Imprese olivicole: le eccellenze italiane

copertina

Edizione speciale del Premio Ercole Olivario, il concorso per la valorizzazione delle eccellenze olearie territoriali italiane

di Daniela Molina, giornalista

Questa XXIII edizione del prestigioso premio è un’edizione speciale in quanto le imprese vincitrici avranno delle opportunità in più dovute al patrocinio e alla collaborazione con Expo 2015. L’“Ercole Olivario”, organizzato dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio in collaborazione con la CCIAA di Perugia, il MIPAAF (Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali), “come ogni anno si propone di celebrare l’eccellenza dello straordinario e variegato panorama olivicolo nazionale, in cui operano soggetti sempre più sensibili all’estrema qualità del prodotto”. A dirlo è stato Giorgio Mencaroni, nella sua qualità di Presidente del Comitato di coordinamento del concorso; concorso che ha visto quest’anno la partecipazione di ben 224 aziende in rappresentanza di 17 regioni, con Lazio (57 produttori iscritti), Sicilia (28 produttori iscritti) e Puglia (25 produttori iscritti) in cima alla lista delle adesioni.

Delle 224 aziende partecipanti, quest’anno ne verranno selezionate 103 per rappresentare l’olivicoltura di qualità del nostro Paese. Tali aziende verranno premiate proprio oggi, 20 marzo, a Perugia.

dardanello-mencaroniIl Presidente Mencaroni, durante la conferenza stampa di presentazione di questa edizione speciale del Premio, ha parlato delle problematiche sopraggiunte nel 2014 a causa di alcuni parassiti dell’olivo (come il batterio della Xylella Fastidiosa o la famigerata Mosca dell’Ulivo) che hanno aggredito le nostre culture facendo sì che la produzione fosse scarsa sia di quantità sia di qualità. Tali problematiche avevano portato lo stesso Comitato del Premio a dubitare sulla sua iterazione ma è stato deciso che non si poteva rinunciare all’enorme opportunità offerta da Expo Milano 2015: l’olio extra vergine di oliva rappresenta infatti – ha ribadito Giorgio Mencaroni – un ambasciatore importante dei nostri territori e questo stesso Premio è un ambasciatore della cultura gastronomica italiana nel mondo, tanto è vero che alle aziende partecipanti viene data una certificazione di qualità “spendibile” in tutto il mondo. Anzi, anche grazie ad esso ormai “i mille sapori dell’olio d’oliva DOP vengono sempre più apprezzati e riconosciuti: i consumatori cominciano a capirne le differenze” ha aggiunto Mencaroni annunciando che ci si sta muovendo a livello regionale in una direzione precisa: “far considerare l’olio non più solo come un condimento ma come un ingrediente dei propri piatti tradizionali”, perché il sapore di un piatto cambia a seconda dell’olio usato, non v’è dubbio.

Su queste basi il Premio Ercole Olivario di quest’anno diverrà un importante elemento dell’Esposizione universale, visto che Expo Milano 2015 deve valorizzare il “saper fare” italiano per quanto riguarda l’agroalimentare. Il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha spiegato che pertanto l’elemento principale che deve essere rappresentato è il Territorio, dando valore ai tanti operatori (anche ai micro operatori) che lavorano in questo settore. D’altra parte lo stesso Dardanello ha ricordato che in Italia, in tutte le nostre regioni, esistono 350 varietà di olive che danno differenti tipi di olio alimentare la cui produzione annuale è di 500.000 tonnellate di olio (e il 60% è olio extravergine).

Il Presidente di Unioncamere ha annunciato che i produttori di olio di oliva (tutti, anche i micro produttori, che finora non hanno avuto grosse opportunità di visibilità) avranno la possibilità di diventare protagonisti a livello globale, venendo inseriti nel portale dell’agroalimentare italiano collegato a Expo, in cui proprio l’olio avrà il ruolo principale. A fianco dei grandi marchi ci saranno dunque anche i piccoli produttori che potranno presentarsi agli acquirenti di tutto il mondo. Fra i potenziali acquirenti ci sono i 1.700 ristoranti italiani all’estero. Si tratta dei ristoranti certificati che servono 60 milioni di clienti ogni anno. E che non possono ottenere la certificazione di qualità come veri ristoranti italiani “se nella propria cambusa non hanno almeno il 30% di olio d’oliva italiano”. Dardanello ha aggiunto che, in base ai risultati di una ricerca effettuata dalla rete della CCIAA all’estero in collaborazione con l’immancabile Google, la “voglia d’Italia” risulta essere cresciuta del 12%, e in questo desiderio “l’olio d’oliva ha sua piccola importante parte”.

