Fondi europei per la ricerca: in Toscana disponibili 9 milioni di euro

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Il bando aperto fino al 30 maggio si rivolge a enti di ricerca pubblici o gestori di infrastrutture di ricerca consorziati 

La strategia della Regione Toscana in questo momento in bilico tra prosecuzione della crisi e primi accenni di ripresa sembra essere quella dell’investimento in occupazione e sostegno all’impresa e alla ricerca. Va in questa direzione il bando dedicato al rafforzamento del sistema regionale del trasferimento tecnologico – che rientra nella più ampia strategia regionale “Smart specialisation” – pensato per sostenere le infrastrutture di ricerca mediante il cofinanziamento di progetti legati a ICT e fotonica, fabbrica intelligente, chimica e nanotecnologia.

I fondi a disposizione per questo bando arrivano dall’anticipazione di risorse da parte della Regione sul Por Fesr 2014-2020 e, al momento, ammontano a 9 milioni di euro. Le domande di partecipazione, da inviare esclusivamente online entro il 30 maggio, si possono scaricare dal sito di Sviluppo Toscana (sviluppo.toscana.it/bandi).
Si tratta di un’agevolazione in forma di contributo in conto capitale, per un massimo del 50% del costo totale ammissibile su un investimento compreso tra i 3 e i 5 milioni di euro.

Il collegamento con il mondo dell’impresa. Il bando si rivolge in prima battuta a enti di ricerca pubblici o gestori di infrastrutture di ricerca, ma la vicinanza con il mondo imprenditoriale è sottesa alla premiazione dei progetti: nel bando si legge, per esempio, che “le infrastrutture di rilevanza regionale saranno selezionate sulla base di criteri orientati a cogliere il prevedibile impatto scientifico, tecnologico e socioeconomico sui territori, il collegamento con il sistema delle imprese locali e la capacità prospettica di autosostenersi”. Più in generale, l’obiettivo del bando è “superare la frammentazione distribuita nel sistema della ricerca pubblica regionale ed incentivare le forme di una loro utilizzazione anche in forma collaborativa e/o cooperativa da parte delle micro piccole e medie imprese (MPMI)”.
E ancora, il collegamento e lo scambio tra il mondo della ricerca e dell’azienda emerge da altri fattori previsti dal bando: tra i criteri di selezione dei progetti troviamo anche la voce dedicata alle “ricadute territoriali”, relativa cioè anche al “collegamento prospettico con il sistema delle imprese locale e a livello sovraregionale”. Questo capitolo pesa per un massimo di 35 punti sui 100 complessivi che un progetto può riuscire ad avere. La premiliatà dei progetti aumenta inoltre (di massimo 20 punti) nel caso in cui si prevadano “modalità di collaborazione con imprese private (ex laboratori congiunti pubblico/privato)”.

Cosa si può finanziare? I progetti dovranno essere relativi al potenziamento di infrastrutture già esistenti o realizzazione di nuove infrastrutture nei capitoli ICT e fotonica, fabbrica intelligente, chimica e nanotecnologia. In concreto, solo per fare qualche esempio, si potranno andare a finanziare nuovi specifici laboratori di ricerca, di prove o di analisi. Si potranno dunque cofinanziare, ancora a titolo esemplificativo, i costi di macchinari, strumenti, attrezzature ed impianti, ma anche costi di fabbricati e terreni.
Possono chiedere un cofinanziamente un numero minimo di 4 organismi di ricerca, organizzati in forma collaborativa, ciascuno autonomo ed indipendente, non appartenente alla stessa entità legale.

Contatti: sono stati predisposti due indirizzi di posta elettronica specifici per avere ulteriori chiarimenti su questo bando: bandoir@regione.toscana.it e assistenzabandoir@sviluppo.toscana.it.
Per informazioni sulla compilazione online si può scrivere a supportobandoir@sviluppo.toscana.it.

Alleghiamo il testo del bando, mentre a questo link si trova la documentazione completa 
pdf Scarica il bando!

(A.F.)