“Un mondo gestito da più donne sarebbe un mondo migliore”: idee e iniziative dagli Stati Generali delle Donne del Lazio

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Numerose le proposte anche per l’impresa dall’evento regionale tenutosi alla Casa Internazionale delle Donne di Roma: in arrivo a giugno il tavolo Expo 2015, aperto a tutte le donne imprenditrici per dare visibilità alla propria azienda

di Laura Paladino, giornalista

La convention romana degli Stati Generali delle Donne ha conosciuto un successo straordinario: nel corso dell’incontro, una vera e propria maratona di ben 9 ore, sono intervenute oltre 120 donne in sessione plenaria e nei diversi gruppi di lavoro, per offrire la loro opinione e una presentazione delle realtà già attive su tutti gli argomenti di discussione: potere, rapporti tra politica e donne, cambiamento, creatività, leadership, violenza, democrazia paritaria, imprese e start-up, stili di vita, giovani donne e confronti fra le generazioni, donne e territorio, comunicazione, innovazione e nuove tecnologie, lavoro, processi di integrazione e famiglie migranti, politiche ed azioni intorno al Mediterraneo, fragilità economica e sociale, sport, educazione e formazione, sostenibilità. Una riflessione a tutto tondo che ha coinvolto ciascuna con la sua specificità e con le idee che ha in mente o che ha fatto diventare azioni: a tutte le intervenute che ne abbiano fatto richiesta sono stati concessi quattro minuti per sintetizzare i punti cardine del proprio pensiero e offrire almeno una proposta operativa. E qualcuna, ringraziando, ha proprio notato la puntualità nel rispetto della tempistica, il garbo degli interventi, la presenza della diretta streaming che ha consentito di connettere centinaia di persone in più rispetto a quelle presenti nella sala riunioni di via della Lungara. E ha concluso, mentre notava con qualche rammarico il numero sparuto di donne giovani presenti a questo appuntamento, che “un mondo gestito da più donne sarebbe un mondo migliore”.

Gli Stati Generali delle Donne verso Expo: l’appuntamento di giugno per le imprese e la convention di settembre 2015

L’incontro di Roma si inserisce in un programma ampio, che coinvolge tutte le regioni di Italia, e che raccoglierà nei numerosi appuntamenti in agenda proposte e buone prassi dal territorio e dai singoli contesti, per convergere trionfalmente a Milano, nel contesto dell’Expo, il 26, 27 e 28 settembre prossimi: “L’obiettivo dell’evento, di risonanza internazionale, è quello di stilare un bilancio di questi 20 anni da Pechino, verificare come le parole magiche e le idee lì lanciate in relazione all’esigenza di riconsegnare alla donna il ruolo che le spetta nella società contemporanea si siano declinate nel tempo e nello spazio, quindi anche negli altri stati e nelle altre nazioni, ma soprattutto gettare le basi per creare politiche vere intorno al lavoro. Nessuno si è mai occupato di parlare in termini politici di lavoro delle donne, perché questo aspetto in realtà non interessa veramente a nessuno. L’Italia continua a non essere un paese per donne, ma stiamo lavorando proprio perché le cose cambino”, dice Isa Maggi, ispiratrice e coordinatrice di questo programma nazionale, vera anima degli Stati Generali: è lei ad aver inventato e fortemente voluto l’appuntamento di settembre all’Expo, laddove si traccerà un bilancio dei risultati raggiunti, da Pechino 1995 ad oggi, partendo dalle conoscenze tipiche delle donne in relazione a diversi temi, e anche in relazione al cibo, che è proprio l’argomento attorno al quale ruota Expo. Ma “dal momento che Expo non è solo cibo”, gli stati generali intendono in quella occasione “declinare il cibo intorno al tema del lavoro, della cultura, delle identità territoriali, della biodiversità e della tutela e cura della Terra, dando spazio alle donne di tutto il mondo per delineare proposte, per disegnare prospettive di cambiamento vero e soprattutto per costruire politiche che, nell’economia della crisi, sappiano restituire il lavoro alle donne”.
Proprio in quest’ottica nasce l’altra idea di Isa Maggi: un vero e proprio tavolo imprenditoriale che prevede la possibilità, per ogni impresa, di acquisire una postazione ad un prezzo irrisorio per poter presentare le proprie caratteristiche e partecipare alla grande vetrina dell’Esposizione Internazionale di Milano. Il tema dell’iniziativa, in programma il 25 e 26 giugno prossimi, ruota intorno alle idee: “Ripristinare i principi, i valori e le modalità di incubazione e di follow-up dei processi, in termini di teoria economica e alla luce dei nuovi contesti internazionali e di recessione economica”. L’obiettivo è capire “come possiamo contribuire a sostenere il processo di cambiamento in atto, nell’economia della crisi e nelle politiche oltre l’austerità, riscoprendo il modello mediterraneo di creazione di impresa e il ruolo delle imprese femminili, ed esaminando teorie, strumenti e casi di successo”.

http://vimeo.com/128722324

Donne e politica: le idee delle rappresentanti istituzionali

All’evento di Roma sono intervenute anche esponenti del mondo politico: ha partecipato il sottosegretario di Stato per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Sesa Amici, che ha insistito sul valore della “praticità, che consente di valutare se una riforma pensata abbia o meno un impatto concreto sulla vita delle persone”. “In questo”, continua Amici, “le donne sono protagoniste, ed è necessario che nei casi di disagio si riscopra il metodo dell’inserimento della persona nel circuito del lavoro. La trasparenza non è solo un fatto burocratico ma un fatto politico, che consente la reale applicazione delle leggi e la possibilità di operare concretamente in presenza di situazioni di svantaggio”.
Simile posizione ha Roberta Agostini, deputata, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali della Camera: “è importante essere pratici, consentire alle donne di intervenire personalmente nei posti di responsabilità per discutere di lavoro e rafforzare l’iter di proposte strutturali. Importantissima resta la connessione con la società civile, perché tutto quello che si decide nei palazzi ha bisogno della società per affermarsi e per produrre il cambiamento che si desidera. L’affermazione del ruolo delle donne nella società italiana parte da un cambiamento culturale, e non solo legislativo: per cambiare il paese abbiamo bisogno delle donne”. Nel contempo, vanno valorizzate le competenze che le donne hanno acquisito, anche non potendo contare su un lavoro regolarmente retribuito: “lo ha detto anche il Papa”, continua Agostini, “a parità di competenze talora le donne sono svantaggiate: riconoscere queste competenze è il punto di partenza per migliorare la società italiana, che spesso non valorizza ancora concretamente la donna”. In margine all’intervento di una intervenuta, che sottolinea come in Italia una donna oggetto di violenza non sia ancora considerata svantaggiata, mentre negli altri contesti europei questo aspetto è spesso normato dalla legge, la deputata ribadisce che “il Parlamento si sta impegnando sul tema della violenza”.