La giornata della donna ANMIL

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Presentato il 26 febbraio lo studio per la sicurezza delle donne che operano nel campo dell’assistenza sanitaria e il Disegno di Legge a tutela dei superstiti dei caduti sul lavoro e delle vittime del lavoro

Lo studio presentato dall’ANMIL (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) sui rischi legati al lavoro delle donne che operano nel settore della sanità si intitola “Prendersi cura di chi ci cura – La sicurezza e la tutela sul lavoro delle donne che operano nel campo dell’assistenza sanitaria” ed è stato realizzato da alcuni dei più qualificati professionisti ANMIL in materia statistica e giuridica.

Contemporaneamente, è stato presentato il Disegno di Legge n. 1769 della Senatrice Silvana Amati a tutela dei superstiti dei caduti sul lavoro e delle vittime del lavoro. Scopo del DdL è quello di migliorare la tutela di vedove e orfani di caduti sul lavoro, oggi assolutamente inadeguata e fonte di iniquità. La senatrice Amati ha accolto le istanze dell’ANMIL presentando tale Disegno di Legge di cui alleghiamo il testo in calce all’articolo.

Per quanto riguarda la scelta del tema dell’indagine, il Presidente dell’ANMIL, Franco Bettoni, afferma che è frutto della valutazione dei dati INAIL dai quali emerge che nel settore sanitario la presenza femminile raggiunge circa il 70% del personale. Tale preponderanza non è più circoscritta a categorie storicamente femminili e di supporto, come la professione infermieristica, ma inizia a incidere anche sui ruoli apicali. Nell’arco di una quindicina di anni, infatti, sono quasi raddoppiati i direttori generali donna mentre i “medici in camice rosa” hanno nettamente sorpassato gli uomini.
Da questa situazione consegue che la sanità risulta uno dei pochissimi settori in cui l’incidenza degli infortuni femminili è superiore a quella maschile e, pur causando infortuni di non elevata gravità, provoca 600mila giornate lavorative perse.
Oltre il 15% di tutte le donne infortunate opera in ambito sanitario e, data la grande varietà delle lavorazioni cui sono adibite, gli infortuni sono riconducibili alle cause più diverse, cui si aggiunge anche un altro rischio di natura molto particolare e diffuso soprattutto tra le operatrici di questo settore, ovvero l’“aggressione o violenza da parte di estranei” (pazienti psicolabili, parenti etc.). Sebbene gli esiti di questa mancanza di sicurezza non siano particolarmente gravi in termini di salute, le ripercussioni sulla qualità della vita e nella gestione familiare sono molto più pesanti.

Il presidente Bettoni ha così parlato dello studio: “Tra i tanti temi affrontati, quest’anno abbiamo voluto puntare l’attenzione sui rischi (vecchi e nuovi) presenti in Sanità, con una ricerca che riguarda i profili di maggiore vulnerabilità per le lavoratrici: quei rischi emergenti e più allarmanti per le statistiche e per la medicina (lo stress da lavoro, la violenza e le aggressioni, i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico), in un contesto normativo che a tali fattori non appresta ancora un quadro di tutele completo e dettagliato. L’ANMIL ha voluto così fornire un contributo all’operato di tutti gli attori, pubblici e privati, nella individuazione di strumenti organizzativi e giuridici e di buone pratiche che aiutino a rendere il settore più sicuro ed al contempo più produttivo e più funzionale all’obiettivo di tutelare la salute dell’intera popolazione”.

La ricerca è suddivisa in tre parti principali: il quadro statistico; il quadro medico e il quadro giuridico. Il volume svolge dapprima un’attenta analisi del fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali, per procedere poi ad un’approfondita disamina della legislazione vigente, della contrattualistica e delle pronunce dei giudici, concludendosi con esempi di buone prassi.

Il presidente dell’ANMIL ha tenuto a sottolineare anche un altro aspetto dell’attività dell’associazione: “stiamo vincendo anche la battaglia per tutelare le donne che lavorano dal dover subire passivamente, nella solitudine e nel silenzio, le violenze psicologiche di genere che le hanno tradizionalmente vessate: lo stalking, cioè molestie continuative gravi e assillanti, lo streaming, ovvero quelle azioni isolate ostili e stressanti, ed il mobbing, cioè il terrore psicologico sul luogo di lavoro, non vedono più le donne senza difesa e senza tutela”.

