Coop, un esempio virtuoso di lavoro family-friendly

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Presentata la ricerca “Approcci positivi alle politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle imprese cooperative del Veneto”

di Agnese Fedeli, giornalista

Per la loro storia e costituzione, le cooperative sembrano essere realtà dove le politiche di conciliazione per tempi di vita e di lavoro vengono attuate naturalmente. È uno dei risultati che emerge dallo studio appena reso noto, nel corso di un convegno a Venezia, dedicato agli “Approcci positivi alle politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle imprese cooperative del Veneto”. Una ricerca e una pubblicazione che chiudono il progetto “Definizione di una linea guida sugli approcci positivi alle politiche aziendali family friendly nel panorama delle imprese cooperative”.

L’idea di analizzare quali sono le politiche di conciliazione già attuate dalle cooperative è nata nel corso del precedente mandato congressuale di Legacoop Veneto che ha sostanzialmente creato una propria Commissione Pari Opportunità che, a partire dalla percezione che le politiche già attive in campo di lavoro family-friendly fossero già molte, ha inteso realizzare una ricerca in grado di mettere il tema in primo piano ed, eventualmente, di avvalorare questa tesi. In effetti, così è stato.

convegnoLa ricerca che dato vita alla pubblicazione, sostenuta dall’Azienda speciale della Camera di Commercio di Venezia “Venezia Opportunità”, si è articolata grazie ad un questionario somministrato a tutte le coop di Legacoop Veneto – 335 associate, attive per lo più nel settore servizi e sociale – per rilevare la presenza di indicatori significativi quali “politiche di conciliazione strutturate”, “presenza di donne in ruoli chiave”, “diffusione del part time”, “politiche di responsabilità sociale d’impresa”. Dall’analisi dei questionari è stato individuato un campione di 10 cooperative, il cui operato è stato oggetto di uno studio più approfondito. In seguito, dalle interviste sono emerse tre realtà-tipo di cooperativa, almeno relativamente al Veneto, le cui politiche di conciliazione possono rappresentare la sintesi di alcune delle molte politiche agite dalle coop in generale e dunque emblematiche a livello più ampio: parte di ciò che emerge dalle loro interviste e dal loro operato, secondo i responsabili dello studio, potrebbe essere replicato anche in altri ambienti. Si tratta delle cooperative “Sanithad”, di dimensione medio-grande, “San Marco”, medio-piccola, e “Costruendo”, cooperativa nata proprio per rispondere a necessità di conciliazione vita-lavoro.

Abbiamo intervistato il curatore del testo e direttore scientifico del progetto “Definizione di una Linea
guida sugli approcci positivi alle politiche aziendali family/friendly nel panorama delle imprese cooperative”, Mirko Pizzolato, componente della Commissione per la Realizzazione delle Pari Opportunità tra Uomo e Donna della Regione del Veneto.

Quali sono i punti salienti emersi dalla ricerca?
Dallo studio emerge la specificità del modello cooperativo: emerge cioè che le cooperative, probabilmente perché non sono rivolte allo scopo di lucro ma prevalentemente al tema del lavoro, per loro natura hanno più sensibilità nei confronti del contesto in cui si lavora e dunque dimostrano di avere un’attenzione particolare ai bisogni dei lavoratori. Un altro aspetto che emerge è che molte sono le cooperative che fanno politiche di conciliazione agendo in modo del tutto inconsapevole. Inoltre, ad un terzo livello di analisi, emerge che le politiche di conciliazione sono politiche che hanno una funzione di leva economica: tra l’altro, abbiamo constatato che chi fa politiche di conciliazione trova un picco di produttività, a rialzo, nelle lavoratrici che rientrano dalla maternità.

Quali le politiche di conciliazione che avete rilevato durante la ricerca?
Non ci sono politiche molto distanti da quelle note a livello più ampio: part time, flessibilità oraria in entrata e uscita, spazi e contesti all’interno dell’impresa legati al momento del pasto, fino a cooperative di dimensioni più grandi che riescono ad aprie un asilo aziendale. Una particolarità è forse quella della cooperativa “Costruendo”, una delle tre sulle quali si concentra la pubblicazione, che non incontra bisogni di conciliazione perché la sua origine è proprio legata alla conciliazione dei tempi di lavoro e di vita. Cosa significa? La coop “Costruendo” nasce dal fatto che un gruppo di persone aveva difficoltà a trovare lavoro, proprio perché ognuna di loro aveva istanze di conciliazione. Decidono di creare una cooperativa che risponda a queste loro necessità, arrivando a creare una coop dove ogni lavoratore decide quando e quanto lavorare. Un sistema del genere è innovativo e interessante anche in altri contesti, se pensiamo alle tante esperienze di coworking che stanno nascendo sul territorio: l’esperienza di questa cooperativa potrebbe addirittura essere mutuabile.


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