Expo 2015, il punto di vista delle donne

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Spunti, argomenti di discussione, stato dell’arte delle questioni femminili 

di Daniela Delli Noci, giornalista

In vista dell’Esposizione universale 2015 di Milano, il Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio ha deciso di fare il punto della situazione e a tale scopo ha organizzato, il 27 marzo, una conferenza stampa in collaborazione con gli Stati generali delle donne, costituiti alla fine dello scorso anno per riflettere sul lavoro femminile. Le esperienze regionali saranno poi raccolte in un documento da presentare nella sede di Expo a settembre.

Un’ottima opportunità, quella di Expo 2015, per portare all’attenzione internazionale le relative istanze. Non sarà quella, tuttavia, l’unica sede per poterlo fare: è in programma nello stesso capoluogo lombardo, dal 26 al 28 settembre 2015, la “Conferenza mondiale delle donne, Pechino vent’anni dopo”, ulteriore evento di portata internazionale, dedicato però interamente all’universo femminile.

“Stiamo raccogliendo proposte concrete in tutti i luoghi” ha detto Isa Maggi, coordinatrice delle rappresentanti degli Stati generali delle donne, nonché presidente nazionale di Business Innovation Center e coordinatrice di “Sportello Donna” a Pavia “per realizzare il dossier sul lavoro delle donne. Dobbiamo immaginare un patto tra le generazioni, un’apertura ai più giovani, donne e uomini; inoltre, abbiamo già ipotizzato un percorso oltre Expo, da realizzare nel Mediterraneo. La rinascita può passare anche attraverso il coinvolgimento di questi Paesi”.

Sono molti i problemi da affrontare e sarebbe sbagliato pensare che siano sempre gli stessi. La definizione di “nuove povertà”, ad esempio, assume forme diverse, che fanno lanciare grida d’allarme: ci sono donne che, pur di non perdere il posto di lavoro, decidono di abortire. A sottolinearlo è stata Paola Petrucci, Consigliera di parità per la Regione Marche, che ha parlato delle tre tematiche individuate a livello locale: “Oltre alle nuove fragilità, si tratta del lavoro e delle aziende nel Mediterraneo”. Nella sua regione, infatti, vi è una forte vocazione legata al mare e le donne tradizionalmente realizzano le reti per pescare e si occupano delle aziende ittiche. Inoltre – ha sottolineato la Consigliera marchigiana – le famiglie più bisognose hanno ricevuto delle tessere da spendere nell’Emporio Caritas, anziché pacchi a sorpresa; a dicembre è stato caricato addirittura un valore doppio, una sorta di tredicesima. Aiuti concreti, buone pratiche di cui tenere conto.

“Anche noi cercheremo di utilizzare le buone pratiche, parleremo di agroalimentare e di cultura, ma dobbiamo pensare anche alle donne nel pubblico impiego, cercando di fare un lavoro di bilancio e di proposta.” Lo ha precisato Alida Castelli, Consigliera di parità del Lazio, che, con riferimento ai Comitati per le pari opportunità nelle aziende, ha sottolineato come sia inutile creare figure istituzionali per poi privarle di potere.

“Nei settori protagonisti dell’Expo – agroalimentare e turismo – è consistente la presenza femminile” ha rilevato Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere. “Sono molte le imprese femminili che hanno sposato il progetto di valorizzazione della filiera dell’agroalimentare che Unioncamere ha lanciato con la piattaforma web Italian Quality Experience. Sono, infatti, già più di 700 su 3.200 i profili aziendali femminili inseriti e personalizzati in questo strumento pensato proprio in funzione dell’Esposizione universale. Italian Quality Experience è una vetrina virtuale alla quale possono aggiungere informazioni gratuitamente tutte le imprese agroalimentari per avere visibilità anche a livello internazionale. Inoltre, per sostenere l’intraprendenza femminile” ha aggiunto Pompei, “abbiamo creato una sezione speciale all’interno del portale Internet dei Comitati per l’imprenditoria femminile (imprenditoriafemminile.camcom.it) quotidianamente aggiornata con iniziative e informazioni utili per le donne che vogliano cogliere le opportunità offerte da questo importante appuntamento”.

Sempre con riferimento all’Expo di Milano, la presidente nazionale dell’organizzazione Soroptimist International, Annamaria Isastia, ha precisato: “Avremo uno spazio nel padiglione Italia, dove presenteremo due progetti, uno sui ricorsi paralegali in Uganda e l’altro sul microcredito per le donne del Mali. In Ruanda svolgiamo attività di insegnamento relativa all’agricoltura, che va dalla coltivazione della terra fino alla commercializzazione. Molti decessi, infatti, sono legati alla cattiva alimentazione e realizziamo corsi per sensibilizzare i ragazzi ed educarli ad una sana alimentazione”. Soroptimist International è una realtà nata negli Usa ai primi del Novecento e oggi diffusa in 125 paesi, con circa 90 mila socie che si occupano di migliorare lo status delle donne.