Presentata al Campidoglio la prima edizione del Premio Nazionale “La scienza secondo me”

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Dedicato ai ragazzi dal 13 ai 17 anni con l’obiettivo di accrescere la coscienza e la conoscenza in campo scientifico e gettare le basi per i giornalisti scientifici e i ricercatori di domani.

di Serena Selvarolo

Si è tenuta a Roma nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio, la presentazione del Premio ideato da Renata Palma, giornalista scientifica e presidente SEA-Storytelling European Association, associazione organizzatrice del premio. L’iniziativa ha trovato larga approvazione da parte del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR) che ha deciso di collaborare fattivamente, facendosi promotore delle attività organizzate da questo concorso che intende dare un forte stimolo ai giovani studenti, per aprire le loro menti e a guardare oltre i confini dei programmi scolastici.

Sarà proprio il MIUR stesso che da domani inizierà la diffusione, a tutti gli istituti scolastici pubblici e privati, del bando del concorso nel quale vengono elencate, tra le altre cose, le modalità di partecipazione che prevedono come prova la redazione di un articolo di giornalismo scientifico e il suo invio entro il 10 ottobre 2015 alla segreteria organizzativa del premio attraverso il proprio Istituto di appartenenza mediante propria PEC.

pdf Scarica il regolamento del concorso!

La necessità di avvicinare la scienza alla vita di tutti i giorni è stata il comun denominatore di tutti gli interventi che si sono susseguiti nella mattinata.  È stata, infatti, ampiamente sottolineata l’importanza dell’azione di comunicazione e divulgazione dell’iniziativa soprattutto al fine di capovolgere la convinzione che, specie nei ragazzi ma anche negli adulti loro vicini, la scienza non sia solo una materia scolastica poco coinvolgente, che si è costretti a studiare senza alcuna curiosità, bensì una disciplina di pubblica utilità che ci aiuta a decifrare la vita di tutti i giorni, soprattutto nella nostra quotidianità di “cittadini digitali” tecnologicamente avanzati. 

Moltissimi gli interventi di ricercatori e giornalisti che si sono alternati nella mattinata per festeggiare la nascita di questo progetto di “pubblica utilità” che guarda a migliorare il nostro futuro attraverso il coinvolgimento dei giovani di oggi che costituiranno la società adulta di domani.

L’Onorevole Massimo Caprari, Consigliere di Roma Capitale, ha porto i saluti iniziali presentando l’iniziativa di un Museo della Scienza di Roma che sta per prendere vita presso l’ex Caserma Guido Reni nel quartiere Flaminio. Un polo scientifico per la creazione di una vera cultura scientifica diffusa e partecipata; la scommessa – dice Caprari – è proprio sulle capacità di attrazione della scienza e questo lo testimonia soprattutto il tema scelto per questa prima edizione ovvero il binomio “Cibo e salute”, la “scienza” della corretta alimentazione come base per il benessere della popolazione.

Il secondo intervento è stato di Lorenzo Pappagallo, giornalista del TG3 e segretario dell’Associazione Stampa Romana (sindacato dei giornalisti) che sulla base dei dati Agcom, fa notare quanto la domanda dell’informazione scientifica sia più alta dell’offerta e quindi della necessità di accrescere la presenza di giornalisti con specializzazione in divulgazione scientifica. Un settore in controtendenza – continua Pappagallo – quello dell’informazione specialistica rispetto a quello generalista, nel quale ci sono molte opportunità professionali di trovare lavoro perché “la cultura di settore premia”. 

Emilia La Nave, Assessore alle Attività produttive del secondo municipio di Roma, fisico del CNR e supervisore dell’Osservatorio scienza per la società, prosegue la presentazione del progetto annunciato dall’On. Caprari riguardo al Museo della Scienza di Roma che risiederà proprio in tale municipio.

La dott.ssa La Nave afferma come la Capitale sia già Città della Scienza in quanto ha già:

–       Il 25% delle istituzioni scientifiche d’Italia

–       La comunità scientifica più grande d’Europa

–       Una prestigiosa tradizione culturale

–       Un’ altissima capacità d’innovazione

“La cultura scientifica è una ricchezza culturale per la città che gran parte della cittadinanza ignora ed è spesso trascurata dall’amministrazione. Molte strutture si stanno perdendo (ad es. il Planetario) e molti giovani, fuoriusciti dalle Università con formazione alta e altissima, non vengono assorbiti dagli enti di ricerca e dal mondo del lavoro”.

