Le risorse europee per la Cultura

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Nell’Infoday organizzato a Milano tanti spunti pratici per accedere ai finanziamenti

di Cristina Mazzani, giornalista

È fondamentale poter disporre di strumenti e informazioni per riuscire ad attingere alle risorse europee messe a disposizione per il comparto che ruota attorno al grande comparto della Cultura. 

E proprio “C come Cultura” è stato il tema dell’Infoday su Europa Creativa e Horizon 2020 che si è svolto a Milano nei giorni scorsi per riuscire a mettere a frutto i buoni progetti.

Maria Cristina Lacagnina e Marzia Santone, dell’Ufficio Cultura Creative Europe Desk Italia (il desk ufficiale in Italia sul Programma Europa Creativa, coordinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in cooperazione con Istituto Luce Cinecittà) hanno illustrato i dettagli del sotto-programma Cultura di Europa creativa e i progetti di cooperazione relativi.
“Il nostro ufficio” ha dichiarato Lacagnina “offre assistenza gratuita a tutti coloro ritengano avere una buona idea e vogliano sfruttare, in questo caso, le opportunità offerte dal programma Europa Creativa 2014-2020. Tale programma è pensato appositamente per dare risposta alle difficoltà che riguardano il comparto cultura. In particolare: la frammentazione del mercato e la difficoltà per gli artisti di andare oltre i confini nazionali; la globalizzazione e il passaggio al digitale per una maggiore competitività; la mancanza di dati oggettivi che favoriscano un sufficiente finanziamento delle iniziative, in generale, i problemi nell’accesso al credito da parte delle PMI del settore. A quest’ultimo proposito è stato previsto, per il 2016, uno strumento di garanzia per favorire l’accesso al credito, in modo che si possa in parte risolvere la questione relativa alla scarsa fiducia riposta nel comparto, per supportare la capacità di valutazione, in merito al finanziamento di beni intangibili.

“Gli obiettivi generali del programma riguardano quindi: il sostegno all’operato a livello internazionale; la promozione e la circolazione transnazionale delle attività; il rafforzamento della capacità finanziaria; il sostegno alla cooperazione politica.

“Per quanto riguarda i budget, son stati stanziati 1,4 miliardi di euro per i 7 anni compresi tra gli anni 2014-2020. Saranno finanziati progetti di varia natura, iniziative di cooperazione che coinvolgano organizzazioni culturali, creative; così come traduzioni letterarie e così via.

“Tra le attività che verranno promosse vi sono quelle di networking e di piattaforma. Nel primo caso si fa riferimento a quelle azioni volte a aumentare le competenze dei professionisti già operanti nel settore; nel secondo, invece, sono finanziate le realtà che si adoperano nell’accompagnare gli artisti emergenti”.

Secondo le due responsabili del Creative Europe Desk Italia, il nostro Paese si distingue sempre per un gran numero di progetti sottoposti agli esaminatori; non solo: ci classifichiamo abbastanza bene anche dal punto di vista delle proposte selezionate.
D’altro canto, viene segnalato che i punti deboli delle candidature più che altro riguardano una scarsa qualità delle descrizioni, per cui si corre il rischio di presentare progetti troppo vaghi o generici; inoltre, troppo spesso si dà poca importanza all’aspetto della comunicazione della propria iniziativa, con attività di marketing non abbastanza specificamente dettagliate.

“In Italia” ha proseguito Santone “vi è grande sete di finanziamenti perché, purtroppo, non ci sono soluzioni complementari in questo senso.
Il nostro consiglio è informarsi, interessarsi alle opportunità offerte nei programmi europei, ricordando che non è sempre necessario essere capofila del progetto. È infatti possibile partecipare alla presentazione di una idea come partner. Il nostro ufficio mette a disposizione un validissimo strumento per la ricerca partner e si pone anche come intermediario, possiamo per esempio condividere la ricerca anche con altri desk in Europa. Ma è importantissimo partecipare a eventi che consentano il confronto diretto, la conoscenza reciproca.

“Nello specifico, i criteri di valutazione dei progetti sono di tre tipi: prima di tutto quello formale, che riguarda la correttezza della domanda. Segue un’analisi della capacità operativa e finanziaria delle aziende coinvolte. Infine i criteri di assegnazione entrano nel merito della rilevanza, della qualità dei contenuti e dell’attività concreta, così come della comunicazione e promozione del progetto stesso; sarà anche indagata la ‘qualità del partenariato’ scelto, ossia il valore aggiunto che è in grado di generare”.

I prossimi bandi relativi al Programma Europa Creativa saranno resi noti nel mese di luglio con scadenza prevista per la prima settimana di ottobre.
“Per quanto riguarda Horizon 2020 a breve” ha concluso Elena Maffia di Apre, Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea “non vi sono grandi opportunità per questo settore. Horizon 2020 è un programma vastissimo teso a supportare la ricerca in tantissimi ambiti, rispondendo a importanti sfide sociali quali: salute, food, sicurezza energetica, eccetera. Tra queste vi è quella relativa all’ ‘inclusive innovations and reflective societas’ nella quale si collocano anche iniziative relative a scienze socioeconomiche e umanistiche. Se dunque sono proposti progetti di ricerca in questi ultimi campi è possibile accedere ai fondi di Horizon 2020. Allo stesso tempo, ricordiamo che possono essere finanziate, per esempio, soluzioni tecnologiche pensate per agevolare imprese attive in qualsiasi campo, incluso dunque quello culturale. Al momento però, si è sta chiudendo il biennio 2014/15, quindi bisogna aspettare la pubblicazione del programma di lavoro 2016/2017”.