Rilanciare l’economia, promuovere la legalità in Italia. Il convegno organizzato da Sui Generis Network

sui-generis

Si è tenuto il 1° Aprile a Roma “Economia e Legalità”, il primo convegno dell’associazione che si pone come “router civico” per la crescita del Paese

Un tema molto caldo in questo periodo, quello della legalità, legato al contesto economico italiano, che il convegno, realizzato nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha affrontato in un dialogo importante tra le massime istituzioni e alte cariche private impegnate nel rilancio del nostro Paese.

Donatella Visconti, Presidente di Sui Generis Network, commenta così la necessità di dare voce al tema oggetto dell’incontro: “Negli ultimi anni di crisi economica e sociale, la legalità è stata spesso ferita con effetti devastanti su cittadini, imprese ed economia tutta. Il rispetto delle regole comuni è fondamento del vivere civile, affermazione di responsabilità sociale necessaria a costruire e difendere il futuro delle prossime generazioni. Sui Generis Network, ha scelto di contribuire alla crescita del Paese come ‘router civico’ che allea idee e progetti nell’attuale fase di radicale ristrutturazione dell’architettura istituzionale ed economica dello stesso, sentendo fortemente la necessità di dare il proprio sostegno all’incisiva azione riformatrice avviata dal Governo”.

I lavori sono stati aperti dai saluti di Linda Lanzillotta, Vicepresidente del Senato della Repubblica, la quale ha espresso la necessità di combattere la corruzione dal punto di vista della cultura facendo leva sulla trasparenza del diritto societario, sull’utilizzo della tracciabilità dei processi per combattere l’evasione fiscale e, per ultimo ma non da ultimo, sull’importanza del ruolo delle donne, sia nelle alte cariche pubbliche che in quelle private, come portatrici di una cultura della legalità.

Gianni Melilla, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, rileva come nuove leggi e regolamenti da soli non bastino per combattere l’illegalità se non si adotta un’etica del comportamento nell’economia e come non sia sufficiente attuare sistemi repressivi per combattere la cultura che gestisce il malaffare.
Accanto al lavoro continuo del Parlamento – che si opera da anni per una legislazione che combatta l’illegalità – appare necessario, sia nelle imprese pubbliche che in quelle private, introdurre concetti come il bilancio morale, l’etica dell’impresa e la responsabilità sociale come basi imprescindibili per una buona riuscita del dialogo tra economia e legalità.

L’importanza della formazione dei dirigenti è invece al centro dell’intervento di Alfonso Sabella, Assessore alla Legalità e Trasparenza per il Sindaco di Roma. Investire le risorse economiche sulla preparazione professionale della classe dirigenziale consentirebbe di ridurre la presenza di quei dirigenti corrotti o indagati e che, per una serie di tutele contrattuali, non possono essere licenziati. Questo problema può essere arginato anche attraverso l’aumento dei controlli dei dirigenti della Pubblica Amministrazione, ad esempio attraverso un monitoraggio del loro stile di vita. Sabella sottolinea, inoltre, l’esistenza perdurante di un sistema di tangenti che non è scomparso ma si è spostato semplicemente dal terreno della politica a quello dell’amministrazione.

Dopo questa apertura Donatella Visconti introduce il convegno presentando l’impegno di Sui Generis in un’azione di “volontariato civico” sui temi della legalità, che si attua percorrendo tre vie:

  • il convegno “Economia e Legalità”;
  • un’attività formativa sui cittadini nelle diverse fasce d’età, al fine di far riscoprire lo spirito della comunità reinserendo ad esempio nelle scuole l’insegnamento dell’educazione civica e del diritto pubblico;
  • la “banca civica del tempo” per gli adulti, per arricchire la formazione e l’informazione della cittadinanza nei riguardi delle istituzioni dello Stato.

Giovanni Legnini, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura pone l’accento sull’importanza dell’affidabilità del sistema giudiziario e del fatto che non ci sono atti o documenti di programmazione per la legalità che non richiamino tale concetto.
L’economia illegale e sommersa è fortissima, continua Legnini, ma va combattuta con un’azione costante di controllo e anche attraverso il corretto funzionamento del sistema giurisdizionale. Negli anni c’è stato un progressivo indebolimento della Legge sul problema della legalità nell’economia, ma la presenza delle leggi non è comunque sufficiente se queste non vengono attuate. Il sistema giuridico e legislativo deve essere revisionato perché il problema endemico della sua lentezza non fa che agevolare la profusione delle attività illegali.

Lo Stato deve essere presente per tutelare la legalità: è questo il monito di Raffaele Squitieri, Presidente della Corte dei Conti. “L’acuirsi dei fenomeni di malversazione e l’evolversi dei sistemi di elusione o violazione dei precetti di legalità, impongono vere e proprie ‘alleanze’ tra le istituzioni pubbliche, al fine di ampliare la propria efficacia operativa e di ottimizzare l’impiego delle risorse. Parallelamente, occorre fare leva su un’etica pubblica e una cultura dell’amministrazione del pubblico bene, veri antidoti della corruzione”.

