Allarme infarto donna: una campagna per la prevenzione

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In Italia più di una donna su tre muore per malattie cardiovascolari. Ma quasi nessuna lo sa

di Amelia Vescovi, giornalista

Nel nostro Paese le donne muoiono principalmente a causa di malattie cardiovascolari ed infarto, con il 41,2% di tutti i decessi contro il 33,7% degli uomini. Eppure la maggior parte delle donne ignora questi dati, e non conosce le cause che provocano queste patologie letali. 

Dall’indagine condotta dall’Istituto Eikon, su un campione di 1.000 donne fra i 40 e i 60 anni, risulta che il 59% ritiene sia il tumore la prima causa di morte femminile, soltanto il 24% pensa che sia invece l’infarto il principale nemico, e solo il 21% sa che in menopausa il rischio aumenta.
Per diffondere la conoscenza e la prevenzione di queste malattie è partita la campagna di informazione Vivi con il Cuore, promossa da Abbott, con il patrocinio di SIC, Società Italiana di Cardiologia, ARCA, Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali, SIPMeL, Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio e SIBioC – Medicina di Laboratorio, Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica.

Nonostante non siano ancora sufficientemente informate circa le malattie cardiovascolari, le donne da sempre risultano più attente alla salute.
“Non credo che le donne si trascurino” dichiara la dottoressa Cristina Cenci, antropologa e fondatrice del Center for Digital Health Humanities. “La maggior parte delle donne intervistate nel corso dell’indagine ‘Vivi con il cuore’ ha dichiarato di essere molto attenta ai fattori di rischio cardiovascolari e di seguire i consigli del medico. In generale, le donne si autorappresentano più attente e sensibili degli uomini agli stili di vita e alimentari e alla prevenzione.”
E allora, perché questa disinformazione?
“Questo è il nodo chiave. In questo schema si immagina che i soggetti acquisiscano le informazioni e agiscano coerentemente. Non funziona così” prosegue la dottoressa Cenci. “Spesso le persone dispongono delle informazioni ma non le ‘vedono’. Le leve che spingono all’azione sono le percezioni, i vissuti. Le emozioni. Le donne quindi sono piuttosto informate sulle malattie cardiovascolari, conoscono i fattori di rischio e dichiarano di attribuire grande importanza alla prevenzione. Poi però quando si presenta un sintomo potenziale non credono si tratti di infarto, e non vanno al pronto soccorso o dal medico. Questo perché non si sentono a rischio. L’immaginario collettivo costruisce i percorsi di ansia sociale e individuale che filtrano le informazioni e influenzano i comportamenti. Ad oggi le donne pensano che gli uomini moriranno di infarto e loro di tumore. Le campagne come “Vivi con il cuore” sono importanti perché cercano di lavorare su questo immaginario. Prima ancora di essere informate le donne devono diventare capaci di “sentire” il proprio cuore.”

Sul portale viviconilcuore.it le donne possono ora accedere a tutte le informazioni sulle malattie cardiovascolari, i consigli salva-cuore, e sottoporsi ad un test per valutare se il proprio stile di vita è appropriato. E’ inoltre disponibile un’applicazione gratuita su AppStore e Google Play per tablet e smartphoneiOS e Android.

L’infarto femminile si manifesta con sintomi differenti da quello maschile: questo le donne spesso lo ignorano, e la tendenza a trascurare i segnali lanciati dal proprio organismo diventa una pericolosa alleata della mortalità. Non riconoscendo i sintomi, le donne arrivano in ospedale più tardi rispetto agli uomini, con la conseguenza dell’insorgere di complicanze che moltiplicano i casi di decesso intraospedaliero.
Quello che nell’uomo si manifesta come il classico dolore toracico nella donna si può presentare con dolore alle spalle, alla schiena, alla mandibola, oppure ad annunciare l’infarto possono essere nausea e vomito, insonnia, agitazione, una stanchezza profonda e inspiegabile. Nella donna a scatenare il dolore è prevalentemente lo stress, mentre nell’uomo è soprattutto l’esercizio fisico. Non sono rari, nelle donne, i casi di infarti silenti, in assenza di sintomatologia clinica.
Devono prestare molta attenzione le donne in menopausa, che raggiunta una certa età hanno lo stesso rischio di andare incontro all’infarto degli uomini: il 58% di loro risulta soffrire di ipertensione, il 51% di ipercolesterolemia, il 67% è in sovrappeso o è addirittura obesa. È soprattutto in questa fase della vita che le donne, per prevenire le malattie cardiovascolari, devono ridurre in modo significativo il consumo di alcol e di sigarette. Le donne metabolizzano la nicotina più rapidamente degli uomini: basta fumare 4-5 sigarette al giorno per raddoppiare il rischio di malattia coronarica. Più difficile per molte donne sembra riuscire a mantenere uno stile di vita attivo, ed ancora di più tenere sotto controllo lo stress e l’ansia.

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Valutare il rischio globale di infarto per una donna, piuttosto che i singoli fattori, è l’approccio che consente una maggiore protezione: devono essere incluse nell’analisi globale anche le variabili esclusive del genere femminile, come alcune malattie autoimmuni, la patologia tiroidea, le malattie reumatologiche, l’osteoporosi. Da non sottovalutare un fattore non modificabile come la familiarità: sono a rischio le donne che hanno parenti stretti con eventi cardiovascolare in età giovanile.

Per ottenere un profilo di basso rischio è necessario mettere in atto alcune semplici ma fondamentali regole: svolgere attività fisica quotidiana (non è necessario fare sport, bastano 30 minuti di marcia a passo svelto); seguire un’alimentazione equilibrata, limitando il consumo di carne rossa, burro e sale, ed incrementando quello di pesce, frutta e verdura; controllare il peso e l’indice di massa corporea, che deve essere compreso fra 18,5 e 24,9; non fumare.