In particolare è stato messo in evidenza il lavoro del “Gruppo donne per le politiche femminili”, composto a livello nazionale da donne infortunate e da vedove di caduti sul lavoro: Maria Agnello, Alessandra Caponi, Michelina Ferrazzo, Manuela Guidetti, Graziella Nori e Patrizia Sannino.
La stessa Graziella Nori ha voluto ringraziare la Senatrice Silvana Amati per aver presentato il nuovo progetto normativo al Senato innanzi ai presidenti delle Commissioni lavoro di Senato e Camera e della Commissione parlamentare Infortuni. “Il Gruppo Donne ANMIL per le Politiche Femminili” ha detto “è un gruppo di lavoro nato nel 2000 con lo specifico compito di promuovere iniziative a favore delle donne infortunate sul lavoro, ma anche di quelle mogli che sostengono le famiglie di coloro che rimangono permanentemente invalidi a causa del lavoro e di quelle vedove che per la mancata sicurezza del posto di lavoro si ritrovano sole con un dolore impagabile e a portare avanti una famiglia con un risarcimento assolutamente iniquo e inadeguato. Il nostro obiettivo è quello di individuare le loro particolari esigenze ed aspettative per trovare risposte concrete. Avendo provato sulla nostra pelle tutto questo, da donne che ascoltano le donne, in una dialettica che si rende particolarmente produttiva grazie a quell’empatia che si crea tra persone che hanno condiviso il medesimo dramma, abbiamo portato avanti negli anni, svariate iniziative per contribuire a far crescere l’interesse su questi temi. Lo abbiamo fatto attraverso la promozione di manifestazioni artistiche, concorsi canori, fotografici, o conducendo studi e ricerche aprendo dibattiti scientifici tutte con il medesimo fine: far comprendere le problematiche che quotidianamente devono affrontare le donne che sono state colpite non solo nella fisicità ma anche nella psiche a causa del lavoro ed hanno bisogno di supporti mirati. Grazie Senatrice per questa vicinanza che ormai non lascia più dubbi sulla sua genuina e profonda sensibilità verso le nostre tematiche”.

L’ANMIL – che da oltre 70 anni si occupa della tutela delle vittime del lavoro e raccoglie oltre 400mila iscritti – ha deciso di presentare queste due importanti iniziative a favore dell’intera categoria delle vittime del lavoro in occasione degli eventi dedicati alla giornata internazionale della donna (come si sa, ormai da anni anche se la giornata della donna si celebra l’8 marzo, gli eventi ad essa correlati si attuano nell’arco dei 15 giorni precedenti e successivi). Alla presentazione hanno partecipato: la Sen. Silvana Amati, Segretario di Presidenza del Senato e Componente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione diritti umani (prima firmataria del Disegno di legge), il Presidente nazionale ANMIL Franco Bettoni e due rappresentanti del Gruppo Donne ANMIL per le Politiche femminili. Inoltre, nello specifico lo studio è stato presentato da una parte degli autori, e precisamente: Franco D’Amico, Coordinatore dei Servizi Statistico-informativi ANMIL; Maria Giovannone, Responsabile scientifico ANMIL Sicurezza e Domenico Della Porta, Medico del lavoro e Consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali del Senato.
Sono poi intervenuti: il Sen. Maurizio Sacconi, Presidente Commissione Lavoro del Senato; la Sen. Camilla Fabbri, Presidente Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali del Senato; l’On. Cesare Damiano, Presidente Commissione Lavoro della Camera; Francesco Rampi, Presidente CIV INAIL e il Direttore generale dell’INAIL Giuseppe Lucibello.

E concludiamo con le parole tratte dal discorso della componente del gruppo di lavoro dell’ANMIL, Graziella Nori, alle quali ci associamo: “è per me motivo di stimolo a migliorare la condizione delle donne nel mondo del lavoro, vedere ogni giorno con quanto impegno le lavoratrici difendono la propria professionalità ed i propri diritti affinché diventino patrimonio comune di una cultura nuova a difesa e a sostegno dell’occupazione femminile, in regime di parità di reddito, di opportunità e di sicurezze”.

pdf Scarica le tabelle numeriche ANMIL

pdf Scarica la sintesi dello studio ANMIL

pdf Scarica il Disegno di Legge 1769 sui trattamenti spettanti al coniuge superstite e ai figli dei caduti sul lavoro

(D.M.)