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Proprio per agevolare l’incontro tra la scienza e le persone comuni, la dott.ssa La Nave ha ideato il progetto, conclusosi lo scorso aprile, “Scienza fra i banchi del mercato”, coordinato da Giordana Castelli del Cnr in collaborazione con l’assessorato Roma Produttiva e i municipi II e XIV. Università, scuole, musei, associazioni hanno portato la scienza in tre mercati rionali romani, il Flaminio II, il mercato Italia e quello di piazza Mazzaresi. L’obiettivo del progetto, parlare di scienza in un luogo inusuale come il mercato, è stato perfettamente raggiunto. Si è creata moltissima curiosità tra tutti i passanti di diversa estrazione sociale ed età anagrafica per cercare di comprendere da vicino come la scienza sia la chiave per leggere non solo i fenomeni più complessi della nostra vita ma, soprattutto, le azioni che ognuno di noi si trova a fare nella semplice quotidianità. 

A seguire Luca Fiorani, fisico Enea, che ha recentemente pubblicato un libro per ragazzi “Che favola la scienza” in cui, con un linguaggio semplice, racconta cose complesse come i concetti scientifici.  Afferma Fiorani: “Se vogliamo vincere l’analfabetismo scientifico dobbiamo iniziare proprio dai bambini”. Dal suo incontro con uno scrittore di favole, Franco Favero, nasce l’idea di realizzare un “librino” di favole scientifiche.  Ogni favola raccolta introduce uno dei fenomeni naturali che più meravigliano i bambini. Dopo ognuna di esse, una scheda scientifica spiega il fenomeno, con linguaggio adatto ai più piccoli. Il libro si rivolge più alla famiglia che al bambino ma anche a chi studia per diventare formatore dei ragazzi.

Il giornalista scientifico Renato Sartini, tra gli autori del libro “Parola di scienziato”, spiega come l’info scientifica passa sui media e soprattutto quante cose sbagliate escano proprio per l’assenza dei giornalisti scientifici.

“La scienza è la chiave per dare la forza a tanti ragazzini per comprendere e decifrare la realtà. Chiave anche per far crescere il nostro Paese.”

Altro intervento degno di nota quello di Laura Teodori, dirigente di ricerca Enea, docente di Biosicurezza dell’Università di Tor Vergata, Coordinatore Forum Italia India sui biomateriali e segretario generale ANPRI (Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca).  “La ricerca scientifica di base passa alla tecnologia e alla vita di tutti i giorni”.

La dott.ssa Teodori è impegnata su molti fronti ma il più importante è certamente quello della “fabbrica dei tessuti umani” per curare tutto ciò che ancora non è possibile curare.  “La medicina rigenerativa si propone di sviluppare terapie innovative e avanzate mirate alla ricostruzione dei tessuti (tissue factory) e di organi irrimediabilmente danneggiati da malattie, traumi o dal “semplice” invecchiamento, offrendo una nuova filosofia di approccio alla malattia: la rigenerazione biologica da parte del corpo del paziente del tessuto/organo deteriorato, anziché la sua sostituzione con una protesi o trapianto. Questo nuovissimo settore delle biotecnologie rivoluzionerà la medicina, aprendo la strada a nuove possibilità di cura e a una migliore qualità della vita dei pazienti”.

Tutto questo sarà anche possibile grazie alla stampa in 3D, ultima frontiera dell’innovazione tecnologica che sta prendendo piede su moltissimi fronti industriali ma che, in medicina, farà davvero la differenza.  “Il 3D BioPrinting consentirà di costruire organi ex novo partendo da materie prime bio-compatibili e da cellule umane, che sostituiranno i trapianti eterologhi, eliminando le liste d’attesa che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte, e l’utilizzo di animali per i test clinici, fornendo modelli sperimentali più predittivi e meno costosi”.

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Andrea Vico, giornalista scientifico, segretario di ToScience è intervenuto con un video messaggio dal Salone del Libro di Torino per presentare i “Science Summer Camp”, settimane estive residenziali dedicate ai temi scientifici, declinate su varie età basate sul metodo Oppenheimer all’insegna dell’hands on, dell’esperienza condivisa e delle attività di laboratorio. Una settimana di questo campus estivo verrà, infatti, messa in palio tra i premi ai vincitori del concorso.

