L’alimentazione per la salute delle donne. I workshop del Ministero

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A Expo 2015 il Ministero della Salute promuove una serie di workshop (ben 30) nello spazio “donne”

I primi due si sono tenuti il 1° giugno, sull’osteoporosi e sulla iodoprofilassi, mentre i prossimi tratteranno temi quali celiachia, menopausa, prevenzione dei tumori, sicurezza alimentare, fertilità, gravidanza, anoressia, diabete, ecc. Tutti con un comune denominatore: l’alimentazione giusta.

A ogni problema di salute corrisponde infatti una alimentazione adeguata che aiuti a prevenirlo. Sono gli esperti degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, in collaborazione con diverse associazioni, a mostrare alle donne che partecipano all’Expo quale sia.

Osteoporosi

Si è iniziato con il workshop dal titolo “Come la corretta alimentazione nella donna può aiutare la salute delle ossa”, considerando che è il sesso femminile a correre maggiormente il rischio di osteoporosi, dopo la menopausa. Relatore del workshop è stato il professor Pierluigi Meroni del Dipartimento di Reumatologia dell’Università di Milano, esperto dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda).
Durante l’incontro si è spiegato che l’osteoporosi è una condizione comune che rende le ossa fragili e facili a fratture ma che le donne sono a maggior rischio dopo la menopausa per via dell’abbassamento dei livelli di estrogeni, che concorrono a mantenere la massa ossea.
Il rischio di osteoporosi aumenta comunque con l’età perché ci si muove di meno e si mangia peggio (deficit nutrizionali). Purtroppo l’osteoporosi è solitamente asintomatica e quindi spesso la si riconosce solo in seguito al riscontro di fratture. La diagnosi viene effettuata con la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), una tecnica semplice e non invasiva di misura della densità del tessuto osseo.
 
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=5G_Ufef_hDI 

I trattamenti preventivi più importanti sono rappresentati dalla dieta, dall’attività fisica e dall’astensione dal fumo. Anche se non esiste una dieta specifica o particolare per l’osteoporosi, è certo che i principali elementi per la formazione del tessuto osseo quali minerali essenziali, vitamine e proteine devono essere assunti in quantità adeguata. Un ruolo chiave è ovviamente giocato dal calcio e della vitamina D, che insieme concorrono a mantenere un’appropriata massa e densità ossea. Per questo è consigliata l’assunzione di almeno 1 grammo di calcio al giorno, sia dagli alimenti naturali che dai supplementi ma non quantità superiori a 2 grammi al giorno onde evitare effetti collaterali. La principale fonte di calcio è rappresentata dal latte e latticini ed in parte anche da vegetali verdi.
La vitamina D agisce in sinergia con il calcio, facilitandone l’assorbimento e l’utilizzo a livello del tessuto osseo ed essa stessa agisce direttamente sul tessuto con un’azione anti-osteoporotica. L’azione combinata di vitamina D e calcio diminuisce la perdita del tessuto osseo ed il rischio di fratture patologiche. La vitamina D è principalmente prodotta dal nostro organismo dopo esposizione, anche non intensiva, ai raggi solari; tuttavia una parte importante è anche assunta con l’alimentazione. I principali alimenti ricchi di vitamina D sono: pesce, uova e latticini.

Tiroide

Un altro problema che può arrecare danni alle donne è costituito dal malfunzionamento della tiroide. Il secondo workshop offerto dal Ministero della Salute è stato quello dal titolo “Alimentazione e Iodoprofilassi: prevenzione della carenza iodica”. Qui è intervenuto il Professor Piernicola Garofalo, per AME onlus – SIMA.
Purtroppo nel nostro Paese c’è carenza di iodio, che comporta seri problemi per i bambini come per gli adulti. Ad esempio il rallentamento della crescita e un possibile scarso rendimento scolastico per quanto riguarda i bambini e la comparsa di gozzo e di noduli tiroidei per quanto riguarda gli adulti.
Il fatto di vivere in una penisola non ci deve far rilassare, perché la carenza di iodio colpisce non solo le aree montane ma anche le regioni pianeggianti e costiere; è quindi necessario che l’alimentazione sia quanto più possibile varia e che preveda un’integrazione di un quantitativo di iodio, anche mediante l’uso di sale iodato, “che consente di coprire il fabbisogno fisiologico giornaliero fornendo 30 μg di iodio per grammo di sale”.
Segnaliamo che in Italia una legge emanata nel 2005 ha previsto una serie di misure finalizzate a promuovere il consumo di sale iodato su tutto il territorio nazionale, quali la presenza obbligatoria di sale iodato nei punti vendita, l’uso di sale arricchito di iodio nella ristorazione collettiva e la possibilità di utilizzazione nella preparazione e conservazione dei prodotti alimentari.

Per avere informazioni sui successivi appuntamenti si può visitare il sito dedicato.

(D.M.)