La reindustrializzazione di Livorno

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In arrivo 5 milioni di euro per aprire nuovi incubatori nelle aree dismesse e 30 milioni di euro in più per il Porto di Livorno

La Giunta toscana ha messo a punto ulteriori strumenti operativo a sostegno dello sviluppo dell’area. L’assessore alle attività produttive, credito e lavoro, Gianfranco Simoncini, ha annunciato che, oltre alle risorse già previste in relazione all’accordo di programma, la giunta ha inserito nella proposta di variazione di bilancio appena approvata (2 marzo 2015) un ulteriore stanziamento di 5 milioni destinati a finanziare la realizzazione, da parte del Comune di Livorno, di un polo tecnologico/incubatore d’impresa all’interno di strutture industriali dismesse (come quelle ex Trw e Delplhi).

Inoltre la giunta ha deciso “di proporre al consiglio regionale di portare a 200 milioni (contro i 170 milioni inizialmente previsti) lo stanziamento per il cofinanziamento della Darsena Europa, 30 milioni in più, quindi, chiedendo l’autorizzazione a contrarre un mutuo. In parallelo all’accordo di programma  si sta lavorando per arrivare alla definizione di due protocolli d’intesa: uno fra la Regione Toscana e il Comune di Livorno e l’altro fra Regione e Comuni di Collesalvetti, Rosignano, Cecina e Castagneto Carducci”.

 

Questi strumenti finanziari si aggiungono alle risorse e agli interventi già previsti e destinati a rientrare nell’accordo di programma, nonché a quelli già messi in cantiere dalla Regione per favorire lo sviluppo dell’area. Fra questi, Simoncini ha ricordato i 9 milioni stanziati per lo scavalco tra porto e interporto, i 10 milioni stanziati per il sostegno ad imprese che investiranno nell’area livornese, l’abbattimento dell’Irap e le premialità che vengono inserite su tutti i bandi regionali per Livorno (come per le altre 2 aree di crisi regionali).

Sul fronte del sostegno all’occupazione la Regione riserverà a Livorno 1 milione di euro, mentre potranno essere previste premialità specifiche per l’utilizzo di interventi di formazione continua (in base alla legge 236/93) per i lavoratori di aziende insediate nelle aree di crisi.

E non è finita, poiché è già in agenda un nuovo incontro, previsto per il 12 marzo, al MISE (Ministero dello sviluppo economico), dal quale ci si attende da parte del governo una indicazione sulle risorse che intende investire a sostegno dell’accordo di programma.