Il Lazio all’Expo 2015

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Rapporto Censis: una Regione aperta al mondo ma ben radicata sul territorio 

di Daria Contrada, giornalista

I cittadini del Lazio sono orgogliosi della bellezza del proprio paesaggio, della qualità del patrimonio enogastronomico e si definiscono “tolleranti e aperti al mondo”. Lo rivela uno studio condotto dal Censis su incarico di Lazio Innova, che grazie a Expo racconta l’identità di questa Regione. Il presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, nel presentare il progetto ‘Il racconto del Lazio contemporaneo’ definisce Expo “una grande occasione per raccontare e far conoscere il Lazio contemporaneo, perché è una vetrina internazionale e un hub di relazioni globali che può contribuire a costruire nuova crescita nella Regione”.

La crisi economica non ha scalfito l’approccio positivo alla vita: il 55% dei cittadini delle province laziali si dichiara ottimista nei confronti del futuro. Che Lazio si aspettano? Una Regione con più turisti (42,5%), con più stranieri che lavorano (28,8%), con più spazio dedicato alle tipicità locali (22,7%), più iniziative culturali (19,6%), ma anche con più imprese che esportano (17,1%) e più investimenti stranieri (15,4%).

Con 6,3 miliardi di fatturato annui il sistema agroalimentare del Lazio rappresenta il 5% di quello nazionale, il 3% della ricchezza complessiva dell’intera economia regionale. Il core business sono proprio i prodotti tipici di qualità, a Expo saranno presenti oltre 100 eccellenze regionali. I cittadini del Lazio sono aperti al global, ma con profonde radici nel territorio. Sono quasi 4,5 milioni i nostri concittadini che acquistano prodotti tipici locali: parliamo di olio d’oliva (45,8%), vino (45,1%), prodotti caseari (43,7%), seguiti a distanza da affettati (16,7%), prodotti da forno (16,6%), ortaggi (12,2%), frutta e acque minerali (8,9%), carni (8,6%). Una tipicità locale vissuta, apprezzata, ma mai autoreferenziale: i prodotti tipici sono ottimi ambasciatori del valore di territorio e comunità, incorporano il senso di appartenenza. Ma gli intervistati amano sperimentare anche altre tradizioni alimentari: 3,5 milioni mangiano cibarie di altri paesi europei; 3,1 milioni prodotti etnici; 2,7 milioni frequentano ristoranti di cucina etnica cinese, giapponese, messicana e indiana.

Entriamo più nel dettaglio del mixage alimentare: 2,9 milioni di intervistati abbinano ingredienti italiani con prodotti provenienti da altri paesi e quasi 2,8 milioni mangiano prodotti tipici del territorio con stranieri. Non solo palato e stomaco, per 3,5 milioni di laziali è importante rispettare le tradizioni culinarie delle altre religioni; per 4,5 milioni di cittadini è molto importante assicurarsi che il cibo che portano a tavola non venga prodotto dallo sfruttamento di altri esseri umani; per 3,5 milioni non bisogna mangiare organismi geneticamente modificati; 4,7 milioni di cittadini considerano utile verificare l’etichettatura dei cibi per avere informazioni riguardo alla provenienza del prodotto e delle materie prime in esso contenute; 4,5 milioni acquistano prodotti di stagione. Il cibo è la cartina di tornasole della contemporaneità delle culture e degli stili di vita dei cittadini del Lazio. La sua potenza si esprime come veicolo di promozione di nuovi stili di vita, di nuovi modi di produrre, di nuove culture del vivere comunitario che sono già realtà.

lazio-expo-censisIl Lazio si sente una Regione storica che va per il mondo globale e fa innovazione. Da qui l’importanza della rinascita dal passato di prodotti che generano un ritorno anche dal punto di vista economico. Lo conferma il presidente Nicola Zingaretti: “il Lazio ce la può fare, cambia e si ripensa come grande Regione policentrica che certo è fondata sulla meraviglia di una grande Capitale ma mette al centro anche i poli produttivi del gusto, della bellezza che ci sono intorno a Roma”.
Roma è una piattaforma dentro il Lazio, i cittadini delle altre province laziali la vedono come una risorsa, un’opportunità da giocarsi.

Non c’è occasione migliore di Expo per lanciare l’orgoglio di una Regione di grande contemporaneità, in linea con i trend più avanzati a livello globale e attrezzata dal punto di vista delle tipicità e dei territori per competere. “Chi pensa a un Lazio senza identità e spezzettato in egoismi” aggiunge Zingaretti “non ha capito niente. La nostra forza è unire storia e innovazione”, una Regione paradigma della potenza italiana, che è fatta di qualità diffusa in cui l’identità si materializza in un insieme di saperi, sapori e bellezze.