Dalla mobilità elettrica al commercio sostenibile, tutti i business a basso impatto ambientale

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di Agnese Cecchini, Direttore Editoriale Gruppo Italia Energia

Sentiamo da diversi anni parlare di mobilità elettrica come un destino ineluttabile del trasporto automobilistico per l’effetto positivo sull’ambiente circostante, soprattutto nei centri urbani e nelle aree naturali protette.

Ma quello che si valuta poco sotto il profilo imprenditoriale è tutto il mondo che gira intorno ad una eventuale rinnovo del comparto automobilistico. Ciò che manca, non solo in Italia, è la costruzione dell’infrastruttura elettrica e della tecnologia di supporto ad essa, ma anche l’invenzione di servizi complanari.

Faccio alcuni esempi di entrambi, per chiarire, iniziando dai servizi che forse sono l’approccio finale ma il più semplice da trasferire.
Il leasing ad esempio e il noleggio breve. Conosciamo tutti l’esempio di car2go e di ENI, ma cosa accadrebbe se queste auto fossero elettriche? In alcuni centri turistici diversi albergatori ci hanno pensato, si sono consorziati tra loro e con i maggiori centri di interesse del territorio e hanno messo a supporto dei propri clienti un circuito di auto elettriche a noleggio con un servizio di ricarica distribuito nei maggiori punti di interesse. Ovviamente oltre alle realtà locali è stata coinvolta una società di distribuzione elettrica. E questo non è un esempio isolato. Stanno nascendo e convertendosi al business anche servizi simili con mobilità a pedali.

Non solo, un altro elemento che può cambiare è la concezione del luogo di ricarica da stazione di servizio a centro polivalente. Molti sono gli studi e i progetti per sviluppare dei centri polifunzionali green in cui, dal cibo alla proposta di prodotti in vendita, l’attenzione è centrata su un’offerta sostenibile nella quale non possono mancare i parcheggi con la ricarica elettrica. Magari anche con copertura fotovoltaica. Per fare un ulteriore esempio: cosa c’è di meglio che andare al cinema e, nel frattempo, ricaricare la propria auto elettrica, sopratutto se il servizio è offerto nel biglietto?

Non è un segreto che un green point del genere lo sta progettando Farinetti, l’uomo Eataly: il primo centro aprirà i battenti a ridosso del primo store della celebre catena alimentare sempre nell’area Lingotto di Torino. Quindi perché non pensare ad un business green?

Sotto il profilo hardware le possibilità non sono da meno: pensiamo a quanta produzione di energia avranno bisogno le aree di ricarica, anche con tecnologie green. Mi riferisco al mini eolico e ai pannelli fotovoltaici, meglio se integrati nell’architettura (ricordo che il brevetto del pannello fotovoltaico verticale bifacciale è italiano), e dotati di una storage, una batteria, in grado di raccogliere l’energia prodotta in eccesso e distribuirla quando serve (anche su questo tra le tecnologie più all’avanguardia abbiamo una società italiana).

Altro tema di sviluppo sono le app: difatti i centri di ricarica devono essere geolocalizzati, e sopratutto pagati… In questo settore le tecnologie di sviluppo di pagamento tramite sim card di cellulari e tablet sembra saranno gli strumenti più apprezzati, almeno dall’utenza: anche in questo comparto, nerd e start up innovative, potete scatenarvi.

Tutta fantascienza? Forse no, sopratutto ora che il Ministero per le infrastrutture sta per varare i fondi dedicati all’implementazione di infrastrutture di ricarica nel Paese (annunciati a fine 2014 e in dirittura di arrivo entro maggio) e la stessa Unione Europea prevede fondi all’innovazione in Horizon 2020. Quello che davvero serve ora probabilmente è un po’ di inventiva e capacità di convertire il proprio business in ottica innovativa.