La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma

ballerina

Una scuola di avviamento professionale che rappresenta una delle tre eccellenze in Italia. Scuola tra le più antiche e prestigiose, venne fondata nel 1928 e oggi la dirige l’étoile, già prima ballerina del corpo di ballo dell’Opera di Roma, Laura Comi

di Daniela Molina, giornalista


Tra le professioni artistiche che richiedono grande passione ed impegno, di sicuro quella della danza classica è una delle più affascinanti. Ma come si può intraprendere questa carriera? I primi passi – è il caso di dirlo – si possono fare proprio grazie alle Scuole professionali del settore e tra queste una delle eccellenze la rappresenta la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma. Per offrire alle nostre lettrici e ai nostri lettori una panoramica completa di questa Scuola ci siamo recati presso la sua sede ed abbiamo chiesto alla sua direttrice, l’étoile della danza Laura Comi, di parlarci dei vari corsi formativi (ce ne sono di tre tipi: quelli professionali rivolti ad allievi fino a 16 anni di età; quelli di adeguamento coreutico che si rivolgono ad allievi di età maggiore di 17 anni e quelli di Fisiotecnica propedeutica alla danza, per i bambini a partire dai 7 anni). Inoltre, abbiamo assistito alle prove dello spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate”, che andrà in scena durante la prossima settimana a Roma, al Teatro Nazionale, preparato dagli allievi della stessa Scuola e al quale parteciperanno alcuni elementi del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera. A questo riguardo abbiamo intervistato la coreografa Alessandra Delle Monache che, di origine italiana, attualmente insegna danza a Marsiglia, in Francia, dove vive da 20 anni. La coreografa – una delle poche donne in Europa ad esercitare questa professione – è venuta in Italia su richiesta della Scuola proprio per portare in scena questo spettacolo, di cui ha firmato anche la regia.

La Scuola di Danza classica

Le eccellenze della formazione professionale nel campo della danza classica sono tre: la Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, quella della Scala di Milano e quella del San Carlo di Napoli. Sono queste le più antiche e prestigiose scuole di danza dalle quali escono ballerine e ballerini fra i più perfettamente formati d’Italia. Aver seguito i corsi professionali di queste scuole infatti ha un valore già di per sé ed è, per i Teatri che offrono opportunità lavorative in questo settore, una sorta di assicurazione di competenza.

comiLa Scuola di danza diretta da Laura Comi si trova in via Ozieri n. 8, in un villino ubicato “in una via appartata e tranquilla a ridosso dell’Acquedotto Felice, realizzato durante il pontificato di Papa Sisto V”.
La Scuola “è da sempre impegnata, attraverso una mirata selezione, a preparare bambini, adolescenti e giovani che intendono avviarsi alla professione del danzatore, con ammissioni annue di candidati provenienti da ogni parte d’Italia e che si svolgono nel mese di maggio”.
Gli allievi vengono suddivisi, in base all’età e al livello di tecnica conseguita, in vari corsi. Sentiamo dalle parole della direttrice esattamente come avviene questa suddivisione, quanto durano i corsi, quale impegno è richiesto agli allievi e quali prospettive di carriera hanno:

http://vimeo.com/122841528


Come abbiamo sentito, la Scuola offre agli allievi meritevoli la possibilità di partecipare, sin da giovanissimi, agli spettacoli di opere e balletti della stagione del Teatro dell’Opera affinché si abituino ad esprimersi fin dai primi anni di studio sul palcoscenico. Ciò significa anche venire a contatto con il mondo del lavoro, fatto che contribuisce ad una più completa formazione finalizzata a rendere i ragazzi preparati all’impegno professionistico. In quest’ottica, ogni anno la Scuola produce anche spettacoli propri, che vengono allestiti sia al Teatro Nazionale che al Teatro Costanzi. Quest’anno lo spettacolo, come abbiamo anticipato, si intitola “Sogno di una notte di mezza estate”, tratto dall’omonima opera di William Shakespeare, e si tiene presso il Teatro Nazionale. Le prossime repliche partiranno proprio la settimana entrante e saranno dirette soprattutto alle scuole, con degli specifici matinée, dal 24 al 27 marzo. Sabato 28 e domenica 29 invece lo spettacolo sarà aperto al pubblico di ogni età.
Abbiamo intervistato al riguardo la coreografa del balletto, regista dello spettacolo, Alessandra Delle Monache:

http://vimeo.com/122841529

L’importanza di far assistere a questi spettacoli gli alunni delle scuole statali di ogni ordine e grado è duplice: serve agli allievi della Scuola di Danza ad affinare la propria tecnica ma serve anche ad avvicinare i giovani italiani all’arte della Danza e della grande Musica, offrendo loro sempre nuove opportunità per conoscere la tradizione italiana in questo campo, in cui – si sa – siamo maestri. Così, se da una parte i giovani italiani possono sviluppare una cultura musicale di qualità, dall’altra i futuri professionisti si formano adeguatamente mettendosi direttamente alla prova.
Gli allievi della Scuola, grazie a questi spettacoli pubblici, vivono e/o assistono in prima persona a tutto ciò che concerne la realizzazione di uno spettacolo: dalle prove d’orchestra a quelle di scena, dall’allestimento delle luci alla creazione dei costumi e così via. Si tratta di una preparazione a 360 gradi, perché una Scuola professionale presta attenzione non solo all’insegnamento teorico ma anche alla pratica, nell’ottica dell’alternanza scuola-lavoro prevista dal nostro ordinamento ministeriale e dalle regole europee.

Ogni anno il Teatro dell’Opera indice una selezione per l’ammissione ai corsi della sua Scuola di danza. I bandi per l’anno scolastico 2015/2016 sono stati già pubblicati sul suo sito. Si tratta di 3 bandi distinti, a seconda del tipo di percorso formativo cui si vuole accedere, ovvero:
•    Corsi professionali, dal 1° al 6°, fino a 16 anni;
•    Corso di Adeguamento coreutico, a partire dai 17 anni;
•    Corso di Fisiotecnica propedeutica alla danza, dai 7 anni.

Riportiamo di seguito alcune immagini fotografiche scattate durante la nostra visita alla Scuola, in occasione delle prove del balletto,  perché mostrano l’impegno degli allievi e dei docenti nel realizzare… un Sogno, che non sia solo di una notte ma di tutta una vita. {gallery}2015/R1-1915G{/gallery}