Determinate e dinamiche

dinamica

Sono le caratteristiche principali delle imprese rosa marchigiane

di Catiuscia Ceccarelli, giornalista

Dinamika è il titolo di un’indagine che il Comitato Impresa Donna della Cna Ancona ha commissionato al Centro Studi Sistema per analizzare le performance e gli affanni delle imprese femminili della provincia in questione, che sono circa 40 mila.

Attraverso un questionario sottoposto ad un campione di imprenditrici tra il 2013 e il 2014, il Centro Studi ha rilevato dati interessanti che sono stati presentati alla stampa nel corso di una tavola rotonda, presso la Camera di Commercio di Ancona.

Presenti, insieme a numerose imprenditrici marchigiane, Giovanni Dini (direttore Centro Studi Sistema Cna Marche), Elisabetta Grilli (responsabile provinciale Cna Impresa Donna) che ha coordinato l’incontro, Emma Capogrossi (Assessore Pari Opportunità Comune Ancona), Liana Serrani (Presidente Provincia di Ancona) e Adriana Brandoni (Presidente Comitato Imprenditoria Femminile Camera di Commercio Ancona). Le conclusioni sono state affidate a Paola Sansoni (Presidente Nazionale Cna Impresa Donna).

Cosa emerge dalla ricerca?
Due terzi delle imprenditrici prese in esame hanno dato vita da sé alla propria impresa. Una conferma in termini di tenuta, anche numerica, del sistema di imprese della regione. Nella maggioranza dei casi le imprenditrici hanno avviato la loro attività attuale senza la minima esperienza imprenditoriale, avendo alle spalle esperienze soprattutto di lavoro dipendente.

Perché le donne decidono di mettersi in proprio?
Le motivazioni principali che hanno spinto le imprenditrici intervistate per la ricerca in questione, ad avviare un’impresa vedono al primo posto per importanza la realizzazione personale e la valorizzazione dei buone idee imprenditoriali. In secondo piano, l’aspettativa di un reddito più alto e la possibilità di conciliare la vita professionale con quella familiare.

Approfondiamo i dati dell’indagine presentata da Cna Impresa Donna di Ancona, insieme con Giovanni Dini, direttore del Centro Sudi Sistema.

Quali i punti di forza e quali le debolezze delle imprese in rosa?
Il rapporto con i clienti, la qualità del prodotto, il servizio unito all’esperienza e all’organizzazione del rapporto con i fornitori. Sono questi alcuni punti di forza delle donne che fanno impresa. Da non sottovalutare, poi, la capacità e l’intuito tutto femminile di innovare e, quindi, di investire nelle nuove tecnologie e nell’innovazione. Uno degli aspetti più carenti delle imprese rosa delle Marche riguarda la rete commerciale, seguita dalle risorse umane e dalla comunicazione/marketing. Le imprenditrici, però, sono consapevoli del fatto che bisogna lavorare su questi campi per migliorare il proprio Know How.

La crisi si fa sentire, anche se le aziende con al timone una figura femminile hanno maggiori chances di sopravvivenza rispetto alle imprese maschili. La parola d’ordine è resistere, come afferma Francesca Petrini, imprenditrice agricola e rappresentante di Cna Impresa Donna della provincia di Ancona.

Di cosa hanno bisogno le imprenditrici marchigiane?
Il sostegno alla creazione de allo sviluppo d’impresa, un più snello accesso al credito e il riconoscimento delle imprese femminili nei settori più innovativi. Di questo e di altro hanno bisogno le aziende in rosa.
Sentiamo Paola Sansoni, Presidente Nazionale Cna Impresa Donna