Autorevole l’intervento di Giovanni Pitruzzella, Presidente Autorità Antitrust, il quale sottolinea come i concetti di mercato e diritto si intersechino costantemente influenzandosi vicendevolmente. L’attività dell’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) svolge un ruolo fondamentale per garantire l’applicazione delle norme di legalità soprattutto attraverso l’applicazione di quelle sull’abuso di posizione dominante e di cartello; solo con il rispetto di tali regole si rende possibile una concorrenza leale nel mercato economico che può agevolare il cittadino consumatore.
In questo periodo, inoltre, l’Antitrust sta ponendo particolare attenzione alle gare pubbliche intensificando la lotta ai possibili cartelli tra aziende che vi partecipano con la collaborazione delle stazioni appaltanti. A tal proposito ha predisposto un vademecum da inviare ai soggetti che bandiscono le gare perché assumano un ruolo di ‘sentinella’ segnalando all’Autorità anomalie, tipiche di comportamenti potenzialmente distorsivi della concorrenza. Il vademecum ha l’obiettivo di aiutare le stazioni appaltanti a percepire i segnali di un’alterazione concorrenziale, identificando le anomalie comportamentali sintomo di distorsioni concorrenziali, la cui effettiva sussistenza sarà tuttavia accertata solo dall’esito del procedimento istruttorio che l’Autorità dovesse ritenere di avviare in seguito alle segnalazioni pervenute.
L’Antitrust suggerisce innanzitutto di valutare il contesto. I cartelli si realizzano, infatti, con maggiore frequenza quando i mercati interessati hanno alcune caratteristiche:

  • pochi concorrenti o concorrenti caratterizzati da analoga efficienza e dimensione;
  • riguardano prodotti omogenei;
  • c’è una perdurante partecipazione alle gare delle stesse imprese;
  • l’appalto è ripartito in più lotti dal valore economico simile.

Un’altra interessante iniziativa che contribuisce all’attività di monitoraggio, continua Pitruzzella, è il Rating della legalità, nato a fine 2012 e in costante aggiornamento, ovvero un rating etico che garantisce lo standard dell’attuazione dei principi etici nei comportamenti aziendali. In conclusione, il presidente dell’Antitrust fa leva sulla necessaria e sempre più impellente riforma della P.A. in quanto, citando l’ultimo libro di Francis Fukuyama: “Amministrazione autorevole uguale crescita economica”.

Filippo Bubbico, Viceministro dell’Interno, esordisce con un numero: “60 miliardi di euro l’anno” ovvero il costo approssimativo della corruzione e del malaffare nel nostro Paese, calcolato qualche tempo fa dalla Corte dei Conti. Ci si interroga su quanti investimenti in formazione, istruzione, infrastrutture e posti di lavoro si possano creare con questa cifra, ovviamente tanti. Ma non sono solo questi mancati investimenti gli unici danni che l’illegalità arreca alla nostra società: la criminalità, la cultura dell’illegalità e la corruzione sono nemiche della crescita soprattutto perché erodono il futuro e cambiamento dei giovani.
Bubbico ha poi sottolineato come la gestione della cosa pubblica alla stregua dell’azienda privata, rendendo più snelli molti processi con un significativo recupero dell’efficienza, abbia generato effetti negativi in quanto l’eliminazione dei controlli interni fatto per snellire i processi ha generato un incremento della presenza dell’illegalità e anche della mafia, specie negli enti locali. È pertanto necessario mettere in pratica regole che possano essere misurate in termini di efficacia sia a livello di processo che di risultato, per combattere la presenza mafiosa specie in alcune aree del nostro Paese. E per misurare l’efficacia è indispensabile il recupero della stabilità dei quadri regolatori.

Molto pratico l’intervento dell’On. Angelo Rughetti, Sottosegretario di Stato alla Semplificazione e alla Pubblica Amministrazione, che pone un interrogativo su quali siano gli strumenti per cambiare la direzione e traccia in tre ambiti specifici la risposta del Governo:

  1. Ambito penale: come aumentare il livello di prescrizione dei reati come il falso in bilancio, etc.;
  2. Ambito amministrativo: ovvero eliminare i centri di spesa, ridurre i punti di contatto tra P.A. e imprese, standardizzazione dei processi autorizzativi della P.A., ridefinizione delle modalità di selezione del personale della P.A., porre la formazione del personale come elemento essenziale e soprattutto colmare il gap dell’assenza di amministratori di processi;
  3. Ambito della trasparenza del procedimento amministrativo, di qui la tracciabilità diviene elemento fondamentale.
  4. Rughetti conclude affermando come sia necessario che vi siano, nell’ambito del riordino normativo della macchina pubblica, poche norme, scritte in modo chiaro, la cui comprensione ed attuazione non generi dubbi nell’interpretazione né ulteriori oneri da parte della P.A.

