Fiscal Focus: Milleproroghe 2015

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Il cosiddetto “decreto milleproroghe” è un Decreto Legge che viene approvato ogni anno e in cui vengono, appunto, “prorogate” una serie di norme in scadenza. In questo caso si tratta del D.L. 192 del 31 dicembre 2014

di Sabrina Fattori, Commercialista Studio Fattori 

Vediamo nel dettaglio, almeno per le aree di maggior interesse per professionisti e PMI, cosa contiene il “Decreto Milleproroghe 2015”:

Comunicazione dati IVA
Posticipata al 2016 la decorrenza dell’eliminazione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA unificata e della comunicazione dati IVA.

Partite Iva
Il vecchio regime dei minimi Iva viene prorogato al 2015. I titolari di partita Iva che hanno i requisiti per poter rimanere nel “vecchio regime” (il contribuente non deve aver esercitato un’attività artistica, professionale o d’impresa nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività; non deve costituire la mera prosecuzione di altra attività svolta come lavoro dipendente, nel caso di prosecuzione di una attività d’impresa svolta da altro soggetto l’ammontare dei ricavi realizzati nel periodo precedente non deve aver superato il limite di € 30.000) potranno scegliere per il l’anno in corso tra il nuovo regime forfetario al 15% (previsto dalla legge di Stabilità 2015) e il vecchio regime dei minimi al 5% salvo il limite di 5 anni di attività o il raggiungimento di 35 anni di età.

La scelta deve essere esplicitata nella prima fattura emessa nel 2015 in cui bisognerà indicare la diversa norma che consente il regime di vantaggio: art. 1, co.100, della L. 244/2007 per il regime dei “vecchi minimi” oppure l’art. 1, co.58 della L. 23/12/2014, n. 190 per il nuovo regime forfetario”. La scelta non è una questione di mera aliquota tra vecchio e nuovo regime di tassazione agevolata (rispettivamente 5% e 15%) ma dipenderà dalla particolare condizione soggettiva del contribuente discernere quale sia la metodologia di determinazione di reddito imponibile più vantaggiosa se analitica (ricavi effettivi – costi sostenuti) – per il vecchio regime dei minimi – oppure forfetaria come nel nuovo regime in cui si parte dai ricavi da cui si detrae una percentuale di componenti negativi predeterminata.
Infine, nella scelta di convenienza incide altresì la differente formulazione della soglia di ricavi per l’accesso (30mila euro per tutti nel vecchio regime contro soglie variabili a seconda del diverso tipo di attività svolte nel nuovo regime forfetario).

Aliquota contributiva lavoratori autonomi
Confermata per il 2015 l’aliquota contributiva del 27% per i lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, iscritti alla gestione separata INPS, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria anche per il 2015 (oltre allo 0,72% per il contributo maternità).L’aliquota salirà al 28% nel 2016 e al 29% nel 2017.

Equitalia
Estensione della concessione di un nuovo piano di rateazione dei debiti fiscali ai contribuenti decaduti dal beneficio fino al 31 dicembre 2014 che presentino richiesta entro il 31 luglio 2015. A seguito della presentazione della richiesta, non possono essere avviate nuove azioni esecutive.

IMU secondaria
È stata rinviata all’anno 2016 l’operatività della disciplina dell’imposta municipale secondaria, ex art.11 del D.Lgs. n. 23 del 2011, in materia di federalismo fiscale municipale. Di conseguenza si proroga di un anno l’operatività dei vigenti tributi comunali (TOSAP, COSAP imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni, canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari e addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza).

Proroga degli incentivi per il rientro dei cervelli
Prorogati fino al 2017 gli incentivi fiscali per il rientro dei ricercatori che si sono trasferiti all’estero. L’agevolazione – si ricorda – consiste nella tassazione ai fini IRPEF dei redditi di lavoro dipendente, autonomo e d’impresa, imponibili, rispettivamente, nella misura del 20% per le donne e del 30% per i lavoratori.

Fondo di garanzia
Nuove regole sospese fino al 2016: Disposizioni concernenti il Fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese. Si sospende fino al 31 dicembre 2015 l’efficacia della norma (comma 7 della legge di stabilità 2015) che ha esteso alle imprese fino a 499 dipendenti la platea dei soggetti beneficiari degli interventi del Fondo di garanzia per le Piccole e medie imprese (Fondo di garanzie PMI).

Split payment
Sale dal 10% al 20% dell’importo contrattuale l’anticipo del prezzo per appaltatore. Ciò dovrebbe attenuare gli effetti dello split payment, introdotto con la legge di stabilità 2015.