Terra Viva: il nuovo patto sociale, economico e agricolo

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Presentato a Expo 2015 “Terra Viva”, il manifesto della società civile per un nuovo patto sociale, economico e agricolo. Vandana Shiva: “Il benessere delle persone e delle comunità è stato sostituito dal benessere  delle  multinazionali”

di Dominella Trunfio, giornalista

 Attivista, ambientalista, scienziata e filosofa, Vandana Shiva, fondatrice del movimento Navdanya International, coglie la sfida di Expo 2015 sul tema Nutrire il Pianeta rilanciando su una possibile soluzione alla fame e alla povertà nel mondo.

“L’economia che è parte della società è stata posta al di sopra della stessa, al di  fuori  del  controllo democratico” ha commentato nell’auditorium di Cascina Triulza, il primo padiglione della società civile nella storia delle esposizioni universali. “Il  benessere  delle  persone  e delle  comunità  è  stato  sostituito  dal  benessere  delle  multinazionali,  mentre  la  produzione  reale  è  stata rimpiazzata  dall’astratta  moltiplicazione  del  capitale.  Il risultato è la scomparsa della democrazia e l’aumento degli squilibri economici”. 

Nell’anno che le Nazioni Unite hanno dedicato al suolo, la leader di Navdanya lancia il manifesto che mostra come le emergenze e le crisi del nostro tempo siano interconnesse fra loro e non possano essere affrontate separatamente. Suolo, terra, accaparramento delle terre, agricoltura, cambiamento climatico, disoccupazione, crescita della disuguaglianza, violenza e guerre, non possono essere fenomeni a sé.

“C’è bisogno” ha continuato “di un nuovo patto che riconosca che noi siamo il suolo: veniamo dal suolo, siamo sostenuti dal suolo.  Prendersi cura della terra è il lavoro più importante che gli agricoltori possano fare. Il messaggio che lanciamo dall’importante vetrina di Expo è forte e chiaro: la nuova democrazia è la democrazia della Terra”. 

Secondo l’attivista, l’attuale modello agricolo industriale ha fallito poiché basato sempre sulla sottrazione e mai sul ritorno, su processi economici distruttivi che portano all’estinzione di specie animali e vegetali e conducono al collasso gli ecosistemi.

“Un modello realizzato per il profitto di pochi che è causa di squilibri economici, di pericolosa instabilità, di disperata povertà, di fame e disoccupazione. Per la prima volta nella storia dell’umanità, il futuro della specie umana non è più certo: le calamità climatiche, i conflitti e le guerre ci spingono  verso  il  collasso  ecologico,  economico  e sociale.  Oggi siamo arrivati all’ultima chiamata per scegliere  un’altra  strada, quella basata  sulla  cittadinanza globale  e  sulla  condivisione  delle  risorse,  che  punti  a  un’economia  circolare  fondata  sulla  rigenerazione”.

Al centro di questa nuova visione vi è l’agricoltura biologica che assicura prezzi giusti agli agricoltori sostituendo il processo lineare di sfruttamento del suolo e delle risorse con un processo circolare di  restituzione  che garantisce  la  resilienza,  la  sostenibilità,  la  giustizia  e  la  pace.

“Terra Viva” ha detto Sabina Siniscalchi, vicepresidente vicario di Fondazione Triulza “è  un  documento  di  analisi  e  di  denuncia,  ma  soprattutto  di  proposta  per guidare non solo la gestione dell’ambiente e dell’agricoltura, ma tutte le scelte economiche e sociali”.

Secondo Don Luigi Ciotti, presidente di Libera: “Dobbiamo ripartire dalla cura del nostro Pianeta perché non può esistere un’etica della convivenza senza un’etica della terra. La terra non è solo generatrice è anche maestra di vita. Insegna la costanza, la profondità, la corresponsabilità e indica la via della condivisione e della giustizia sociale”.

“Negli ultimi decenni purtroppo la finanza speculativa non ha esitato a utilizzare anche beni primari come il cibo, per scommettere e aumentare i profitti di pochissimi ai danni di intere popolazioni. Noi chiediamo che le materie prime alimentari siano sottratte ai mercati speculativi, che rendono i prezzi degli alimenti volatili e spesso inaccessibili o ingiustificatamente costosi”, ha concluso Ugo Biggeri presidente di Banca Etica ed Etica Sgr (Sistemi di gestione del risparmio).

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