che indosserà di nuovo la cravatta solo quando la Grecia uscirà dalla crisi in cui si trova. Chissà se sarà vero…Forse i vari protocolli gli imporranno decisioni diverse. Ma per ora quello che ha lanciato è un bel messaggio di forte presa, soprattutto se si pensa che arriva da parte di un leader appena quarantenne, con un forte carisma e una forte determinatezza. Come a dire: niente giovanilismi (atteggiamenti o look per apparire più giovane), ma nemmeno niente formalità di facciata dell’ultim’ora (abbigliamento impeccabile di circostanza). Il messaggio educativo e formativo del leader è chiaro: ce l’abbiamo fatta in questa impresa e l’impegno deve essere massimo fino da subito di dar corpo a ciò che è stato dichiarato e promesso per provare a raggiungere i risultati necessari al popolo e al paese. Una bella lezione per tutti: per ragazzi e per anziani.
Le immagini di festa e di determinatezza del leader nelle piazze di Atene ci fanno riflettere su un interrogativo: leader politici si nasce o si diventa? E’ un interrogativo che Tsipras e la nuova classe dirigente europea di quarantenni fa sorgere in chi si occupa di educazione. La mia idea è che occorrano entrambe le caratteristiche: alcuni tratti individuali sono legati al temperamento (alla personalità); d’altro canto, un qualche tipo di formazione è necessaria.

La scuola è un luogo di esperienze determinanti per il successo nella vita, ma certamente non è l’unico. E talvolta non è nemmeno il più significativo. Le qualità e le competenze dei docenti non sono aspetti secondari in ordine alle speranze di successo degli allievi. Ma in molti casi non sono determinanti. Le condizioni fisiche e neuro-psichiche di una persona (uomo o donna che sia) non sono certo indifferenti in ordine alle sue possibilità di farsi valere, di emergere in politica, di cambiare le cose. E tuttavia talvolta non sono così essenziali. La qualità della formazione culturale di un ragazzo o di una ragazza non è un fattore trascurabile e di poca importanza, ma certamente non è l’unico né il più decisivo. Ci devono essere tanti fattori che concorrono: legati alla formazione familiare, al vissuto individuale, alla capacità di dialogo, di argomentazione, alla forza, all’energia (che ciascuno possiede o non possiede) per condurre delle battaglie.

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Certamente è importante l’esperienza che ogni bambino o bambina, ragazzo o ragazza può fare nel corso degli anni della scuola dell’obbligo e della scuola superiore. Essere educati da insegnanti capaci di fornire i necessari contenuti culturali e educativi ma anche di fare appassionare alla dimensione politica, di fare acquisire l’idea che è possibile migliorare lo stato delle cose, superare i momenti difficili è di fondamentale importanza. E’ significativo anche soltanto creare i momenti e gli spazi in cui la dimensione politica abbia rilievo e i talenti di ciascuno in questo campo possano esprimersi.
Sono più frequenti di quanto non si pensi le esperienze dei Consigli Comunali dei Ragazzi. Sono esperienze educative importanti in cui la città affianca la scuola nella possibile formazione politica delle nuove generazioni: sono consigli comunali formati da un gruppo di bambini e ragazzi che si occupano dei problemi della propria città e della propria scuola. Le basi legislative di queste iniziative di partecipazione politica allargate ai minori si trovano nella legge del 28 agosto 1997, nº 285, che prevede che un facilitatore adulto aiuti i ragazzi a migliorare il paese e la propria scuola e che i Comuni mettano a disposizione una somma di denaro ai Consigli Comunali dei ragazzi
(i riferimenti normativi si possono trovare sul sito della Camera).
Alcune esperienza hanno dimostrato che (anche grazie a queste esperienze di “politica guidata” in cui la scuola si è affiancata all’ente locale) alcuni ragazzi che in ambito scolastico o didattico erano considerati “difficili”, sono cresciuti, hanno migliorato la loro capacità comunicativa, sono diventati giovani adulti intraprendenti. E chissà, forse, col tempo sono diventati anche personaggi o leader politici.
Spetta alla scuola saper orientare e canalizzare le intelligenze e i talenti di ciascuno: spetta poi al singolo soggetto – man mano che cresce- saper cogliere le opportunità che la vita gli presenta.