Toscana: i prossimi investimenti per supportare l’occupazione

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Fino al 2020 la Toscana potrà sfruttare 732 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo. Qui si gioca la carta della ripresa e la Regione lo sa bene 

di Lisa Baracchi, giornalista

Una larga parte di questi soldi saranno destinati a progetti per i giovani, soprattutto per la formazione professionale, universitaria e tecnica, ma è pronto anche un programma fatto di incentivi alle assunzioni, voucher per giovani imprenditori, tirocini e alternanza scuola-lavoro.

Al forum organizzato da Unione Europea, Governo e Regione Toscana al Palacongressi di Firenze, su «Giovani, crescita e occupazione» lunedì 23 marzo c’era anche il Ministro del lavoro Giuliano Poletti che ha acceso una discussione sulle vacanze scolastiche e il lavoro estivo quando ha detto: “Un mese di vacanza va bene. Ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione” ha spiegato. “I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali. Anche noi genitori, la società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro e le giovani generazioni”.

La valorizzazione degli istituti professionali e la lotta all’abbandono scolastico sono due temi che stanno a cuore al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che a margine del forum al Palacongressi ha spiegato: “I fondi europei serviranno anche per bandi per laboratori, insegnanti, progetti, dei professionali contro il fenomeno della dispersione scolastica e per un nuovo rapporto col mondo del lavoro”.
L’assessore allo sviluppo Gianfranco Simoncini ha ricordato invece che sarà la Regione ad assorbire il personale e le funzioni legate alla formazione che prima erano affidate alle Province per evitare «l’eccessiva frammentazione dei servizi all’impiego». Il governatore Rossi ha colto la palla al balzo per chiedere al Governo di “premiare” le Regioni più virtuose favorendo la gestione diretta dei centri per l’impiego pubblici”. Lo sperano anche molti lavoratori delle ex Province (in platea) e il Ministro Giuliano Poletti risponde alla fine di sì. Poi – aggiunge – quando entrerà in vigore la nuova Costituzione che ripartisce in modo diverso le competenze tra Stato e Regioni si vedrà il da farsi.

La Regione Toscana, prima nel panorama nazionale, non ha aspettato l’arrivo effettivo dei fondi ma ha deciso di anticipare 82 milioni dal suo bilancio per garantire la continuità dei servizi per l’impiego. Il via libera definitivo da Bruxelles permette ora di partire con la piena operatività ai programmi già avviati, come sono stati già avviati i tirocini curricolari, extracurricolari, e praticantati (8 milioni di risorse in anticipazione), i bandi per sostenere il coworking (200 mila euro), l’Istruzione e Formazione Professionale (circa 2 milioni).

Quali sono nel dettaglio gli investimenti? La scelta della Toscana è netta: i giovani sono una priorità e sulle politiche che li riguardano si concentra il 35% delle risorse, vale a dire oltre 255 milioni di euro in sette anni.
Oltre 380 milioni di risorse, pari al 52,2% del programma serviranno per incentivare l’occupazione. Serviranno fra l’altro a finanziare incentivi per assunzioni o stabilizzazioni di contratti di lavoro (17 milioni), a finanziare voucher per sostenere l’autoimprenditorialità tramite il coworking, ma anche lavori di pubblica utilità (con interventi mirati per le aree di crisi). E ancora a tirocini (66 milioni), orientamento, percorsi di apprendistato professionalizzante, istruzione e formazione professionale (38 milioni), alternanza scuola-lavoro (6,5 milioni) e si sommeranno alle risorse per il funzionamento dei centri per l’impiego, per gli incentivi per l’occupazione, agli specifici incentivi per le donne, che sono comunque un tema trasversale ai Por.
Con più di 146 milioni (20% del totale) verrà sostenuto l’accesso ai i servizi per la prima infanzia nei periodi di sospensione delle attività (29,3 milioni), per i bonus per i servizi per la prima infanzia (10,9 milioni) o per l’assistenza ad anziani e disabili (32,9 milioni). Altri 168 milioni (il 23%) servono per ridurre la dispersione scolastica, per la formazione finalizzata al reinserimento lavorativo (31,5 milioni), per quella finalizzata alle qualifiche professionali (38 milioni).
La Regione ricorda che con il precedente programma Fse 2007-2013 sono state utilizzate risorse pari a 637 milioni di euro e sono stati avviati 58.622 progetti: le donne rappresentano il 54% del totale dei beneficiari mentre i giovani sotto i 30 anni sono stati il 35%. Grazie al Fondo sociale europeo in Toscana è partita inoltre nel 2011 l’esperienza di Giovanisì (che ha utilizzato 400 milioni di euro) e ha reso tra le altre cose obbligatoria per legge una retribuzione ai tirocini, cofinanziandola in gran parte con proprie risorse.