granieroQuesta edizione del Premio ha anche un altro motivo per essere speciale. Essa sarà infatti finalizzata alla presentazione di “Ercole Olivario Premium List 2015”: si tratta di una selezione di aziende di eccellenza dell’olivicoltura italiana con una storia produttiva di assoluto successo, sancita proprio dal percorso svolto nell’ambito del concorso nazionale Ercole Olivario. Infatti, come ha spiegato il Presidente di Unaprol (il Consorzio olivicolo italiano che rappresenta la principale organizzazione italiana di olivicoltori con le sue 200.000 imprese associate), David Granieri, le 7.000 imprese che vi hanno partecipato finora sono riconoscibili e la stessa possibilità di partecipare a questo prestigioso concorso funge da stimolo per aumentare sempre più la qualità del proprio prodotto. “Ercole Olivario è infatti il Premio istituzionale che dà riconoscibilità nel mondo” ha affermato Granieri, soddisfatto per il fatto che negli ultimi anni sono state 120 le aziende associate ad Unaprol ad averlo vinto. In questo anno dell’Expo, occasione straordinaria, 103 aziende produttrici (una sorta di “top-ten” o meglio di “top-hundred”) verranno ospitate nel padiglione Italia per presentarsi al pubblico internazionale.
Anche Granieri ha messo in evidenza però come purtroppo proprio questo ultimo anno di produzione (il 2014) non sia stato un anno felice per chi opera in questo campo, visto che il quantitativo d’olio risultato dalla spremitura è stato ridottissimo (pari al 25% di quello di 10 anni fa), e il presidente di Unaprol ha introdotto anche un altro argomento, relativo a un problema purtroppo annoso: quello della contraffazione. “Negli ultimi anni” ha detto “sono state sequestrate ben 12 milioni di bottiglie di olio contraffatte”. Quindi, considerando che “il settore olivicolo è un asset strategico del nostro Paese, abbiamo bisogno di investimenti” per tutelare i produttori italiani.

L’on.le Colomba Mongiello, in qualità di Vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta anticontraffazione, presente alla conferenza stampa, ha risposto annunciando l’intenzione di porre in atto il PON (Piano Olivicolo Nazionale). Si tratta di un Piano per il rilancio, il rafforzamento e lo sviluppo dell’olivicoltura nazionale ed è stato proposto al Governo dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati la quale ha chiesto altresì di “autorizzare una congrua somma di spesa, se del caso da associare all’istituzione di un Fondo di rotazione per gli investimenti il cui importo non sia inferiore ai 90 milioni di euro nell’arco di un triennio”.
mongielloL’on.le Mongiello ha spiegato che quest’anno “le condizioni climatiche assai avverse e le diffuse infestazioni hanno ridotto la produzione del 40%. I nostri olivicoltori hanno prodotto 250.000 tonnellate di olio nel 2014: 400.000 tonnellate in meno del fabbisogno nazionale e meno di un quindi di quanto immesso sul mercato dalla Spagna”.
Secondo Colomba Mongiello occorre rinnovare le piantagioni, riorganizzare la filiera, valorizzare i prodotti certificati e i marchi per tornare ad essere competitivi. Per questo c’è bisogno che il Governo dia “strumenti legislativi e finanziari che agevolino gli investimenti per nuove piantagioni di olivo su una superficie di almeno 150.000 ettari, con benefici indotti sull’economia locale come sul paesaggio e l’ambiente”. A questo riguardo l’onorevole ha fatto notare che l’ulivo è la pianta che meglio salvaguarda il paesaggio dal dissesto idrogeologico, “quindi abbiamo il dovere di proteggerlo”. E di proteggere anche i nostri produttori dal reato di contraffazione. Ma sentiamo direttamente dalle sue parole cosa ci risponde al riguardo. Le abbiamo chiesto infatti cosa può fare il consumatore per non incorrere in tali prodotti e non finanziare chi li inganna. Le abbiamo inoltre chiesto alcuni chiarimenti sul PON e sulla redditività degli uliveti:


Ascolta qui l’intervista audio


Concludiamo con una nota di apprezzamento per il cosiddetto oro liquido, perché l’olio ha una qualità fondamentale: fa bene alla nostra salute. Non fa ingrassare, aiuta lo sviluppo armonico dei bambini, agevola l’assorbimento delle vitamine, favorisce la digestione e – importantissimo – regola la quantità di colesterolo nel sangue.
L’olio di oliva si differenzia poi dagli altri olii vegetali per l’elevato contenuto di acido oleico, un acido monoinsaturo che svolge un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. E i suoi vantaggi aumentano quando si tratta di olio extra vergine di oliva, visto che in questo caso abbiamo anche la presenza di steroli e delle vitamine liposolubili A, D ed E, che hanno capacità protettive ed antiossidanti degli organi e dei tessuti dell’organismo e sono in grado di combattere l’arteriosclerosi e l’invecchiamento nonché di prevenire alcuni tipi di tumore.
Insomma: un olio extra vergine di qualità non può assolutamente mancare dalle nostre tavole.