Sergio Ferraris, giornalista e direttore di Qualenergia ha posto invece l’accento sull’importanza dell’informazione energetica per il comparto scientifico e sulla necessità di scommettere su questioni tecnologiche e scientifiche per avere il Paese dalla parte di tali tematiche. La scommessa del futuro di questo Paese, secondo Ferraris, non può essere vinta senza un’informazione scientifica e tecnologica efficace. Il forte sviluppo delle fonti rinnovabili che diventeranno sempre più tecnologiche, così come le nostre abitazioni, nelle quali queste saranno integrate, lo dimostra. E anche la grande scommessa dei cambiamenti climatici non potrà essere vinta senza un’informazione scientifica coerente e puntuale su come la vita quotidiana si adatterà a tali cambiamenti.

Franco Foresta Martin, geologo, giornalista scientifico e direttore del Laboratorio-Museo di Scienze della Terra Isola di Ustica dichiara che, secondo il proprio parere, finita la generazione di giornalisti scientifici integrati in una redazione, finiscono proprio questi ruoli come figure integrate che si differenziano moltissimo dai collaboratori esterni, creando quindi una forma di impoverimento del giornalismo figlio della grande crisi della carta stampata, compensata dal boom dei giornali on line. Nel suo laboratorio ad Ustica, Foresta Martin organizza la sua attività attraverso i POF, Piani di offerta formativa sulle scienze della terra,  volti alla comprensione, attraverso la ricerca empirica, di come un’isola vulcanica si trasforma in un’isola di vita.

Presente anche una giovane ricercatrice dell’Enea, Claudia Zoani, vincitrice del premio Leonardo-Ugis 2014 per la comunicazione scientifica. Le sue attività riguardano lo sviluppo dell’infrastruttura Metrologica, ovvero metodi e sistemi di misura, materiali di riferimento per garantire la comparabilità e l’affidabilità delle misure nel settore agroalimentare. Afferma la Zoani che “la scienza non deve essere vista come imposizione ma come un modo di vedere la vita e dare spazio alla propria fantasia”.

Gabriella Funaro, architetto Enea, responsabile del progetto Vertical Farm Enea a Expo 2015 ha parlato dell’ultimo progresso scientifico per quanto riguarda l’agricoltura del futuro: una fattoria che si sviluppa in verticale tendenzialmente a impatto zero sulle risorse, questa è la Vertical Farm. Le serre verticali – afferma la Funaro – rappresentano il futuro delle nostre coltivazioni: non hanno bisogno di terreno perché le coltivazioni avvengono in piccole zolle di torba con luce al led che riproduce la fotosintesi clorofilliana e utilizzando pochissima acqua. Sono sistemi chiusi, ovvero non hanno contatto con l’esterno per cui c’è una totale assenza di agenti patogeni e non hanno quindi bisogno di alcun prodotto chimico. L’ambiente è climatizzato per mantenere costante la temperatura, due i momenti di temperatura: uno diurno e l’altro notturno. Il sistema è completamente automatizzato mediante un fertirrigatore; nel prototipo di 12 mq coltivati, esposto all’Expo, si ottengono 250 piante di lattuga e 250 di basilico ogni tre settimane. Un altro vantaggio è rappresentato dalla sua installazione, che può essere fatta in qualsiasi luogo della terra, dal deserto all’artico, realizzando comunque il km zero per antonomasia, atto a soddisfare il fabbisogno umano del territorio di riferimento.

Paolo Colona, divulgatore scientifico e presidente dell’Accademia delle Stelle, responsabile delle pagine astronomiche del Televideo Rai, offre una settimana di vacanza studio nella sua Summer School sull’astronomia come premio del concorso. “La scienza non è un punto di vista ma l’ultima parola sui fatti” afferma Colona “e se dei fatti si può parlare, si può discutere, la scienza parla in maniera non opinabile. Molti pensano alla scienza come un mondo magico per cui scatta l’idea che se lo dice lo scienziato allora è vero, ma la fiducia nella scienza non deve essere fede: deve sempre essere riprovata”.

