Roma guarda al futuro con la Maker Faire

maker-faire

Un evento che coniuga la grande bellezza con la capacità di innovarsi

di Daria Contrada, giornalista

Un mix di scienza, tecnologia, divertimento e business. Sono questi i punti chiave di Maker Faire Rome, la più importante fiera europea dell’innovazione, una manifestazione in grado di proiettare i visitatori nel futuro grazie ai suoi lungimiranti progetti dal sapore internazionale. Giunta alla sua terza edizione, la kermesse si svolgerà dal 16 al 18 ottobre all’interno della storica università romana, La Sapienza: “uno dei luoghi simbolo della cultura, uno dei più importanti del mondo accademico italiano ed europeo”, ha spiegato Riccardo Luna, curatore della manifestazione e nominato dal premier Matteo Renzi Digital Champion italiano. L’ateneo verrà letteralmente trasformato in una vera e propria città del futuro, con oltre 80mila metri quadri a disposizione di makers e visitatori: un modo per imparare a costruire il proprio smartphone, a stampare in 3d scarpe e gioielli o a rendere domotica la propria auto in pochi semplici gesti. Organizzata dalla Camera di Commercio di Roma, la fiera punta a rimettere al centro del dibattito sull’innovazione la città di Roma, un “punto logisticamente perfetto, che coniuga la grande bellezza con la capacità di innovarsi”.

Una manifestazione in continua crescita, che ha proposto 131 eventi solo nel 2014 e ha superato quota 1,5 milioni di visitatori dal suo lancio nel 2006 a San Mateo, in California. C’è tempo fino al 31 maggio per elaborare e presentare le proprie creazioni, una commissione valuterà i migliori progetti che avranno l’opportunità di venire esposti gratuitamente alla prossima fiera: una grande opportunità per Istituzioni e aziende di promuovere la propria immagine e venire a contatto con un pubblico ampio e qualificato.

Con oltre 600 invenzioni e 90mila visitatori, Maker Faire è la più grande esposizione europea di progetti legati alla creatività e alla manifattura digitale, la terza al mondo dopo San Francisco e New York per maggior numero di ‘FabLab’, una sorta di mini fabbriche dove si sperimentano le innovazioni. L’evento si rivolge a tutte le fasce d’età, la parola d’ordine è innovazione. Tra le novità di quest’anno si segnalano la creazione di una mega voliera per droni e l’aumento degli spazi dedicati agli artigiani innovativi, presenti in 80 stand grazie alla partnership con Cna e Confartigianato; e all’area kids, che vanta 3.500 metri quadri di attrazioni dove bambini e ragazzi potranno entrare in contatto con il mondo della programmazione, dell’elettronica, della robotica e della creatività digitale e realizzare concretamente robot, circuiti o video musicali. La fiera punta molto sul contributo delle nuove generazioni per portare avanti il rilancio della manifattura italiana, settore in cui siamo secondi in Europa.

{gallery}2015/C21-927G{/gallery}

“Siamo orgogliosi che anche grazie alla Maker Faire, Roma sia ormai la città europea più importante nel settore”, ha affermato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, presentando l’evento in una conferenza stampa. La nostra capitale “sta tornando ad essere la Roma che vorrei: una città vibrante, nella legalità contabile, che fa rivivere il suo straordinario patrimonio”.
L’amministrazione capitolina punta in alto, e ha in programma di rendere la kermesse un evento quotidiano. Come? Partendo dall’utilizzo della stazione ferroviaria di Roma Tiburtina, uno spazio “molto elegante all’interno di uno snodo che tra pochi mesi diventerà il principale centro nevralgico romano”. Il tutto però nel nome della meritocrazia: “queste persone che devono occupare gli spazi non devono essere scelti dall’amministrazione o dalla politica ma dai giovani stessi che decidano chi tra loro è migliore” ha aggiunto il primo cittadino . “È l’unico modo che abbiamo per vincere tutti.”

L’assessore alla Roma Produttiva, Marta Leonori, ha sottolineato la volontà che Roma diventi “un hub internazionale dell’innovazione per dimostrare che non siamo solo la città dell’archeologia ma anche del futuro”.
Paolo Masini, responsabile della Scuola, ha poi ricordato che “chi si occupa come noi di formazione ha grandi responsabilità verso i giovani: stiamo creando un piano di offerta formativa per le scuole di tutta Roma che punterà anche sui temi dell’innovazione”.

Numeri alla mano, ad oggi sono 128 le nuove imprese sul territorio e l’obiettivo è “di arrivare almeno a 500”, ha annunciato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e alle Attività produttive, Guido Fabiani, confermando l’impegno della Regione nel settore femminile: “sono 54 i progetti presentati da donne. Abbiamo un tessuto produttivo che va sostenuto con energie sempre nuove: le nostre parole chiave sono sviluppo ed innovazione e, quindi, per noi la politica di sostegno delle start-up è assolutamente una priorità”.