Il ruolo delle Fondazioni nell’occupazione giovanile

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Le Fondazioni d’impresa hanno investito 45 milioni di euro tra il 2011 e il 2014 per far crescere il “Vivaio Italia” e tanti finanziamenti sono in programmazione per il futuro

172 progetti messi in campo da 48 fondazioni. A beneficiarne oltre 40mila giovani italiani. Questi i numeri forniti dallo studio effettuato per la prima volta sugli sforzi fatti da realtà private per aiutare i giovani, ovvero l’attuale fascia più debole del mercato del lavoro.

I finanziamenti dati dalle Fondazioni d’impresa e di famiglia ai giovani sono in costante crescita e alcune Fondazioni hanno preso impegni futuri che superano il milione di euro.

L’indagine nazionale “Fondazioni d’impresa per i giovani: come far crescere il vivaio” è stata realizzata dall’IRS (Istituto per la Ricerca Sociale) e una sua anticipazione è stata data l’11 febbraio presso Palazzo Giustiniani alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, del Presidente della XI Commissione permanente su Lavoro e Previdenza sociale del Senato della Repubblica Maurizio Sacconi, della Presidente di Fondazione Bracco Diana Bracco, del Direttore Area Mercato del lavoro e sistemi produttivi, Istituto per la Ricerca Sociale Manuela Samek Lodovici, di Francesco Ferrante del Comitato Scientifico AlmaLaurea e di Alberto Castori del Censis. L’indagine sarà poi presentata integralmente il prossimo 20 maggio presso il Padiglione Italia all’Expo 2015 di Milano in occasione dell’assemblea generale dell’European Foundation Centre, il più grande network internazionale di filantropia.

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Bracco in collaborazione con Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Fondazione De Agostini, Enel Cuore Onlus, Fondazione Umana Mente del Gruppo Allianz, UniCredit Foundation e Fondazione Vodafone Italia.

“Per la prima volta” spiegano i promotori “viene messo in evidenza il ruolo delle Fondazioni d’impresa che hanno raccolto la sfida di un’emergenza nazionale: la disoccupazione giovanile”.
Dall’indagine è emerso che i giovani che, direttamente o indirettamente, hanno beneficiato degli interventi censiti sono 40 mila. Ma qual è il genere di intervento messo in campo dalle Fondazioni? I sostegni economici sono stati molto variegati ma anche complementari: si è andati dall’istruzione tecnica al sostegno economico con borse di studio, dall’inclusione scolastica all’educazione civica, dalle attività artistico-sportive alla formazione professionale, fino ai tirocini aziendali e alle misure più innovative quali l’Incubazione d’impresa e start-up, i concorsi d’idee e gli scambi internazionali.

Com’è ormai noto, la situazione dei giovani in Italia è sensibilmente peggiorata a causa della crisi economica. Su questa fascia pesa la difficoltà d’ingresso nel mercato del lavoro, come testimoniano gli elevatissimi livelli di disoccupazione giovanile ma non bisogna la crescita dei NEET (Not in Employment Education and Training), ovvero i giovani che non studiano né lavorano né – come mostrano numerose indagini nazionali e sovranazionali – sono iscritti ad associazioni culturali senza scopo di lucro, partiti politici o associazioni di volontariato. In poche parole si tratta di giovani che non fanno assolutamente nulla e restano a carico della famiglia con un concreto rischio di depauperamento del capitale sociale e umano che, nel lungo periodo, potrebbe incidere sulla stessa competitività del nostro sistema economico.
Un altro importante problema da risolvere è la differenza tra le competenze acquisite durante il percorso di studio e quelle richieste dal sistema produttivo, ovvero dai datori di lavoro.

La ricerca “Fondazioni d’impresa per i giovani: come far crescere il vivaio”, condotta in questa fase attraverso numerose interviste, ha diversi obiettivi:

  • mappare gli strumenti messi in campo dalle Fondazioni a sostegno dei giovani, 
  • approfondire gli interventi e i loro esiti in termini di occupazione e competenze acquisite,
  • rilevare i fattori di successo e le eventuali difficoltà, 
  • offrire suggerimenti per rafforzare il sistema di intervento.

Visto il panorama che si è delineato, di profondo interesse per il significativo contributo di idee, progetti e risorse messe in campo, l’indagine può dare indicazioni in termini di policy making e di strategie per favorire un’integrazione tra formazione e lavoro in azienda.
Per quanto riguarda specificamente i progetti finanziati dalle Fondazioni, bisogna rilevare che il grado di consolidamento, la sostenibilità e la replicabilità degli stessi hanno fatto emergere modelli d’intervento che possono offrire utili indicazioni per l’attuazione delle politiche per i giovani, rinforzando, ad esempio, lo strategico Programma europeo Garanzia Giovani che sulla base delle ingenti risorse disponibili (1,5 miliardi di euro) ha generato importanti aspettative per il miglioramento della occupazione giovanile.

(D.M.)