Forte anche la presenza della Guardia di Finanza con l’intervento di Saverio Capolupo, Generale di Corpo d’Armata, il quale sottolinea il ruolo di polizia economico-finanziaria del Corpo che, in coerenza con le direttive dell’Autorità politica, ha rafforzato l’azione di prevenzione e repressione di frodi, sprechi, diseconomie ed inefficienze.
Occorre agire su strumenti preventivi più che su quelli repressivi ed è per questo che la GdF ha adottato percorsi operativi sempre più efficaci in tutti i segmenti della mission istituzionale: dall’evasione ed elusione fiscale al riciclaggio di denaro sporco, dalle infiltrazioni delle organizzazioni criminali nel circuito dell’economia legale ad ogni altro illecito in grado di generare effetti distorsivi sulla possibilità delle imprese di competere in modo sano e virtuoso.

Nella seconda parte della mattinata si sono intervallati diversi relatori tra cui Paola Balducci, Prof. Università di Bari e membro del CSM; Alessandra Guidi, Direttore del Comitato di Coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle Grandi Opere; Luisa Todini, Presidente di Poste Italiane che commenta la necessità di collaborazione tra pubblico e privato per diffondere, favorire e consolidare best practice sulla trasparenza delle procedure e sul comportamento etico dei singoli, delle imprese e delle istituzioni. Poche regole semplici e rigorose anzitutto facendo funzionare il libero mercato, riconoscendo il merito ed eliminando le rendite di posizione. In particolare, la tutela della legalità, per Poste Italiane significa la prevenzione e il contrasto di crimini e frodi a danno dei clienti attraverso sistemi di controllo sia dei reati tradizionali sia del Cyber Crime.

È presente anche Domenico Casalino, Amministratore Delegato Consip Spa, lo strumento di politica industriale del Paese. Casalino sottolinea come i temi degli sprechi, della corruzione e delle frodi negli appalti pubblici causino un senso di sfiducia dei cittadini e delle imprese anche estere nei confronti della P.A. e nella sua capacità di gestire la cosa pubblica in modo efficiente e trasparente.
La legalità, la trasparenza e l’efficienza negli appalti non hanno solo un valore sociale ed etico, ma anche economico, in quanto garantiscono alle imprese le più ampie condizioni di ingresso e di partecipazione alle forniture pubbliche, che valgono il 9% del PIL.
La Consip, continua l’A.D., si lavora applicando la regola delle 3 P per garantire una corretta gestione degli appalti: Programmazione, Progetti, Persone. La programmazione delle gare, comunicata in modo trasparente al mercato, garantisce trasparenza e accesso alle forniture. La progettazione rende ogni gara un’opportunità di sviluppo e non un mero adempimento mentre, riguardo alle persone, solo professionisti qualificati possono garantire un risultato di qualità.
Il Governo, conclude Casalino, ha avviato una riforma decisiva per il settore, che migliorerà la legalità e la trasparenza negli appalti pubblici grazie alla riduzione delle stazione appaltanti per i grandi contratti.

Gli altri relatori della giornata sono stati: Marco Gay, Presidente Giovani Confindustria, Patrizia Grieco, Presidente Enel, Franco Ferrari Aggradi, Consigliere Confcommercio e Presidente Assopetroli-Assoenergia, Stefano Micossi, Dir. Gen. Assomine e, infine, Maria Rosaria Taddeo, Oxford University Segr. Gen. Worldwide Ethics Committee VIRTUTE – UE Horizon 2020.

Sui Generis. Informazioni sul network

Sui Generis Network (suigenerisnetwork.org) è un’associazione di donne, aperta anche agli uomini che ne condividano valori e finalità: promuovere e mettere in luce le eccellenze a livello nazionale e internazionale, con particolare riferimento all’esigenza prioritaria di favorire l’affermazione dei giovani nel mondo del lavoro.
La diversità è uno dei punti di forza dell’associazione: “Al suo interno troviamo donne e uomini di ogni convinzione politica, religiosa e nel rispetto del principio di laicità; riteniamo che le differenze rappresentino una ricchezza se messe insieme, in tal senso le persone che connettiamo con Sui Generis sono assolutamente eterogenee per età, professione e provengono dal mondo pubblico, privato, professionale, imprenditoriale, sportivo, culturale e scientifico” afferma la fondatrice e presidente Donatella Visconti. Una rete di persone ampia che rende l’associazione “un volano concreto per la promozione intellettuale e sociale delle eccellenze, finalizzato, attraverso la costituzione di un network di relazioni nazionali e internazionali, al sostegno e alla crescita del Paese”.
L’associazione ha individuato per il 2015 due temi principali su cui agire, con la creazione di tavoli di lavoro. Il primo è quello dell’economia e della legalità – di cui il convegno del 1° aprile ha rappresentato il punto di partenza e che sarà seguito da una serie di workshop più specifici. Il secondo è la crisi degli organismi di rappresentanza, per il quale è previsto un piano d’incontri con le segreterie dei sindacati e i rappresentanti di Confindustria e Confcommercio per creare un terreno di confronto da cui trarre l’impulso per una nuova rappresentatività.
L’altro tema caro a Sui Generis è quello della violenza contro le donne, e per il quale è già attiva con il proprio segretario generale a Londra, Gabriella Traversa, al fianco di Unite, la campagna delle Nazioni Unite per contrastarla.

Condividi