Insieme per promuovere e sostenere Ambiente e Territorio

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5 progetti promossi dall’alleanza tra ambienti culturali per gestire il patrimonio naturale italiano e creare nuove opportunità economiche e generare occupazione

di Cristina Mazzani, giornalista

Un’alleanza per promuovere una nuova economia dalla quale possa scaturire lavoro anche a livello locale, nelle piccole realtà. È quella che è stata stipulata, durante Expo, sulla Terrazza Coldiretti, con l’ingresso di CNCN (Comitato Nazionale Caccia e Natura) nell’Osservatorio sulla Criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare di Coldiretti.

“Il fine comune” ha spiegato Ettore Prandini, vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente Coldiretti Lombardia “è quello di fare chiarezza. A tutela dei consumatori finali, come dei ristoratori, deve poter essere ricostruito un percorso di tracciabilità certo per il controllo sanitario dei capi di cacciagione abbattuti nell’esercizio venatorio, fino alla immissione in commercio della carne.
“Questo significa, da un lato, risolvere il problema del bracconaggio, dall’altro, favorire e regolamentare al meglio la caccia che, tra l’altro, contribuisce a risolvere un problema grave legato alla moltiplicazione di animali che risultano dannosi per l’agricoltura. Basti pensare che negli ultimi dieci anni il popolarsi delle nostre campagne di animali prima inesistenti ha provocato perdite agli agricoltori pari a 18 milioni di euro in Lombardia e a 200 milioni nell’intero territorio nazionale”.

In Italia il consumo di carne di selvaggina è in crescita, in particolare, per quanto riguarda gli ungulati selvatici il cui soprannumero rappresenta una emergenza nazionale, sia a causa dei danni che provocano alle colture sia per essere responsabili di numerosi incidenti stradali.
“Il nostro fine” ha affermato Silvio Barbero, vicepresidente Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo “è ricostruire la filiera corta, incentivare l’utilizzo di una risorsa alimentare che altrimenti rischia di essere sprecata (un atteggiamento sicuramente più sostenibile del continuo ricorso ad allevamenti intensivi) recuperando allo stesso tempo le tradizioni, i sapori, così come i mestieri, tipici di zone quali quelle delle Alpi e degli Appennini”.
Non è un caso che il lancio dell’iniziativa sia avvenuto proprio durante e dentro Expo, tra i messaggi della manifestazione internazionale vi è infatti, soprattutto, quello della sostenibilità e di un recupero di un modello nutrizionale che sia rispettoso degli equilibri naturali.

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I progetti della Filiera Ambientale e Territoriale

Cinque progetti per preservare il fascino del patrimonio agricolo, forestale e pastorale italiano e per favorire una migliore governance del territorio del nostro Paese, oltre che per creare nuove opportunità economiche e generare occupazione sul territorio, sono quelli che scaturiscono dall’impegno messo a fattor comune da ambientalisti, agricoltori, comunità scientifiche universitarie e associazioni venatorie.

Accanto a “Selvatici e buoni”, il progetto più sopra riportato relativo alla selvaggina, sviluppato dall’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano e la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, sono state affrontate le seguenti tematiche:

‘PercOrso insieme’, il progetto a cura di Federparchi – Europare Italia, ha il fine di proteggere l’Orso Marsicano, uno dei mammiferi più a rischio di estinzione tra quelli presenti in Italia.

‘L’Europa della Fauna’ ha per oggetto l’istituzione e la gestione sul territorio italiano delle aree di controllo e di valorizzazione della selvaggina; l’operazione verrà effettuata in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II ed Enti di gestione Amministrativi Pubblici di Spagna, Portogallo, Slovacchia, Grecia e Slovenia.

Il progetto a cura di Ispra, Legambiente, Federcaccia, Arcicaccia, Anuu Migratoristi ‘Carta d’Identità degli ungulati selvatici’, che ha per oggetto la firma e l’implementazione di un accordo per il potenziamento e l’aggiornamento della Bdu-Banca dati ungulati selvatici nazionale.

Infine, ‘Agricoltura territoriale, valorizzazione della biodiversità e controllo della fauna selvatica’, il progetto a cura dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, che si occupa di soluzioni in grado di diffondere buone pratiche e sistemi di produzione agro ecologici, di riproporre ambiti diretti alla promozione dei profili culturali tipici di ogni comunità, specialmente, legati all’alimentazione e di tradurli in opportunità di nuove iniziative di reddito.