Trenta milioni di euro per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza sulle donne

Piano contro-violenza donne

Sulla scia della Convenzione di Istanbul e della legge contro il femminicidio, il Dipartimento per le Pari Opportunità ha presentato, nei giorni scorsi, il Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere

di Dominella Trunfio, giornalista


“Questo Piano rappresenta una presa di coscienza politica del carattere strumentale e antropologico della violenza maschile contro le donne e mette in luce la connessione che esiste tra discriminazione e violenza, in un modello sociale in cui la costruzione dei ruoli corrisponde ancora a rapporti di forza tra uomini e donne”.  Queste le parole di Giovanna Martelli, consigliera del Presidente del Consiglio in materia di Pari Opportunità, durante la conferenza stampa di presentazione del Piano.

“Sappiamo” ha continuato Martelli “che una programmazione perfetta non esiste, ma l’impegno del Governo è quello di iniziare un percorso di intervento partecipato con tutte le realtà delle singole Regioni che da anni sono impegnate su questo fronte, per dare risposte precise a un fenomeno che nasce da una struttura patriarcale della società”.

Il piano che entrerà in vigore dopo l’adozione di un decreto da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha durata biennale ed è frutto di un lavoro promosso da una Task force interistituzionale coordinata dal Dipartimento PO. 

Dieci le finalità per tre linee di azione: preventiva, protettiva e punitiva.

Principio di base rimane quello di informare e sensibilizzare la collettività poiché, come ha sottolineato la consigliera “il lavoro da fare è di carattere culturale e di rimozione dei fattori discriminatori ancora presenti nei confronti delle donne”. 

Sul piano della prevenzione sono le tre le parole chiave: la comunicazione, l’educazione e la formazione; destinatari sono gli operatori dei settori dei media, il personale della scuola, gli studenti e tutte quelle professionalità che entrano in contatto con le vittime di violenza o stalking. 

Sotto la voce della protezione vi sono la maggiore tutela e assistenza attraverso il rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza ma anche, una maggiore collaborazione tra le istituzioni coinvolte. Ancora, lo sviluppo di azioni di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza, al fine di limitare i casi di recidiva.

La linea punitiva prevede, infine, da un lato normative adeguate che condannino gli autori del reato, dall’altro strumenti istituzionali per realizzare programmi di intervento sugli uomini, al fine di incoraggiarli ad adottare comportamenti non violenti, aiutandoli ad assumersi la responsabilità dell’azione perpetrata.

“La violenza” ha spiegato la consigliera “è una minaccia al godimento dei diritti e delle libertà fondamentali poiché implica una molteplicità di violazioni e costituisce un’odiosa negazione della dignità della donna e del diritto ad avere una vita libera e sicura”.

Attualmente le fonti di dati sulla violenza disponibili in ambito amministrativo, sanitario, giuridico e sociale non sono sempre idonee a cogliere il fenomeno nella sua interezza. Per questo la cabina di regia interistituzionale si avvarrà del supporto di un Osservatorio nazionale che lavorerà con quelli regionali, con associazioni e autorità politiche integrando studi, ricerche e proposte di intervento.

Ci sarà poi una Banca dati che avrà come obiettivo quello di superare la frammentarietà e la parzialità delle informazioni, creando un sistema di raccolta che monitori il fenomeno in maniera compatta e integrale.

“Il piano” conclude Martelli “è solo un punto di partenza ma è il primo atto di programmazione pubblica per creare definitivamente un’inversione di tendenza”.