Camusso: “Il Bonus da 1,6 miliardi è uno specchietto per le allodole”

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Critiche al Def del governo Renzi e proposte per aiutare l’Italia e gli italiani 

di Paola Paolicelli, giornalista

Susanna Camusso, leader della Cgil, durante la conferenza stampa del 14 aprile, presso la sede di Corso d’Italia, non ha risparmiato critiche al Documento di Economia e Finanza varato dal Consiglio dei Ministri il 10 aprile.

Dall’analisi del Def – ha detto Camusso – si evince che il testo presentato è in continuità con le politiche dei governi passati, perché scommette su di una ripresa senza nuova occupazione e perpetua le iniquità del sistema fiscale e i tagli alla spesa pubblica, a scapito del welfare e del lavoro. Si legge che la politica del Governo porterà un deciso recupero dell’occupazione nel prossimo triennio ma il tasso di disoccupazione previsto per il 2015 resta al 12,3%, il doppio di quello pre-crisi e non si prevede un recupero dell’occupazione perduta nemmeno nel 2019”.

Ma le criticità del Def sono molteplici e tra di esse – fa notare il Segretario della Cgil – non c’è traccia di una vera lotta all’evasione e all’elusione fiscale e contributiva.
Ed in termini di lavoro come intende comportarsi l’attuale Governo? Purtroppo – sempre secondo l’analisi fatta dalla Cgil – nulla si è deciso in tal senso. Infatti, non sono previste risorse per i lavoratori pubblici, né per la contrattazione delle retribuzioni, né tanto meno per lo sblocco del turn-over occupazionale.
Una definizione annienta, totalmente, l’operato di Renzi e della sua compagine: “specchietto per le allodole” che si riferisce, secondo la Ccamusso, al tesoretto di 1,6 miliardi di euro individuato dal Governo. La numero uno della Cgil ha sottolineato che proprio il Def lo considera un una tantum, mentre aggiunge che “bisogna recuperare tra i 10 e i 16 miliardi per evitare la clausola di garanzia”.

A sostegno degli italiani e dell’Italia la Cgil ha elaborato tre proposte che possono guidare l’Italia nel “verso giusto”.
La prima riguarda l’introduzione di un’imposta sulle grandi ricchezze finanziarie, misura necessaria per ottenere risorse per realizzare un Piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile. L’azione ideata non andrebbe a gravare sui redditi più esigui, ma tasserebbe solo il 5% delle famiglie italiane finanziariamente più ricche, con aliquota progressiva per la parte eccedente i 350mila euro. Il gettito potenziale è di 10 miliardi di euro l’anno.
La seconda, invece, tocca la tassazione sulle successioni, per sostenere investimenti pubblici e nuova occupazione, nonché evitare ulteriori tagli al welfare e, in particolare, alla sanità pubblica. Con questa operazione si recupererebbero di circa 4 miliardi di euro l’anno.
Infine, la Cgil propone di utilizzare i fondi pensione dei lavoratori anche per lo sviluppo del Paese, coinvolgendo le parti sociali e la Cassa depositi e prestiti. Quest’ultima dovrebbe individuare specifici strumenti finanziari per far sì che i fondi possano essere strumenti utili per rilanciare politiche di creazione di occupazione e di sostegno allo sviluppo infrastrutturale, sociale e produttivo del Paese, tutelando il risparmio previdenziale e garantendo la redditività dei patrimoni.

Che siano giuste o sbagliate le critiche mosse e le successive misure elaborate, non spetta a noi dirlo. Ci auguriamo, solo, che l’Italia possa ripartire e garantire a tutti una migliore qualità della vita.