Anche il direttore di Donna in Affari, Daniela Molina, ha partecipato alla presentazione del concorso con un intervento nel quale auspica che, con tale iniziativa, grazie anche al supporto degli insegnanti i ragazzi possano rendersi conto dell’importanza della veridicità dell’informazione giornalistica e della divulgazione scientifica. Anche i giornalisti usano il metodo scientifico per antonomasia, ovvero quello della verifica delle informazioni fornite dalle fonti. Questa verifica – continua Molina – risulta fondamentale per la redazione di un buon articolo giornalistico che rispetti le regole deontologiche del mestiere. È sempre più frequente, infatti, per i ragazzi di oggi, che usano moltissimo Internet, incappare nei tranelli della Rete, tra i quali le hoax, ovvero le così dette “bufale”: come fare quindi a selezionare le fonti attendibili da quelle che non lo sono? Un metodo semplice ma molto efficace è capire quale sia l’interesse che la fonte ha nel diffondere quella stessa notizia: ciò permette di comprendere se la finalità è di pura informazione oppure no, evitando quindi di far cadere proprio i giovani, ancora inesperti, in questi tranelli.

Raffaella Morichetti, presidente associazione RES, Ricerca Educazione Scienza ha presentato invece il progetto 100 classi (www.100classi.net) ovvero una rete innovativa di scuole superiori che lavorano insieme a distanza come redazione “diffusa”, ossia distribuita sul territorio, ma connessa on-line attraverso il sito web, piattaforma comune che è stata costruita negli anni interamente dagli studenti. La Rete 100 classi è nata nel 2002 dalla cooperazione transnazionale tra Deutsches Museum di Monaco e le scuole del Lazio in occasione dei 100 anni del museo (2003) per promuovere l’educazione alla cultura scientifica e tecnologica in una Regione priva del Museo della Scienza. In più di dieci anni dall’avvio, intorno all’idea centrale di una “redazione diffusa” di studenti si sono svolte molte iniziative: visite a centri/musei della scienza e istituti di ricerca, viaggi e scambi culturali in Italia e all’estero, stage, esperienze giornalistiche, attività di democrazia partecipativa per promuovere la cittadinanza scientifica e realizzare interventi sul territorio. L’attività redazionale è centrale: gli studenti, affiancati da redattori e giornalisti professionisti, sono organizzati come una vera e propria redazione e partecipano alle iniziative di cultura scientifica e tecnologica realizzate nella loro regione (eventi, conferenze, esposizioni, festival delle scienze, ecc.) per comunicare le proprie esperienze nei lavori che pubblicano come “inviati molto speciali”. 

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Conclude gli interventi della ricca mattinata, Giuseppe Santoro, docente scienze motorio IPSEOA Formia, presidente UniPRU (Università Popolare Riviera di Ulisse) e ideatore della Young University, un progetto formativo manageriale per ragazzi su molteplici materie: web 2.0, nutrizione, scienze motorie, smart city, corsi di public speaking etc.”. I progetti delle materie d’insegnamento sono in continua evoluzione in quanto nascono anche dai ragazzi e dalla loro inventiva. Santoro, sottolinea inoltre, come oggi il movimento nei ragazzi, in senso di scienza motoria, sia messo a dura prova dall’abuso dei dispositivi elettronici che hanno soppiantato qualsiasi attività all’aperto a favore di una sedentarietà pericolosa, ed è nostro il compito di facilitare la sua ripresa. In termine scientifico, questo problema viene definito Ipocinecicità e rappresenta la principale malattia infantile, causando difficoltà nell’apprendimento e determinando malnutrizione e sedentarietà. Santoro condanna i governi di realizzare pochi impianti motori nelle scuole primarie e infantili.

Tra gli altri sono intervenuti alla presentazione del Premio anche: Giorgio Pacifici, giornalista scientifico del TG2; Giuliana D’Addezio, responsabile laboratorio divulgazione scientifica e museale INGV; Sonia Topazio, giornalista scientifica, podcaster INGV; Federica Colucci, ricercatrice Enea che ha realizzato la mostra itinerante “Comunicare la Botanica”; Valter Cirillo, direttore di Multimedia società che si occupa di diffusione dell’informazione scientifica; Maria Pia Rossignaud, giornalista scientifico e direttore Media2000.