Donne e scienza tra etica e deontologia dell’informazione

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“Donne e scienza”, un titolo significativo per l’evento formativo destinato ai giornalisti e svoltosi a Roma, nella sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma 

di Marilena D’Attanasio, giornalista

“Donne e scienza”, un titolo significativo per l’evento formativo destinato ai giornalisti e svoltosi a Roma, nella sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Anche la data dell’evento, sabato 7 marzo, è servita a puntare i riflettori sul ruolo delle donne nel mondo scientifico e su come cambia la deontologia dell’informazione in questo particolare settore, da sempre riservato agli addetti ai lavori e complicato da spiegare in maniera efficace al grande pubblico. 

L’evento è stato organizzato dalla rivista telematica “Donna in Affari”, in collaborazione con l’istituto già citato ed è servito, tra l’altro, ad attribuire ben nove crediti formativi (attualmente obbligatori) ai giornalisti partecipanti.
Molti gli interventi di esperti del settore (quasi tutte donne) che hanno trattato i vari ambiti (sismologia, vulcanologia, oceanografia, matematica, fisica dell’alta atmosfera, ecc.) in modo chiaro ed avvincente, parlando anche della propria esperienza personale e professionale.
Diverse anche le tematiche affrontate nella mattinata, improntata alla responsabilità professionale del giornalista scientifico, tra le quali spicca il ruolo delle donne nell’informazione e le loro peculiarità di genere, ovvero una maggiore creatività ed una spiccata capacità di organizzazione e di comunicazione rispetto ai colleghi, a fronte però di maggiori ostacoli nella gestione del quotidiano e nella difficile conciliazione tra carriera e famiglia. Si è posto l’accento sulle loro perduranti e oggettive difficoltà di accesso all’informazione ed alle posizioni lavorative di livello dirigenziale, ancora prevalentemente affidate agli uomini, nonché sulla diffidenza tuttora diffusa nei confronti delle donne paragonate alle “cose pericolose” delle scienze (terremoti, vulcani, tsunami, ecc.).
E’ stata sottolineata più volte la necessità di spiegare correttamente gli eventi catastrofici al di fuori della situazione di emergenza, mettendo in atto una strategia di prevenzione e di divulgazione chiara e comprensibile a tutti, nonché l’importanza della scelta dell’interlocutore, che deve essere competente in materia, autorevole (cioè riconosciuto nel suo ambito scientifico) e buon comunicatore, senza dimenticare il fatto che i fenomeni naturali, anche se ben conosciuti, sono imprevedibili.
Alla luce del fatto che, secondo gli esperti, l’Italia è un Paese ad alta pericolosità sismica, si è posto l’accento sulla necessità di costruire case sicure e di mettere in atto comportamenti adeguati in caso di pericolo. A tal proposito, è stata segnalata, nel corso della giornata formativa, la campagna di comunicazione intitolata “Io Non Rischio 2015” e realizzata dall’ANPAS (Associazione Nazionale per la Protezione e Assistenza) in collaborazione con l’INGV, la Protezione Civile e la ReLuis (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica). Tale progetto educativo servirà a far incontrare nelle piazze italiane i volontari formatori (ancora in fase di reclutamento) ed i cittadini, per una maggiore consapevolezza di tutti sui temi del rischio e della comunicazione.

Un momento saliente della conferenza è stata la proiezione del film intitolato “Con il fiato sospeso” della regista Costanza Quatriglio, servito a dare spunti di riflessione sulla vicenda reale accaduta nel 2008 nei laboratori dell’Università di Catania e che ha dato seguito all’apertura di un processo penale sulle responsabilità di un grave inquinamento ambientale, causato da una mancata osservanza delle più elementari norme di sicurezza e protezione igienico-sanitaria degli studenti/ricercatori.
In conclusione, il controllo sociale (e non solo quello attuato dallo Stato) e la responsabilità condivisa dell’informazione scientifica (unita ad una conoscenza approfondita in materia di reati penali) sono fondamentali ai fini di una corretta salvaguardia dell’ambiente e dell’incolumità dei cittadini.

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