Presentata la Scuola Ippica Italiana

Il primo progetto formativo che riguarda il mondo dell’ippica e dell’equitazione: nasce la Scuola Ippica Italiana, le cui prime sedi saranno a Roma, nell’Ippodromo delle Capannelle, a Merano e a Pisa

All’inizio dell’estate dovrebbero partire i primi due corsi della neonata Scuola Ippica Italiana, le cui sedi sono per ora tre, all’interno di alcuni dei più noti ippodromi, ma si attende che altri si aggiungano all’elenco, come ad esempio quelli della Sardegna.

Ad avere l’idea di costituire – per la prima volta nel panorama formativo italiano – una scuola delle professioni legate al mondo dell’ippica è stato un gruppo di imprenditori appassionati del mondo dei cavalli, guidato da quello che è il Presidente della Scuola, il Colonnello Giuseppe Satalia, che è riuscito a coinvolgere nel progetto anche esponenti del mondo politico, militare ed istituzionale.
Alla presentazione di questo progetto formativo innovativo erano infatti presenti, tra gli altri: la dott.ssa Stefania Mastromarino (definita dallo stesso Satalia il “guru” dell’Ippica del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali), gli Onorevoli Sandro Brandolini e Gaetano Ledde, il Comandante del Centro Militare di Equitazione Colonnello Gianfranco Fedele, il comandante del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo Colonnello Gianni Cuneo e, naturalmente, il “padrone di casa”, ovvero l’Ingegner Elio Pautasso, direttore di Hippogroup Capannelle, il quale ha dato alcuni locali dell’ippodromo per la sede della Scuola (vedi video) ed è entrato a far parte del Consiglio di Amministrazione della stessa.

D’ora in poi dunque i ragazzi che hanno la passione per il mondo del cavallo e che sognano di entrarne a far parte potranno acquisire una professionalità in questo settore grazie alla nostra prima Scuola Ippica nazionale. Gli obiettivi della Scuola sono infatti quelli di “creare occupazione attraverso un programma di formazione iniziale, continua e di approfondimento, con attività a carattere professionale e scolastico”.
Oltre ai corsi diretti ai ragazzi ci saranno anche corsi diretti alla formazione di nuovi docenti, per cui la Scuola prevede percorsi di formazione professionale e sportiva per aspiranti fantini, gentleman-rider, amazzoni, allenatori ed artieri.
I corsi si articoleranno in lezioni teorico-pratiche che verranno declinati a seconda del percorso professionale che l’allievo intende scegliere ma comunque avranno tutti una serie di materie comuni, come l’informatica applicata al sistema ippico ed ai rating e la veterinaria, perché oggigiorno è di fondamentale importanza pensare in primis al benessere del cavallo e alla correttezza e legalità; per questo nel programma di studio si parlerà anche dell’uso delle sostanze proibite sui cavalli (senza dimenticare quelle sui fantini).
I corsi di studio sono aperti a tutti ma saranno richiesti alcuni requisiti legati al percorso formativo che si intende seguire. Basta presentare la domanda di ammissione, considerando che la sede principale della Scuola Ippica Italiana (cui si possono chiedere tutte le informazioni utili) è in Via delle Capannelle n. 20 a Roma, contatto telefonico 333.5655347 (e-mail scuolaippicaitaliana@gmail.com) e che c’è anche una pagina Facebook cui poter far riferimento.

Se per il momento la Scuola inizia in forma privata, grazie al contributo economico delle Società di corse, il MIPAAF e il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) si sono già attivati per far rientrare il progetto in un ambito istituzionale. La dott.ssa Mastromarino, del MIPAAF, ha spiegato che questa iniziativa riveste una enorme valenza per l’economia di settore in quanto il “personale” è un punto di forza per ogni azienda e lo è ancor di più se il pool di collaboratori di un’azienda è di qualità, qualità che si può raggiungere solo attraverso la formazione, che rappresenta il vero punto di svolta per il miglioramento continuo della qualità del lavoro (ascolta l’audio). In questo particolare contesto, è necessario che ogni operatore ippico abbia delle competenze specifiche.

E parlando di competenze, come abbiamo detto una delle materie comuni a tutti i corsi della Scuola sarà la veterinaria. L’importanza di questa materia di studio l’ha spiegata il Dott. Germano Di Corinto, veterinario che sarà il referente del settore per la Scuola: “in Italia la formazione in questo ambito negli ultimi anni si è un po’ fermata, perché non si riesce a stare al passo con i tempi. Alcuni vecchi sistemi sono ancora utili e vanno preservati, ma li dobbiamo migliorare, altri vanno abbandonati. Dobbiamo potenziare soprattutto la formazione nella parte tecnica, sia teorica sia pratica. Dobbiamo pensare al benessere del cavallo e alla lotta alle sostanze dopanti più che al doping visto in generale. Facendo attenzione alla differenza tra sostanze dopanti, che alterano la performance del cavallo, e sostanze medicamentose, che sono utili alla salute del cavallo. Nel format della nostra Scuola ci saranno anche nozioni di anatomia e di patologia clinica, e ci saranno nozioni che riguardano il ‘pronto intervento’, perché anche le persone che lavorano nelle scuderie devono sapere e potere intervenire in caso, ad esempio, di incidenti durante un allenamento, devono agire prontamente, prima che arrivi il veterinario di servizio. Per questo si insegneranno dei protocolli d’azione. E nel programma di studio abbiamo voluto inserire anche la ‘forza’ della legalità e della trasparenza, per dare valore alla professionalità di chi opera nel settore”.

Al Presidente della Scuola, il Colonnello Satalia, i giornalisti presenti hanno rivolto alcune domande, noi di Donna in Affari abbiamo chiesto in particolare quale fosse il tasso di femminilizzazione nel settore e quindi nella Scuola, se ci fossero donne nel Consiglio di Amministrazione e nella docenza e quale fosse il rapporto tra la Scuola e il mondo del lavoro (vedi video). Nel CdA della Scuola non ci sono donne, perché – ha spiegato il Colonnello – il mondo dell’Ippica è sempre stato considerato un settore “maschile”, ma nel corpo docente le donne ci sono, e sono di grande rilievo per il livello di professionalità raggiunto. La nostra domanda ha acceso un ampio dibattito e un giornalista specializzato, presente tra il pubblico, ha fatto notare che il mondo dell’Ippica è un mondo ampiamente femminile per quanto riguarda il lavoro mattutino, ma non per quello della corsa, anche per via dei nuovi regolamenti che prevedono minimi di peso più alti rispetto a quelli solitamente raggiunti dalle donne. Vedremo se, anche grazie a questa Scuola, il mondo dell’Ippica cambierà e offrirà maggior spazio alle donne in ogni suo settore. Intanto auspichiamo che siano tante le ragazze che si formeranno in questo campo professionale, perché –proprio vista la tradizione rivolta prevalentemente ai maschi – qui si aprono per le donne che amano i cavalli dei buoni spazi di ingresso nel mondo del lavoro.

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it