Formazione: storie di professioni, scienza e donne

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Donne e Scienza. Come cambia la deontologia dell’informazione” è stato il titolo della giornata formativa per giornalisti e ricercatori, organizzata dal nostro giornale, Donna in Affari, in collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Oggetto del dibattito, sempre attuale, la responsabilità professionale del giornalista scientifico e ambientale

di Noemi Roccatani, giornalista

 Cosa si aspetta un ricercatore da un giornalista, ci si è chiesti, al di là della capacità di cogliere la notiziabilità del suo lavoro e di scriverne correttamente il nome? È vero che i giornalisti, molto spesso, privilegiano l’emotività e distorcono le verità scientifiche in nome del sensazionalismo? In un’epoca in cui l’informazione scientifica o pseudo-scientifica entra nelle case della gente, veicolata dai diversi mezzi di comunicazione di massa, ed è in grado di influenzare le opinioni e i modi di vivere delle persone, diventa essenziale indagare sul tema dell’etica nella comunicazione? È verificato che nelle comunità scientifiche persistono gli stessi paradigmi discriminatori di genere come in altre cerchie professionali? 

A questi interrogativi il convegno, introdotto e moderato da Daniela Molina, direttore responsabile di Donna in Affari, e Silvia Mattoni, Resp.le Uff. Comunicazione e stampa INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), ha voluto cercare risposte, così come ha fissato la riflessione sull’importanza della comunicazione scientifica, nella convinzione che la scienza debba essere patrimonio dell’umanità come richiama, nel discorso di apertura, Claudio Chiarabba, Direttore struttura terremoti INGV.

La veicolazione del discorso scientifico, in particolare, il ragionamento sui problemi della comunicazione della materia sismologica e sulle conseguenze nell’opinione pubblica, ha avuto commentatori ed interpreti d’eccezione: Giovanna Cultrera, sismologa INGV, Enrica Battifoglia, giornalista scientifica, coordinatrice del canale Scienza e Tecnica dell’Ansa, Francesca Quareni, sismologa, Direttore Sezione di Bologna INGV, Micol Todesco, vulcanologa INGV Bologna, Tiziana Sgroi ricercatrice presso INGV Roma, Giorgiana De Franceschi, Dirigente di ricerca INGV – fisica dell’atmosfera.

Una prima sessione di lavori ha ospitato anche le esposizioni di Gino Falleri, Vice Presidente Ordine dei Giornalisti del Lazio. Epicentro della sua riflessione: il futuro dell’informazione, i nuovi modelli di giornalismo, le prospettive del settore nell’era digitale rispetto alla compagine deontologica che disciplina la materia.
A esternare un’altra cruciale complicazione è stata Ingrid Hunstad, Presidente Comitato Unico di Garanzia (che si occupa anche di Pari Opportunità) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; la Hunstad ha sollevato la questione della scarsità di donne nella ricerca scientifica, in particolare nelle posizioni apicali e negli organi decisionali e di indirizzo, una problematica complessa che richiede varie azioni a diversi livelli. “L’Italia risale la classifica mondiale della parità di genere, anche se resta tra i Paesi con minore partecipazione delle donne nell’economia e con le maggiori disparità salariali. Così il Rapporto 2014 ‘Global Gender Gap’ pubblicato dal World Economic Forum. Sui 142 Paesi presi in considerazione, l’Italia sale al 69° posto, guadagnando 2 posizioni dal 2013, ma scende al 114° dal 97° per la partecipazione femminile nel campo economico e al 129° per parità salariale”.

L’avvio dei lavori pomeridiani sui fondamenti etici del giornalista scientifico-ambientale è stata offerta, invece, dalla visione del film di Costanza Quatriglio (presente al tavolo dei relatori)  ‘Con il fiato sospeso’; la storia drammatica di un sospetto inquinamento ambientale nei laboratori di chimica della Facoltà di Farmacia dell’Università di Catania. A partire da questa triste vicenda, in sala si è continuato a ragionare insieme a Elisabetta Strickland, professore ordinario Dipartimento di Matematica dell’Università Tor Vergata e Vice Presidente dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica, autrice di “Scienziate d’Italia”; Sveva Avveduto, già direttore Irpps-Cnr e componente Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità del CNR; Rita Assogna, Presidente It Wiin (associazione delle donne inventrici); Maria Bollini, Vice Direttore Rai-Ragazzi e Presidente Commissione Pari opportunità della Rai, sull’esercizio di una professione che oggigiorno appare sempre più richiesta dalla società in cui viviamo, e sulla possibilità di individuare opportunità che favoriscano l’aggiornamento del bagaglio culturale del giornalista capace di comunicare, in modo corretto e nel pieno rispetto delle regole deontologiche, l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.

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